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ARTEL SpA - Arezzo Telematica

Ho diritto a qualche agevolazione per il mio compagno che ha gravi problemi di salute?
Il lavoratore e/o la lavoratrice hanno diritto a tre giorni retribuiti di permesso all’anno nel caso di decesso o grave infermità di un familiare tra quelli che seguono: - coniuge (anche se legalmente separato); - parente entro il secondo grado (sono parenti entro il secondo grado: fratelli e sorelle, padre e figlio, nonni e nipoti) anche non convivente; - convivente e ogni altro soggetto componente la famiglia anagrafica del lavoratore/ lavoratrice, risultante da certificazione anagrafica. I tre giorni di permesso devono essere fruiti entro sette giorni dal verificarsi del decesso o dell’accertamento dell’insorgenza di una grave infermità o dalla necessità di far fronte a specifici interventi terapeutici. Nei giorni di permesso non sono considerati quelli non lavorativi o festivi. Questi permessi sono cumulabili con quelli previsti per i disabili o per la cura di disabili.

Mio figlio, portatore di handicap, è diventato maggiorenne. Ho diritto ancora a dei permessi?
Quando il figlio portatore di handicap compie 18 anni, i genitori lavoratori possono usufruire comunque dei permessi mensili (tre giorni al mese) purché sussista almeno una delle seguenti condizioni: - il figlio viva nella stessa abitazione con i genitori; - in assenza di convivenza con i genitori, l’assistenza prestatagli sia continuativa ed esclusiva. L’assistenza è “continuativa” quando il genitore assiste il figlio maggiorenne nelle sue necessità quotidiane. L’assistenza non è continuativa nei casi in cui, per esempio, genitore e figlio portatore di handicap vivano in abitazioni oggettivamente distanti l’una dall’altra (distanza da valutarsi sia in termini spaziali che temporali: se in tempi individuabili in circa un'ora è possibile coprire la distanza tra le due abitazioni del soggetto portatore di handicap, è possibile riconoscere che sussiste un'assistenza quotidiana che concretizza il requisito di continuità dell'assistenza, il quale insieme a quello dell'esclusività, dà diritto alla fruizione dei permessi anche in caso di non convivenza. In caso contrario l'assistenza quotidiana non può essere di per sé esclusa, ma occorre una rigorosa prova da parte dell'interessato dell'effettiva assistenza che è possibile fornire in tale situazione di lontananza.) L’assistenza è “esclusiva” quando il genitore richiedente è l’unico soggetto che presta assistenza al figlio disabile. Non è ritenuta esclusiva l’assistenza prestata da un genitore se con il figlio disabile maggiorenne convivono altri soggetti maggiorenni non lavoratori - compresi i genitori - in grado di assisterlo o lavoratori che possano richiedere detti permessi per la stessa persona disabile.

Vorrei sapere se mentre mio marito usa il congedo parentale io posso usare i riposi giornalieri.
Sì, lo può fare.

E\' vero che, poichè mia moglie è casalinga, non ho diritto ai \"riposi orari giornalieri\"?
Purtroppo è così.

La collocazione oraria dei riposi per allattamento la decide il datore di lavoro?
La collocazione oraria va concordata con il datore di lavoro, dando la priorità alle esigenze di cura della richiedente.

Come si calcolano le ore di allattamento?
Le ore di riposo sono: 2 al giorno se l’orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore; 1 al giorno se è inferiore alle 6 ore. In ogni caso nei giorni in cui lavora per meno di 6 ore ha diritto ad una sola ora di riposo.

Ho due gemelli; cosa accade se si ammalano contemporaneamente?
Se siete due lavoratori dipendenti potete chiedere entrambi il congedo, dichiarando come motivo dell'assenza il papà la malattia di uno dei due bimbi e la mamma dell'altro .

Ho un bimbo di cinque  anni e uno di sette; i cinque giorni di congedo annuale sono ciascuno o complessivi?
Nella fascia di età tra i 4 e gli 8 anni sono per ciascun genitore e per ciascun figlio.

Sono un neopapà, come posso utilizzare il congedo di paternità?
Se lei è un lavoratore dipendente può utilizzare i permessi post partum, entro i primi 3 mesi di vita del/la bambino/a, nei casi: morte o grave infermità della madre; abbandono del/la figlio/a da parte della madre; affidamento esclusivo al padre.

Nel primo anno di vita di mio figlio ho preso quattro mesi di aspettativa; posso utilizzarla ancora?
Sì, può utilizzare l'astensione facoltativa, purchè suo figlio non abbia ancora compiuto 8 anni. Inoltre, se ha meno di 3 anni, può ancora avere diritto, senza verifica del reddito, all'indennità del 30%.

Se la mamma è in congedo parentale e si ammala, può chiedere di sospendere il congedo parentale?
Sì, la madre, presentando la documentazione necessaria, può chiedere la trasformazione dell'assenza.


Come posso fare per ottenere i buoni servizio relativi al progetto Mary Poppins?
E’ necessario compilare la domanda allegata al bando, includendo i documenti richiesti e presentarla, entro le scadenze previste, all’Ufficio Protocollo del Comune di residenza.

E’ possibile contattare una baby-sitter di fiducia che non è inserita nell’elenco zonale del progetto Mary Poppins?
No, il progetto prevede il rimborso parziale delle prestazioni solamente se effettuate dagli operatori/trici iscritti nell’elenco zonale.

Posso contattare operatori/trici del progetto Mary Poppins iscritti in elenchi zonali diversi dalla mia zona di residenza?
Sì, è possibile contattarli

Che requisiti servono per essere iscritti nell’elenco zonale degli operatori/trici del progetto Mary Poppins?

  1. E’ necessario essere in possesso del titolo professionalizzante conseguito con uno di questi corsi di qualificazione professionale della Provincia: educatore domiciliare e familiare, educatore per l’infanzia, operatore familiare per l’infanzia.
  2. E’ necessario essere in possesso di uno di questi titoli previsti dall’art. 11 del D.D.G.R. 8 agosto 2003 n. 47/R “Regolamento di esecuzione della Legge regione Toscana n. 32/2002 (Testo Unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale, lavoro):

Diploma di dirigente di  comunità  infantile  rilasciato dall’Istituto tecnico femminile;
Diploma di maturità  magistrale rilasciato  dall’istituto magistrale;
Diploma di scuola magistrale di grado preparatorio;
Diploma    di  maturità  rilasciato  dal  Liceo  socio-psico-pedagogico;
Diploma   di  assistente  di  comunità  infantile  rilasciato dall’istituto   professionale    di   Stato   per   assistente all’infanzia;
Diploma di maestra d’asilo;
Diploma di operatore dei servizi sociali;
Diploma di tecnico di servizi sociali;
Titolo di studio universitario conseguito in corsi di laurea afferenti alle classi pedagogiche o psicologiche;
Master di primo o secondo livello avente ad oggetto la formazione della prima infanzia;
Altro diploma di scuola media superiore accompagnato da attestato di qualifica rilasciato dal sistema della formazione professionale per un profilo professionale attinente ai servizi per la prima infanzia.
E’ possibile inoltre frequentare brevi corsi (da 20 a 50 ore), gestiti da agenzie formative locali su incarico della Provincia, la cui frequenza abilita all’inserimento negli elenchi zonali.

Centro Pari Opportunitā Piazzetta delle Logge del Grano - 52100 Arezzo Tel. 0575.30181 - fax 0575.324803 E-mail:sandra@didonne.it