didonne.it La newsletter delle donne
a cura dell'Ufficio delle Consigliere di Parità e del Centro Pari Opportunità
della Provincia di Arezzo # Anno III - n° 10 / gennaio 2007

In questo numero:
27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA 2007
1. "MAI DIMENTICHERO' TUTTO CIO', ANCHE SE
FOSSI CONDANNATO A VIVERE QUANTO DIO STESSO. MAI"

Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa liberava Auschwitz
Il messaggio di Martini, il Treno della memoria,
tutte le iniziative in programma in provincia di Arezzo
di Silvia Tessitore
2. IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI IN TOSCANA
3. LE INIZIATIVE IN PROVINCIA DI AREZZO
4. L'INTERVENTO: COS'E' NATURA? COS'E' SOCIETA'?

di Maria Pilar Mercanti, presidente
della Commissione provinciale P.O. di Arezzo
5. L'APPELLO: NOI STORICI CONTRO LA LEGGE
CHE PUNISCE CHI NEGA LA SHOAH

L'appello di un gruppo di storiche e storici
contro la proposta di legge Mastella

SPECIALE TFR
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
RASSEGNA STAMPA COME CAMBIARE IL TFR. SEI MESI PER SCEGLIERE
(da "La Repubblica" di merc. 13 dicembre 2006)
1. PER CAPIRE LE PAROLE
2. IN VENTI RISPOSTE L'ABC DELLA RIFORMA
3. LE TAPPE DEL LAVORATORE

Quattro tipi di dipendente, quattro strade

ONLINE
NOIDONNE

Gli ultimi aggiornamenti

SONDAGGI E RICERCHE

1. ESSERE MADRI IN ITALIA, PAESE DI FIGLI UNICI
Gli ostacoli sono molti, anzi troppi. Lo rivela un'indagine Istat
di Silvia Tessitore
2. INDAGINE ISFOL SULLA QUALITA' DEL LAVORO:
LE DONNE PIU' SODDISFATTE DEGLI UOMINI
3. QUOTE ROSA LATITANTI ANCHE NELLA RICERCA
4. OGNI ANNO 1.328 PERSONE MUOIONO PER INFORTUNI
SUL LAVORO. L'8% E' DONNA E IL DATO E' IN AUMENTO
5. TRIPLICATI IN DIECI ANNI I MATRIMONI MISTI
6. ANNA OLIVERIO FERRARIS: IN AUMENTO IL BULLISMO FEMMINILE
7. EURISPES: IL 74,4% DEGLI ITALIANI FAVOREVOLE
A TESTAMENTO BIOLOGICO ED EUTANASIA

TOSCANA
1. IN RICORDO DI LORETTA MONTEMAGGI, PRIMA DONNA
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE TOSCANO
2. GROSSETO: 102 INTERVENTI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA NEL 2006
3. GROSSETO: DONNE IN AGRICOLTURA,
CONVEGNO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE P.O.
4. FIRENZE: TERRITORIO E MAINSTREAMING PER LE PARI OPPORTUNITA'
5. STATUTI, REGOLAMENTI E FUNZIONAMENTO
DEGLI ORGANISMI DI PARITA' NELLE PROVINCE TOSCANE

Un seminario della CPO regionale svoltosi a Carrara
lo scorso novembre ha posto all'attenzione alcuni problemi
di Angela Notaro
6. FIRENZE: UN APPELLO DI PANTAGRUEL
Riceviamo e pubblichiamo
7. IDEE SULLA TOSCANA: DAI PIANI ENERGETICI
LOCALI ALLE NUOVE FONTI DI ENERGIA
8. PER L'UCCISIONE DI GJELINA MARKAI

Riceviamo da Cospe e Casa della Donna di Pisa e pubblichiamo
9. LE PAROLE DELL'UGUAGLIANZA, LE PROSPETTIVE DELLA PARITA'
POLITICHE E DIRITTI DELLE DONNE NELL'ITALIA REPUBBLICANA
10. CGIL TOSCANA IN FESTA
11. SCATTA L'ORA LEGALE!

Il portale giovani di Regione Toscana rilancia
un appello degli studenti per "l'ora di legalità"
12. ADOTTA UN ALBERO DI VITE
Per sostenere le coop antimafia
13. UNIONE EUROPEA E REGIONE TOSCANA: FAVORIRE LE POLITICHE DI GENERE
14. TOSCANA: IL FONDO SOCIALE EUROPEO PRODUCE OCCUPAZIONE
E NUOVE IMPRESE PER I SOGGETTI SVANTAGGIATI
15. MENOPAUSA: UN'OCCASIONE...

Un seminario a Firenze dell'Associazione Percorsi
16. LUCCA: UNA RASSEGNA SU 40 ANNI SI STORIA DEI MOVIMENTI FEMMINILI
17. ELENA GIGLI E' LA SPORTIVA TOSCANA DELL'ANNO


AREZZO
1. I DISTRETTI INDUSTRIALI TRA PASSATO E FUTURO:
QUALI MODELLI DI GOVERNANCE E QUALI POLITICHE PER LO SVILUPPO?

Un convegno il 29 gennaio 2007 al Centro Affari
2. PROVINCIA: CRESCONO I FINANZIAMENTI
PER L'ASSUNZIONE DI LAVORATORI DISABILI  
3. PROVINCIA E COMUNE DI AREZZO LANCIANO "ASPETTANDO ITALIA WAVE" 
4. LA PROVINCIA ADOTTA IL CODICE ANTI MOBBING 
5. FINO AL 13 MARZO, OLIOGUSTANDO 2007
6. SEMINARIO SULLA VOCE CON CLAUDIA BOMBARDELLA

A Terranuova Bracciolini, il 3 e 4 febbraio e il 17 e 18 marzo
7. GAIA, QUANDO L'AIUTO HA QUATTRO ZAMPE 
Un gruppo di aiuto interdisciplinare con animali
presieduto dalla dr. Francesca Mattesini
8. IO VIAGGIO EQUO E SOLIDALE
Una mostra interattiva sul commercio equo, fino al 15.2
9. AREZZO E CAGLIARI, GEMELLAGGIO SALUTARE
10. CERCASI GIOVANI ARTISTI

Per la Biennale di Alessandria d'Egitto
11. AFFAMARSI PER IL SUCCESSO
Il pericoloso mondo dei disturbi alimentari
Incontro a Stia sabato 3 febbraio 2007

DONNE AD AREZZO
OGNI VITA MERITA UN ROMANZO
Storie in pillole di immigrate coraggiose
di Anna Franca Rinaldelli

