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UNIONE EUROPEA: MIGLIORI CONDIZIONI PER IL CONGEDO MATERNITĀ

Milioni di donne in tutta Europa avranno diritto a un congedo maternità più lungo e con migliori condizioni grazie alle proposte presentate dalla Commissione europea. Una proposta a parte migliorerà inoltre anche la situazione delle lavoratrici autonome offrendo loro un accesso equivalente al congedo maternità su base volontaria. Secondo la proposta della Commissione sul congedo maternità (che rappresenta la revisione della direttiva attualmente in vigore, 92/85/CEE, del 1992), il periodo minimo di congedo viene portato da 14 a 18 settimane e raccomanda di versare alle donne il 100% della retribuzione, offrendo anche agli Stati membri l’alternativa di stabilire un tetto massimo pari ad una retribuzione equivalente all’indennità di malattia. Le donne godranno inoltre di una maggiore flessibilità per quanto riguarda la parte non obbligatoria del congedo (prima o dopo la nascita) e pertanto non saranno costrette a beneficiare di una parte specifica del congedo prima della nascita, come si fa attualmente in alcuni Stati membri.
Vi saranno inoltre misure più vincolanti contro i licenziamenti e per il diritto a reintegrare il medesimo posto di lavoro o un posto di lavoro equivalente dopo il congedo maternità. Infine verrà introdotto il diritto di chiedere al datore di lavoro un orario flessibile dopo la fine del congedo maternità, sebbene il datore di lavoro abbia la facoltà di respingere la richiesta. In base alla proposta le lavoratrici autonome godranno degli stessi diritti di accesso al congedo maternità delle lavoratrici dipendenti, ma su base volontaria (in sostituzione delle disposizioni della direttiva attualmente in vigore, 86/613/CEE). Al tempo stesso i coniugi e i conviventi (riconosciuti come tali in base alla legislazione nazionale) che lavorano a titolo informale nell’ambito di una piccola impresa familiare quali un’azienda agricola o uno studio medico (i cosiddetti "coniugi collaboratori") avranno accesso, su richiesta, a una copertura di sicurezza sociale per un livello almeno equivalente a quello dei lavoratori autonomi. Le due iniziative fanno parte di un pacchetto di misure per migliorare l’equilibrio fra vita privata e vita professionale per tutti i cittadini europei, sia uomini che donne. Entrambe le proposte saranno discusse nell’ambito della procedura di codecisione dal Parlamento europeo e dagli Stati membri a livello di Consiglio (maggioranza qualificata) e si spera che sia possibile raggiungere un accordo nel corso del 2009. A questo punto i paesi dell’UE avranno due anni per recepire la normativa nella legislazione nazionale.

                     www.europaregioni.it







08 ottobre 2008

Centro Pari Opportunitā Piazzetta delle Logge del Grano - 52100 Arezzo Tel. 0575.30181 - fax 0575.324803 E-mail:sandra@didonne.it