ITALIA
1. FINANZIARIA 2007: LE MISURE PER LA FAMIGLIA E LE DONNE
2. BINDI: A FINE MESE AUMENTI PER I DIPENDENTI
SOTTO FORMA DI DETRAZIONI O ASSEGNI FAMILIARI
3. COMUNE DI VENEZIA, CAMPAGNA CONTRO OMOFOBIA NELLE SCUOLE
4. COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO: SI'
ALLA LIBERTA' DI SCELTA SUL DOPPIO COGNOME
5. COMUNE DI ROMA: IN ATTIVITA' LA PRIMA
CONSIGLIERA STRANIERA ELETTA A DICEMBRE
6. REGIONE LAZIO: NUMERO VERDE PER NEOMAMME
7. ELETTE 15 BAMBINE NEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DI NOLA
8. LOMBARDIA E CAMPANIA PRIME IN ITALIA PER IMPRESE AL FEMMINILE
9. LIVIA POMODORO, NEOPRESIDENTE TRIBUNALE
DI MILANO: "UNA SOCIETA' UMILIANTE PER LE DONNE"
10. MILANO: IL 5 E 6 MARZO PER LA PROMOZIONE
DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE ITALIANA ALL'ESTERO
11. IN FRIULI IL 29.1 "ESS.ER.CI" PER CONTARE
IN FAMIGLIA, NEL LAVORO, IN POLITICA
12. POLLASTRINI: SI' AL CODICE DEONTOLOGICO DEI MEDIA
PER IMPEDIRE PREGIUDIZI CONTRO IMMIGRATI E RIFUGIATI
13. MARTA FATTORI PRESIDE DELLA FACOLTA' DI FILOSOFIA
DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA


PACS PARADE (CHI CI CAPISCE E' BRAVO)

1. PAPA: I PACS DESTABILIZZANO LA FAMIGLIA, L'ABORTO ATTENTA ALLA VITA
2. COPPIE DI FATTO: AL VIA AL SENATO L'ESAME DELLE PROPOSTE
3. POLLASTRINI: PRESENTATA BOZZA DI LEGGE
SUI PACS AL MINISTERO DELLA FAMIGLIA
4. LE DONNE DI FORZA ITALIA: SI' AL PAPA SUI PACS
5. PRODI: NO AI PACS, SI' ALLE UNIONI DI FATTO
6. BINDI: LE COPPIE DI FATTO NON SONO PACS
7. POLLASTRINI: LA LEGGE SULLE UNIONI DI FATTO SI FARA'
8. A PIEDI DA ALESSANDRIA A ROMA PER DIRE NO AI PACS
10. I GIOVANI MUSULMANI D'ITALIA SI SCHIERANO A FAVORE DEI PACS
11. GAY IN PIAZZA A ROMA CONTRO IL VATICANO
12. ARCIGAY: CONTRO IL GOVERNO IL 10 MARZO, GAYPRIDE IL 9 GIUGNO A ROMA
13. GAYLIB: LA CDL E' LA CAPANNA DEI BIGOTTI
14. ARCIDONNA: BLOCCATE I FONDI DI SOLIDARIETA'DEI PARLAMENTARI
15. TOSCANA, NENCINI: LE UNIONI DI FATTO VANNO TUTELATE
16. MANCA L'ACCORDO, LA DISCUSSIONE E' RINVIATA
17. LA LOGGIA: IL PROGRAMMA DI FORZA ITALIA E' PER LA FAMIGLIA NATURALE
18. AN: MOZIONE PER UNA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO
19. CATTOLICI ITALIANI: SI' AI PACS MA PER LE COPPIE ETERO


ESTERI
1. RASSEGNA STAMPA DONNA FINALMENTE
Ségolène Royal. Michelle Bachelet. Hillary Clinton.
E le altre. Una nuova femminilità conquista il potere.
Con semplicità, discorsi diretti. Il ruolo di madre
diventa un modello della società. Fenomenologia
di una rivoluzione, di Stefania Rossini
(da "L'Espresso" n° 51 del 28 dicembre 2006)
2. RASSEGNA STAMPA NANCY PELOSI, AVANTI TUTTA CON OTTIMISMO
di Ro Pucci (da ITALIA PRESS agenzia stampa - 5 gennaio 2007)
3. RASSEGNA STAMPA ELEZIONI USA, HILLARY CLINTON SI CANDIDA
L'ex first lady rompe gli indugi e lancia la sfida per le presidenziali 2008
L'annuncio è stato dato con un video sul sito internet della senatrice
"Bush ha fallito, ci sono e voglio vincere" (da repubblica.it)
4. BULGARIA E ROMANIA NELL'UNIONE. DAL 1° GENNAIO, EUROPA A 27
5. IL 6 FEBBRAIO GIORNATA CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI
6. IL 7 E L'8 FEBBRAIO A ROMA "VOCE ALLE DONNE
DEL MEDITERRANEO", PER AVVICINARNE LE SPONDE
7. UNIONE EUROPEA: STRASBURGO DA' IL VIA
ALL'AGENZIA SULL'UGUAGLIANZA DI GENERE
8. ADDIO ALLA STORICA ELISABETH FOX-GENOVESE
CAPOSCUOLA DEGLI WOMEN'S STUDIES
9. A PARIGI, CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA DONNA NERA
10. ARRESTATA IN SPAGNA L'EX PRESIDENTE ARGENTINA ISABEL PERON
11. CINA: MANCANO LE DONNE...
12. CINA: UCCISE DAL ROGO 7 OPERAIE CHIUSE IN FABBRICA DAI PROPRIETARI
13. INDIA: I FONDAMENTALISTI CONTRO LA SCRITTRICE TASLIMA NASREEN
14. LISBONA: APPELLO PER I DIRITTI DELLE DONNE
IN VISTA DEL REFERENDUM SULL'ABORTO
15. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/1
WANGARI MAATHAI PARLA DEL DEBITO ESTERO
16. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/2
L'ITALIA CANCELLA 44 MLN DI EURO DI DEBITO DEL KENYA
17. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/3
VANDANA SHIVA PRESENTA IL MANIFESTO DELLE SEMENTI 


FRONTI DI GUERRA

1. UNICEF E SAVE THE CHILDREN: PORRE FINE
ALLE SOFFERENZE DI BAMBINE E BAMBINI DELLA SOMALIA
2. IRAQ: LA GUERRA HA DISTRUTTO IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
3. AFGHANISTAN: I POVERI COSTRETTI A VENDERE LE FIGLIE 


CULTURA E CONCORSI
1. REGGIO EMILIA RICORDA LEDA RAFANELLI,
FEMMINISTA E SCRITTRICE DEL '900
2. CONCORSO GIORNALISTICO "ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN"
3. CONCORSO FOTOGRAFICO "L'EUROPA CON LO SGUARDO DELLE DONNE"
4. CONCORSO PER RACCONTI "VOCI DI DONNE 2007"
5. CONCORSO TEATRALE FEMMINILE "LA PAROLA E IL GESTO"
6. PREMIO "ALESSANDRO TASSONI"
7. "A CORTO DI DONNE", APERTE LE ISCRIZIONI
8. XIII PREMIO GIORNALISTICO TELEVISIVO "ILARIA ALPI"


SERVIZIO

    CHI SONO E COSA FANNO LE CONSIGLIERE DI PARITA'
    CHI E PERCHE' PUO' RIVOLGERSI ALLE CONSIGLIERE DI PARITA'
    L'UFFICIO DELLA CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITA' DI AREZZO
    IL SERVIZIO CONSIGLIERA ONLINE
    LINK E RIFERIMENTI ISTITUZIONALI
    UTILITY / BANDI E CONCORSI + OFFERTE DI LAVORO

27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA 2007

1. "MAI DIMENTICHERO' TUTTO CIO', ANCHE SE
FOSSI CONDANNATO A VIVERE QUANTO DIO STESSO. MAI"
Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa liberava Auschwitz
Il messaggio di Martini, il Treno della memoria,
tutte le iniziative in programma in provincia di Arezzo
di Silvia Tessitore

"Dopo di allora, ad ora incerta,/ Quella pena ritorna,/ E se non trova chi lo ascolti/ Gli brucia in petto il cuore./ Rivede i visi dei suoi compagni/ Lividi nella prima luce,/ Grigi di polvere di cemento,/ Indistinti per nebbia,/ Tinti di morte nei sonni inquieti:/ A notte menano le mascelle/ Sotto la mora greve dei sogni/ Masticando una rapa che non c'è./ Indietro, via di qui, gente sommersa,/ Andate. Non ho soppiantato nessuno,/ Non ho usurpato il pane di nessuno,/ Nessuno è morto in vece mia. Nessuno./ Ritornate alla vostra nebbia./ Non è colpa mia se vivo e respiro/ E mangio e bevo e dormo e vesto panni". Era il 1984 quando Primo Levi scriveva questi versi, tre anni prima di morire, esattamente quarant'anni dopo la sua deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz, prigioniero numero 174517.

Primo Levi fu tra i pochi sopravvissuti alle camere a gas. La sua prigionia durò meno di un anno: fu prima obbligato al lavoro in una fabbrica di gomma sintetica, la "Buna", poi si ammalò di scarlattina. Proprio perché malato fu lasciato ad Auschwitz, mentre i tedeschi abbandonavano il lager in tutta fretta. L'Armata Rossa avanzava verso Berlino attraverso il territorio polacco, e s'imbatté quasi fortunosamente nella "fabbrica della morte", sessanta chilometri a ovest di Cracovia. L'esercito sovietico trovò settemila persone ancora in vita, e otto tonnellate di capelli umani imballate e pronte per il trasporto... Fu così che il mondo seppe di Auschwitz, della "soluzione finale" programmata da Hitler per lo sterminio definitivo del popolo ebraico, milioni di vite umane passate per i camini dei forni crematori. Era il 27 gennaio 1945.

Primo Levi impiegò sei mesi per tornare a piedi nella sua Torino. Quarant'anni non gli bastarono a dimenticare gli incubi della prigionia, non ne sarebbero bastati cento: "Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai", scriveva un altro scampato ad Auschwitz, il rumeno Eliezer Wiesel, Nobel per la pace nel 1986, che - come Levi - divenne scrittore per raccontare al mondo l'inferno della Shoah. La scrittura fu per entrambi una sorta di missione, un compito imprescindibile, ma anche una sorta di espiazione della "colpa" di avere avuta salva la vita in mezzo a tanto orrore: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario", diceva Levi. Per onorare questa necessità, il 20 luglio 2000 il Parlamento italiano ha approvato una legge che istituisce il "Giorno della Memoria": ogni 27 gennaio si svolgono - specialmente nelle scuole e nelle università - incontri, convegni, dibattiti, mostre "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti", "affinchè simili eventi non possano mai più accadere".

"Capire i motivi per cui si dimentica e per cui si ricorda non è un esercizio banale", scrive il presidente della Toscana Claudio Martini in una nota dedicata al Giorno della Memoria 2007. "È la strada per passare in via diretta dalla teoria alla pratica, e far comprendere, soprattutto alle ragazze ed ai ragazzi, che questo Giorno della Memoria non è una celebrazione retorica, né serve per dare lustro a qualche nobile monumento della nostra storia. In realtà stiamo parlando della nostra e della loro vita, del futuro di tutti noi e di quella grandissima opportunità e responsabilità che ci coinvolge per il semplice fatto di vivere in regime di libertà". "Dimenticare il nostro passato di individui - continua Martini - è anche fisiologico. Ciò ci fa capire che non esiste alcun automatismo nella costruzione della 'memoria pubblica' e che questo processo è stato definito un 'campo di battaglia' dove si lotta per la conquista di un bene che, pur se immateriale, risulta decisivo. Dunque questa 'memoria collettiva' è una struttura che si compone portando molte pietre e assemblandole l'una sull'altra, con fatica e pazienza. Un lavorìo necessario, giustificato dall'importanza del manufatto finale: la nostra identità come comunità, come persone, come società che si riconosce in alcuni valori fondamentali, in alcune speranze e traguardi comuni. Per sapere in definitiva chi siamo".

La Toscana è tra le regioni italiane più attive, sul fronte della memoria, e ha pagato un tributo altissimo all'occupazione tedesca, alla guerra partigiana e alla liberazione del Paese: "Lo Sterminio del XX secolo - continua la nota di Martini - avviene nel cuore dell'Europa civile e colta ad opera della struttura politico-militare del nazismo e del fascismo. Molti si sono dedicati alla fatica di illuminare questo abisso della ragione e del sentimento in cui sono precipitati così tanti e tante, esplorando anche la cosiddetta zona grigia di chi teneva, singolarmente o come gruppo, un atteggiamento di basso profilo per sfuggire alle responsabilità, per non vedere e per non sapere. Lo Sterminio nazifascista ha spinto la cultura ad indagare alcune costanti del comportamento umano e le strutture educative e formative dei regimi totalitari, il culto dell'obbedienza, la spersonalizzazione, la disumanizzazione dell'altro ed il dissolvimento della morale, come premesse della nuova barbarie. Gli storici hanno analizzato le moderne guerre di massa, in cui il nemico non è più uno Stato ma un popolo e che sono l'antefatto di Auschwitz. L'antisemitismo ed il razzismo sono, ancora oggi, un sintomo inequivocabile della persistenza del male".

Nell'estate 1994, il procuratore militare di Roma Antonino Intelisano, mentre cercava documenti sulle attività in Italia di due tra i più spietati carnefici del regime nazista, Erich Priebke e Karl Hass, trovò un armadio che conteneva 695 fascicoli "archiviati provvisoriamente", riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini italiani: era il cosiddetto "armadio della vergogna", che aveva custodito e celato per cinquant'anni decine di storie crudeli, raccapriccianti, di stragi e massacri. Alla fine della seconda guerra mondiale, un patto segreto tra gli attori del conflitto aveva fatto sì che fossero occultate migliaia di prove e testimonianze, per evitare tensioni a livello interno e internazionale, e questo non solo in Italia. La mole impressionante delle atrocità commesse dai nazisti e, in Italia, dai fascisti, a lungo ignorate dalla comunità internazionale, fu "provvisoriamente archiviata": troppi erano i coinvolgimenti, troppe le responsabilità, e tante le connivenze, per dare luogo a una giusitizia giusta che non fosse, in quel momento della storia, destabilizzante ai fini politici generali. L'archiviazione di quei 695 fascicoli sarebbe stata definitiva se quel giudice, un giorno, non avesse messo le mani dentro quell'armadio.

Nel frattempo, altri tentativi sono stati fatti per mettere il bavaglio alla storia: i teorici del cosidetto "negazionismo" hanno tentato - dagli anni Cinquanta fino ai più recenti deliri del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad - incursioni piratesche nella verità dei fatti per trarne conclusioni che assolvono i carnefici e condannano le vittime. L'Olocausto, secondo costoro, sarebbe stato "assai meno tragico", per quantità di crimini e di morti, o addirittura non sarebbe mai esistito: sarebbe il frutto dell'ennesimo complotto sionista, tanto che la Germania di Hitler, nell'assumersi la responsabilità che si è assunta di fronte all'umanità, non avrebbe fatto altro che "rispondere alla minaccia dell'ebraismo mondiale". Proprio in questi giorni, il ministro della Giustizia Mastella ha annunciato una proposta di legge per punire chi nega la Shoah, proposta che ha suscitato pareri discordi (vedi in proposito NOI STORICI CONTRO LA LEGGE CHE PUNISCHE CHI NEGA LA SHOAH, più avanti in questa sezione della newsletter).   

Ma "in questi mesi i mezzi di informazione - continua la nota del presidente Martini - ci hanno comunicato una novità, per alcuni aspetti sconvolgente. Le autorità tedesche hanno deciso di rendere pubblici i fascicoli riguardanti 17,5 milioni di nomi di vittime dello Sterminio: 25 chilometri di schedari, 50 milioni di documenti, tutto il materiale che gli Alleati salvarono in settemila tra lager, campi di lavoro, posti di polizia, industrie di guerra. Uno sterminato archivio custodito nel piccolo centro di Bad Arolsen in Assia, che per essere accessibile attende ormai solo la ratifica da parte degli 11 Stati che lo hanno amministrato fino ad oggi. È il deposito meticoloso di un inferno in terra, dove è registrato anche il giorno dell'internamento della giovane Annelies Marie Frank, residente ad Amsterdam in Merwedeplein 37. Anna Frank trovò la morte nel campo di Bergen Belsen insieme alla sorella. Quando il luogo sarà accessibile confidiamo nelle visite riservate ai negazionisti di tutte le latitudini, siano essi studiosi o uomini politici".

In Toscana, più che di "giornata" delle memoria si parla di "giornate". Il programma delle iniziative ha avuto inizio lo scorso 22 gennaio al Mandela Forum di Firenze, con l'inaugurazione di uno spazio polivalente dedicato alla deportazione, comprendente una mostra permanente, un'aula didattica multimediale, un archivio di materiale documentario. Ma l'avvenimeno più significativo è sicuramente il Treno della memoria che, dopo la pausa del 2006 - dovuta alla decisione di costruire un percorso formativo biennale, per rendere l'iniziativa ancor più partecipata e consapevole - parte quest'anno per la quinta volta: cinquecento ragazzi toscani, accompagnati dai loro insegnanti, dai testimoni, da rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, si metteranno in viaggio il 28 gennaio alla volta di Auschwitz. Organizzato dalla Regione in collaborazione con le Province toscane, il Circondario Empolese-Valdelsa e le Aziende regionali per il diritto allo studio dei tre atenei di Siena Firenze e Pisa, il treno porterà in Polonia centinaia di studenti universitari e delle superiori che, nei mesi scorsi, hanno svolto specifici itinerari di studio e ricerca attorno ai temi della memoria e della Shoa, realizzati con il contributo dell'Ufficio Scolastico regionale, su come si insegna e come s'impara Auschwitz. Novanta insegnanti, selezionati in tutta la Toscana, hanno partecipato al progetto, che ha coinvolto oltre 60 scuole.

Il programma del viaggio prevede la visita del campo di Sterminio di Birkenau e del campo e del museo storico di Auschwitz, e - la sera del 29 gennaio, al Palasport di Cracovia - lo spettacolo di Moni Ovadia e del gruppo Klezmorim "Musica dai ghetti mitteleuropei". Lì i giovani toscani, che rientreranno in Italia il primo febbraio, incontreranno i loro coetanei del Treno della memoria della Lombardia. Tutti i  partecipanti toscani al Treno della memoria riceveranno "La memoria dei giorni", cortometraggio sulla seconda guerra mondiale realizzato da Mediateca Regionale Toscana, che ripercorre  alcuni eventi emblematici e rappresentativi accaduti tra il 1938 e il 1945: il volto ufficiale del regime, la negazione delle libertà individuali, la persecuzione razziale e politica, lo sterminio di massa. Ogni tema è ricostruito attraverso un montaggio di rare riprese originali e di immagini di repertorio tratte dagli archivi LUCE, IWM, NARA, MRT. Al Treno parteciperà anche una delegazione della Provincia di Arezzo, composta da studenti e insegnanti delle medie superiori.

"Questa volta, ancora di più, - dice ancora Martini - vorremmo che i partecipanti cogliessero l'occasione dell'incontro con l'universo del dolore e dell'annientamento del popolo ebraico per sentire la responsabilità di una difesa consapevole della libertà. Questa a me pare l'unica arma efficace per impedire la degenerazione della vita collettiva e la distruzione della ragione". "L'orrore non tornerà - conclude - se sapremo sempre guardarlo negli occhi". (gennaio 2007)
2. IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI IN TOSCANA
(dal 26 gennaio 2007 in avanti)

STERMINIO, STERMINI
febbraio-marzo 2007

Ciclo di conferenze per studenti, insegnanti e cittadini. In collaborazione con il "Forum per i problemi della pace e della guerra".
Lo Sterminio può e deve essere anche l'occasione per una riflessione sul presente, sulla natura dei suoi conflitti e delle guerre che l'attraversano; sulle situazioni di violenza, di offesa ai diritti umani, di eccidi di massa che hanno caratterizzano il nostro tempo e segnato il Novecento. La memoria di Auschwitz, ponendo interrogativi sulle strutture del nostro presente, si afferma come memoria viva, come strumento per partecipare più consapevolmente ai problemi dell'oggi. Il progetto consiste in due cicli di conferenze: il primo ciclo "Sterminio, stermini" affronta il tema del rapporto tra guerra e sterminio nei conflitti armati contemporanei; il secondo ciclo "Razzismo e passato coloniale", è finalizzato alla conoscenza e alla riflessione critica di alcune pagine, poco note, del passato coloniale italiano. In preparazione dell'intero ciclo di conferenze, è stato predisposto materiale informativo utile per una migliore comprensione degli argomenti di volta in volta affrontati.

Sterminio, stermini
1 febbraio - Firenze: La guerra odierna come guerra di sterminio
6 febbraio - Prato: La Shoah nel secolo degli stermini
6 febbraio - Firenze: Filosofia e politica della condizione atomica
23 febbraio - Pisa: Dalla guerra totale alla guerra globale
9 marzo - Lucca: La forza disarmata della riconciliazione
16 marzo - Pistoia: Guerre identitarie, identità in guerra
Arezzo (data da definire): Dalle guerre di decolonizzazione alle guerre attuali

Razzismo e passato coloniale
2 febbraio - Firenze: La memoria del colonialismo italiano, in Italia e nel Corno d'Africa
15 febbraio - Livorno (da confermare): Un continente in guerra ieri e oggi: l'Africa
16 febbraio - Prato: Imperi coloniali, imperi odierni
4 marzo - Arezzo: I campi di concentramento italiani in Libia, per libici e per ebrei
23 marzo - Pistoia: Presenza italiana e crimini di guerra in Etiopia
Firenze (data da definire): Presenza italiana e crimini di guerra in Etiopia

I nominativi dei relatori, le sedi delle conferenze ed eventuali aggiornamenti sono reperibili sul sito www.regione.toscana.it/memorie_del_900/giorno_della_memoria/ e su www.onlineforum.it
Info: Forum per i problemi della pace e della guerra tel. 055.6800165 -  forumcd@tin.it

RASSEGNA TEATRALE
In collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo

La memoria affidata al teatro è capace di comunicare e trasmettere conoscenze, ricordi, emozioni. Cinque opere portano sul palcoscenico le voci e le storie dello Sterminio. Gli spettacoli scelti sono rivolti in gran parte ai giovani per aiutare a ricordare, attraverso le storie e i personaggi, il buio di quei giorni. La rassegna ha avuto inizio lo scorso 10 gennaio a Campiglia Marittima, gli spettacoli sono già stati rappresentati a Bagnone (MS), Barberino di Mugello (FI), Arcidosso (GR), Barga (LU), Chiusi (SI), Volterra (PI). Segnaliamo l'unica data ancora in programma:

Comune di Castelfranco di Sopra (AR)10 febbraio 2007 ore 11.00
Teatro Comunale Capodaglio - La Compagnia Teatri d'Imbarco presenta L'armadio di famiglia. Spettacolo teatrale riservato agli studenti
Info: Taetro Comunale Capodaglio 055.9149219 - Fondazione Toscana Spettacolo 055.219851 -  fts@fts.toscana.it

ALTRE INIZIATIVE

Firenze - Istituto Storico della Resistenza
26 gennaio 2007 ore 9.00 - Sala Est Ovest, via Ginori 12
Giornata di studio sul tema Antifascismo, repressione e deportazione.
Biografie, memorie, storia. Relazioni di storici e testimonianze.
Info: Silvano Priori 055.284296 -  isres@libero.it

Firenze - Arcigay
26 gennaio 2007 ore 18.00
Inaugurazione della mostra fotografica Grune Rose Lo sterminio dei Triangoli Rosa
Immagini dello sterminio omosessuale ad opera dei nazifascisti.
Info: Matteo Pegoraro 340.8135204 -  cultura@arcigayfirenze.it

Firenze - Altana dell'Ex Convento Leopoldine
27 gennaio 2007 ore 20.45
Grune Rose. Lo sterminio dei Triangoli Rosa. Prima internazionale del cortometraggio di Picciau e Malini co-prodotto da Visions, Watching in The Sky e Arcigay Firenze sullo sterminio degli omosessuali nei campi di concentramento.
Info: Matteo Pegoraro 340.8135204 -  cultura@arcigayfirenze.it

Firenze - Rettorato dell'Università, Aula Magna

29 gennaio 2007 ore 15.30
Presentazione del libro "Le variazioni Reinach" di Filippo Tuena, dedicato a musicisti scomparsi nella Shoah, con esecuzione della Sonata in re minore di Leon Reinach
Intervengono: Augusto Marinelli, Rettore dell'Università di Firenze; Franca Pecchioli Daddi, Preside della Facoltà di Lettere; Ida Zatelli, Ebraista; Talia Pecker Berio, Musicologa; Ernestina Pellegrini, Comparatista; Filippo Tuena, Scrittore; Yehezkel Yerushalmi, Primo violino dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino; Rebecca Woolcock, Pianista
Info: Ida Zatelli 055.2757857-8 -  segling@unifi.it

3. LE INIZIATIVE IN PROVINCIA DI AREZZO

Comune di Arezzo 26 gennaio 2007 ore 21.00 Palazzo Comunale, Sala del Consiglio
"Lo zio Arturo" di Daniel Horowitz, della Compagnia Diesis Teatrango, con Moreno Betti e Lorenzo Iosco. Monologo sulla vita nel campo di concentramento di Auschwitz
Info: Comune di Arezzo - Ufficio Cultura 0575.377500 - teatro@comune.arezzo.it

Comune di Arezzo 27 gennaio 2007 ore 10.30 Teatro della Bicchieraia
"Il futuro della memoria" di Francesca Barbagli e Amina Kovacevich interpretato dai giovani allievi della scuola di recitazione della Libera Accademia del Teatro
Info: Comune di Arezzo - Ufficio Cultura 0575.377500 - teatro@comune.arezzo.it

Comune di Bibbiena 27 gennaio 2007 ore 20.30 Teatro Dovizi
"I percorsi della follia - Lager". Spettacolo teatrale  deella Compagnia NATA, ideazione e regia di Alessandra Aricò e Piero Baracchi con gli allievi della scuola di teatro. Lo spettatore viene accompagnato in un percorso che ricrea l'orrore e l'assurdità del Lager.
Obbligo di prenotazione.
Info: NATA (Nuova Accademia del Teatro d'Arte) 057.5561856 -  nata@nata.it

Comune di Bucine 26 gennaio 2007 ore 21.15 Teatro Comunale
"Tulipani" di e con Lisa Kant. Spettacolo musicale e teatrale che rappresenta la storia impossibile tra una nota cantante di origine ebraica e l'uomo più potente dell'epoca: il Duce.
Info: Comune di Bucine Ufficio cultura 339.8779266 - 055.9912766 -  info@comune.bucine.ar.it

Comune di Capolona 26 gennaio 2007 ore 21.00 Cinema Nuovo
"Se questo è un uomo". Spettacolo di letture e musiche dal vivo dagli scritti di Primo Levi. Musiche originali di Amit Arieli, eseguite da Ensemble Kly Zemer. Letture di Silvia Bargellini.
Info: Ilaria Pietrini 0575.423930 -  cultura@ufficiounico.it

Comune di Castel Focognano
27 gennaio 2007 ore 10.00 Istituto Comprensivo, Loc. Rassina - Presentazione del libro "Salta Baruffo - Il Casentino culla di una bellissima favola vera" di Anna Maria Vignali. Storia di un bambino ebreo abbandonato dalla madre per salvarlo dai campi di sterminio e accolto da una piccola comunità del Casentino.
Info: Fosca Rossi - Cinzia Scarini 0575.5154307 - castelfocognano@casentino.toscana.it

Comune di Castelfranco di Sopra 10 febbraio 2007 ore 11.00 Teatro Comunale Capodaglio - La Compagnia Teatri d'Imbarco presenta "L'armadio di famiglia". Spettacolo teatrale riservato agli studenti.
Info: Teatro Comunale Capodaglio 055.9149219 - Fondazione Toscana Spettacolo 055.219851 - fts@fts.toscana.it

Nel Giorno della Memoria

Comune di Castiglion Fiorentino 27 gennaio 2007 ore 15.30 Palazzo Comunale, Sala Grande - Presentazione del libro "Ebrei a Castiglion Fiorentino. Guerra, internamenti, deportazioni (1940-1944)" di Leopoldo Boscherini, pubblicazione edita dall'Istituzione Culturale ed Educativa castiglionese per la collana Quaderni di Biblioteca n° 28.
Info: Pietro Fusi 0575.659457 -  pietro.fusi@icec-cf.it

Comune di Cortona
27 gennaio 2007 ore 10.30 Loc. Falzano e Santa Caterina di Cortona
Visita ai due luoghi delle stragi nazifasciste. Alla presenza delle autorità locali, saranno deposte corone d'alloro ai cippi che ricordano le stragi nazifasciste.
Info: Leonarda Sinceri 0575.637269 - l.sinceri@comune.cortona.ar.it

Comune di Cortona dal 27 al 30 gennaio 2007 orario 10.00 - 17.00 Palazzo Casali
Mostra fotografica "Sterminio in Europa tra due guerre mondiali". Tavole prodotte dall'Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti.
Info: Leonarda Sinceri 0575.637269 - l.sinceri@comune.cortona.ar.it

Comune di Cortona 31 gennaio 2007
Scuola Secondaria di primo grado Berrettini Pancrazi di Camucia - Termine per la presentazione degli elaborati del concorso letterario "Per non dimenticare" riservato agli studenti delle classi terze ed esposizione dei lavori prodotti. I vincitori parteciperanno a un viaggio di istruzione ad Auschwitz.
Info: Irene Mucelli 0575.637217 - i.mucelli@comune.cortona.ar.it

Comune di Marciano della Chiana 27 gennaio 2007 ore 10.00 Scuola Media
Presentazione del cd-rom "Il valore della memoria e della libertà attraverso
i tuoi occhi e le tue parole" che raccoglie i disegni del partigiano Ezio Raspanti
sulla propria vita. Sarà presentato agli studenti il catalogo bibliografico dello "Scaffale della memoria e della resistenza" a cura della Biblioteca Comunale. Ogni alunno di 3a media riceverà in dono "Il diario di Anna Frank".
Info: Claudio Goti - Sara Polvani 0575.845024-103 - marciano.scuola@comune.marcianodellachiana.ar.it  - bibliotecamarciano@libero.it

Comune di Monte San Savino
26 gennaio 2007 - Iniziativa riservata alle scuole
ore 10.30 Il Cassero - Proiezione del film "Soli nelle nostre mani" di Chuck Olin, sul ruolo della brigata ebraica nella liberazione dell'Italia. Dibattito con gli studenti.
ore 11.30 Ex sinagoga - Pre-inaugurazione della mostra "La brigata ebraica in Romagna 1944-1946" a cura del Museo Ebraico di Bologna.
Info: Jack Arbib - Renato Riulietti 0575.8177231 - jackarbib@bezeqint.net  -  biblio@citymonte.it

Comune di Monte San Savino 27 gennaio 2007 ore 21.30 Teatro Verdi
Piero Nissim in "Mayn Lidele", concerto di canti yiddish ed ebraici con traduzioni in italiano.
Info: Jack Arbib - Renato Riulietti 0575.8177231 - jackarbib@bezeqint.net  -  biblio@citymonte.it

Comune di Monte San Savino 28 gennaio 2007
ore 9.30 Il Cassero - "Giorno della Memoria, perché". Tavola rotonda sui contenuti del Giorno della memoria e sulla definizione del genocidio. Intervengono: Roberto Salvatori, David Bidussa, Joe Shammah, Jack Arbib e Elena Balsimelli, Assessore alla cultura. La casa editrice UTET di Torino consegna in omaggio alla Biblioteca Comunale l'opera "Storia della Shoah. La crisi dell'Europa, lo sterminio degli ebrei e la memoria del XX secolo". 4 volumi, 3 DVD, 1 CD-ROM ipertestuale.
ore 11.45 Ex Sinagoga - Inaugurazione della mostra "La brigata ebraica in Romagna 1944-1946" a cura del Museo Ebraico di Bologna.
ore 14.30 Ex Sinagoga - Proiezione del film "Soli nelle nostre mani" di Chuck Olin
ore 16.00 Cimitero ebraico Loc. Campaccio - Cerimonia del ricordo.
Info: Jack Arbib - Renato Riulietti 0575.8177231 - jackarbib@bezeqint.net  -  biblio@citymonte.it

Comune di Pieve Santo Stefano 27 gennaio 2007 ore 21.00
Piazza Plinio Pellegrini, presso la lapide con la croce di guerra al valor militare
"La memoria a palazzo". Letture di brani tratti dai diari conservati presso il
Palazzo della memoria, che contiene l'Archivio diaristico nazionale della scrittura autobiografica popolare sulla deportazione.
Info: Andrea Franceschetti 368.3657963 - cultura@pievesantostefano.net

Comune di Sestino 27 gennaio 2007 ore 10.00 Teatro Comunale
"Le donne e la guerra". La scrittrice Silvia Di Natale legge alcuni brani
tratti dal suo libro "L'ombra del cerro".
ore 21.00 Proiezione del film "Olocausto" di Claude Lanzmann.
Info: Riccardo Taini 338.2516402 - Riccardo.Taini@comunedisestino.it

Comune di Subbiano 26 gennaio 2007 ore 21.00 Cinema Nuovo di Capolona
"Se questo è un uomo". Silvia Bargellini legge brani tratti da testi
di Primo Levi, l'Ensemble Kly Zemer esegue musiche di Amit Arieli.
Info: Ilaria Pietrini 0575.423930 -  cultura@ufficiounico.it

Comune di Terranuova Bracciolini 27 gennaio 2007 ore 21.15 Auditorium Le Fornaci
"Il vaso di Sofia" di Massimo Smuraglia, coproduzione Le Facezie Musicali e KanterStrasse in collaborazione con la scuola di cinema Anna Magnani di Prato.
Un viaggio teatrale tra storia, memoria e musica, nei campi di internamento istituiti e gestiti dai fascisti a partire dal 1940, in particolare a Renicci di Anghiari e Villa Oliveto, presso Civitella.
Info: Mara Mammuccini 055.9194722 - 055,9737524 - MammucciniM@comune.terranuova-bracciolini.ar.it

4. L'INTERVENTO: COS'E' NATURA? COS'E' SOCIETA'?
di Maria Pilar Mercanti, presidente
della Commissione provinciale P.O. di Arezzo

Il 27 gennaio è la giornata della memoria. Memoria di come un popolo in nome della "naturale" superiorità della razza ariana abbia potuto compiere le più atroci barbarie. Chiedo quindi a tutti noi oggi qui riuniti di fermarci a ricordare non solo i sei milioni di ebrei ma anche le migliaia di omosessuali che sono morti nei lager vittime del concetto di natura. Or bene oggi mi sembra che dietro al falso dibattito sul concetto di famiglia si celi invece un più radicato e vetusto pregiudizio: i rapporti omosessuali sono rapporti "contro natura". Per sbloccare quindi la stagnazione entro cui si è arenata la discussioni sulle unioni civili occorre avere chiaro che l'attacco non è alle unioni per esempio tra anziani, né tanto meno alle coppie di fatto eterosessuali, per le quali esiste già una regolamentazione giuridica che ne definisce diritti e doveri, quanto invece il vero problema risulta essere il riconoscimento sociale di un'altra forma di relazione che chiede visibilità ovvero la relazione fra persone dello stesso sesso. In questa ottica diventa rilevante aprire un dibattito su cos'è natura e cos'è società.

Sul concetto di natura i filosofi si sono confrontati nel corso dei secoli rilevando come si sia passati dall'adorazione degli elementi naturali, sole, luna, pioggia, fuoco, ovvero una natura "genitrice" e animata di volontà propria, fino all'affermazione della natura come risorsa a disposizione degli umani da piegare ai propri bisogni, ai propri desideri. Gli OGM, il nucleare, la clonazione sono solo alcuni dei risultati che ci portano oggi a contrastare questo concetto consumistico di natura per restituirgli la dignità di elemento essenziale alla sopravvivenza della specie. Quindi se da un lato si ignora la natura quando si inquina l'ambiente o si antropizza il territorio, dall'altro la si invoca come LIMITE MORALE quando si parla invece di relazioni umani. Cosa è infatti la discussione sulla famiglia se non un falso paravento per giudicare cosa è moralmente accettabile e cosa non lo è? La famiglia come oggi la intendiamo non nasce da un esigenza naturale. Naturale fu agli albori della nostra società raggrupparsi in tribù per riuscire meglio a sopravvivere. Ma in quell'epoca remota non esisteva altro imperativo se non quello della legge del più forte tanto è vero che l'incesto non era e non poteva essere sanzionato moralmente né tanto meno esisteva la monogamia.

La famiglia nasce invece per uno scopo sociale ben preciso. Il concetto di famiglia nasce insieme alla proprietà privata. Con il concetto di proprietà privata sorge infatti il desiderio e l'esigenza di tramandare per una sorta di immortalità, i beni accumulati al sangue del proprio sangue. Ma come riconoscere i propri figli? L'unico modo fu quello di garantirsi il controllo sul corpo della gestante, sul contenitore della progenie. La religione, patriarcale, non ha fatto altro che ammantare di sacralità questa necessità, tutta maschile, di immortalità. Non c'è nulla quindi che ci vieti oggi di mettere in discussione qualcosa che oggettivamente non esiste ma che è stato creato da uomini per gli uomini e, come tutte le cose umane, è suscettibile di modifica. Certo si può rilevare che comunque a fini riproduttivi occorre che un ovulo e uno spermatozoo si incontrino per generare la vita. Ma io mi chiedo davvero questo nostro mondo rischia l'estinzione della specie umana per mancanza di nuove vite? Perché invece di continuare a preoccuparci di chi è autorizzato a fare figli e chi non lo è non ci preoccupiamo della crescente sterilità maschile e femminile dovuta a situazioni e stili di vita inumani? Oppure perché non ci occupiamo dei milioni di bambini che nel mondo soffrono guerre, fame, malattie?

Per concludere vorrei quindi invitare tutti/e quelli che sono chiamati a decidere della vita di persone che amano persone dello steso sesso ad andare alla radice del pregiudizio senza paura, ed a dire forte e chiaro che una società non può poggiare le sue fondamenta su un'effimera costruzione/costrizione sociale quale la famiglia oggi è ma deve poggiare su qualcosa di più profondo che è la responsabilità personale di ogni individuo che si riconosce parte di una comunità ed in quanto tale soggetto di diritti e portatore di doveri verso quella grande famiglia che è la specie umana. (di Maria Pilar Mercanti, presidente della Commissione Provinciale Pari Opportunità di Arezzo - pilarmercanti@libero.it ) (gennaio 2007)

5. L'APPELLO: NOI STORICI CONTRO LA LEGGE
CHE PUNISCE CHI NEGA LA SHOAH

L'appello di un gruppo di storiche e storici
contro la proposta di legge Mastella

Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l'esistenza storica della Shoah. Il governo Prodi dovrebbe presentare questo progetto di legge il giorno della memoria. Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare e risolvere un problema culturale e sociale certamente rilevante (il negazionismo e il suo possibile diffondersi soprattutto tra i giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la minaccia di reclusione e condanna.

Proprio negli ultimi tempi, il negazionismo è stato troppo spesso al centro dell'attenzione dei media, moltiplicandone inevitabilmente e in modo controproducente l'eco. Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:
1) si offre ai negazionisti, com'è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d'espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente;
2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall'autorità statale (l'«antifascismo» nella Ddr, il socialismo nei regimi comunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l'inesistenza di piazza Tiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale;
3) si accentua l'idea, assai discussa anche tra gli storici, della «unicità della Shoah», non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo.

L'Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale, dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative. La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all'odio razziale, all'apologia di reati ripugnanti e offensivi per l'umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno. È la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste. Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente.

Firmatarie e firmatari dell'appello: Marcello Flores, Università di Siena - Simon Levis Sullam, Università di California, Berkeley - Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne - David Bidussa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli - Bruno Bongiovanni, Università di Torino - Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza - Gustavo Corni, Università di Trento - Alberto De Bernardi, Università di Bologna - Tommaso Detti, Università di Siena - Anna Rossi Doria, Università di Roma Tor Vergata - Maria Ferretti, Università della Tuscia - Umberto Gentiloni, Università di Teramo - Paul Ginsborg, Università di Firenze - Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa - Giovanni Gozzini, Università di Siena - Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II - Mario Isnenghi, Università di Venezia - Fabio Levi, Università di Torino - Giovanni Levi, Università di Venezia - Sergio Luzzatto, Università di Torino - Paolo Macry, Università di Napoli Federico II - Giovanni Miccoli, Università di Trieste - Claudio Pavone, storico - Paolo Pezzino, Università di Pisa - Alessandro Portelli, Università di Roma La Sapienza - Gabriele Ranzato, Università di Pisa - Raffaele Romanelli, Università di Roma La Sapienza - Mariuccia Salvati, Università di Bologna - Stuart Woolf, Istituto Universitario Europeo, Firenze (gennaio 2007)


SPECIALE TFR

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...


... dal primo gennaio e fino al 30 giugno 2007 i lavoratori dipendenti del settore privato devono scegliere come destinare il proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto), ovvero la propria liquidazione. Si tratta della riforma contributiva riguardante la cosiddetta "previdenza integrativa": dal momento che l'Inps non potrà sostenere, negli anni a venire, il carico di un numero di pensionati sempre più elevato, specie in rapporto alla popolazione attiva, e che gli importi delle pensioni si andranno riducendo proporzionalmente nel tempo fino a sfiorare, tra qualche decennio, il 30% dell'ultima retribuzione, investire il TFR in uno degli appositi "fondi pensione" servirà a garantirsi, al momento del ritiro dal lavoro, una rendita supplementare che andrà a integrare i sempre più esigui importi pensionistici. Tutto chiaro? No, in verità orientarsi nella scelta dei fondi non è facile: ci sono i fondi negoziali, i fondi aperti, i fondi individuali, e prima di scegliere ci sono da capire un po' di cose essenziali sul meccanismo della riforma. Oltre tutto, nel caso in cui, entro il 30 giugno, non si effettuasse la prevista opzione, varrà la regola del silenzio-assenso, quindi meglio approfondire. A questo scopo, ma più in generale per richiamare la vostra attenzione sull'argomento e sollecitarvi a una scelta oculata e consapevole, vi proponiamo in questo numero uno 'speciale' sulla nuova disciplina del TFR tratto dal quotidiano "la Repubblica" dello scorso 13 dicembre 2006. Vi segnaliamo inoltre che il Governo, oltre a una campagna di informazione attraverso stampa, radio e tv, ha predisposto un Numero Verde  gratuito - 800.196.196 - e un sito web, www.tfr.gov.it/TFR/  che però non brilla per praticità e chiarezza. Sotto questo aspetto, meglio lo speciale di Kataweb, all'indirizzo www.kataweb.it/spec/home_speciale.jsp?ids=1831049 , con le risposte degli esperti ai quesiti dei lettori e alle domande più frequenti, o quello del Sole 24 Ore all'indirizzo www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2006/tfr/speciale_tfr.shtml?uuid=ccddc69c-7bb7-11db-9a68-00000e25108c&DocRulesView=Libero . Vi ricordiamo anche che per tutto quanto attiene la materia potete rivolgervi alle sedi territoriali di sindacati e patronati, che potranno offrirvi tutte le informazioni necessarie. (st - gennaio 2007)
RASSEGNA STAMPA COME CAMBIARE IL TFR. SEI MESI PER SCEGLIERE
Dal primo gennaio i lavoratori dovranno decidere come destinare la liquidazione futura. Le risposte ai dubbi più frequenti (da "La Repubblica" di merc. 13 dicembre 2006)

1. PER CAPIRE LE PAROLE
TFR o LIQUIDAZIONE
. E' una parte della retribuzione del lavoratore che viene trattenuta dal datore di lavoro ed erogata successivamente, quando cessa il rapporto di lavoro. E' pari circa a una mensilità per ogni anno di lavoro (il 6,91 per cento), con una rivalutazione annuale dell'1,5 per cento più il 75 per cento dell'inflazione.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE. Costituisce il cosiddetto "secondo pilastro" pensionistico. Serve a integrare l'assegno pensionistico che, per effetto del sistema di calcolo contributivo introdotto nel 1995, tende a ridursi rispetto al livello attuale.
FONDO PENSIONE NEGOZIALE. Forma pensionistica complementare istituita sulla base di contratti o accordi collettivi diretta a soggetti individuali sulla base dell'appartenenza a un determinato comparto, impresa o territorio.
FONDO PENSIONE APERTO. Forma pensionistica complementare istituita da banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio. Viene realizzato mediante la costituzione di un patrimonio separato e autonomo all'interno della società istitutrice finalizzato all'erogazione di prestazioni previdenziali.
FORMA PENSIONISTICA INDIVIDUALE. Forma di previdenza complementare che si attua mediante l'adesione su base individuale a un fondo pensione aperto o mediante un contratto di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale.
FONDO PENSIONE PREESISTENTE. Forma pensionistica complementare di tipo negoziale già istituita alla data del 15 novembre 1992.
PORTABILITA'. Possibilità di trasferire la posizione individuale da una forma pensionistica complementare a un'altra passati due anni dall'iscrizione.
MONTANTE FINALE. Ammontare della posizione individuale accumulata al momento del pensionamento da convertire in rendita.
POSIZIONE INDIVIDUALE. Importo determinato sulla base dei versamenti effettuati e dei rendimenti ottenuti con la gestione, accantonato per ciascun iscritto in un conto individuale.
RENDIMENTO. Risultato che deriva dalla gestione delle risorse.
RENDITA. Prestazione periodica corrisposta all'iscritto alla maturazione dei requisiti fissati per il pensionamento nel regime obbligatorio di appartenenza il cui ammontare dipende dal montante finale.
DEDUCIBILITA'. Beneficio fiscale in base al quale i contributi versati alle forme pensionistiche complementari diminuiscono l'imponibilità fiscale.
COVIP. E' la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione che ha funzioni di controllo e indirizzo sulla gestione dei fondi.
2. IN VENTI RISPOSTE L'ABC DELLA RIFORMA

1. D. Sono un lavoratore dipendente. Entro quale data devo effettuare la scelta della destinazione del TFR?
R. La scelta se mantenere in azienda il TFR oppure destinarlo a una forma pensionistica complementare deve essere effettuata: - entro il 30 giugno 2007 per i lavoratori già in servizio alla data del 1° gennaio 2007 - entro sei mesi dalla data di assunzione se questa è successiva al 1° gennaio 2007

2. D. Cosa succede se non effettuo alcuna scelta entro il termine previsto?
R. Se entro il termine previsto non viene effettuata nessuna scelta scatta il meccanismo del silenzio/assenso: il mio TFR viene conferito in maniera tacita al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo applicabile al mio rapporto di lavoro.
Nota: Con al formula del silenzio/assenso si punta a incentivare il decollo della previdenza integrativa. Pertanto rimmarrà in azienda solo il TFR di quei lavoratori che in maniera esplicita comunicheranno la propria scelta al datore di lavoro. E' un meccanismo adottato anche in altri paesi e che facilitato l'adesione ai fondi, fino al 70 per cento della platea potenziale.

3. D. La scelta di conferire il TFR a una forma pensionistica complementare è revocabile?
R. No. La scelta di conferire il TFR a una forma pensionistica complementare non può essere revocata.

4. D. La scelta di non conferire il TFR a una forma pensionistica complementare è revocabile?
R. Sì, la scelta di non conferire il TFR a una forma pensionistica complementare può essere revocata in qualsiasi momento successivo.

5. D. Cosa succede al TFR che ho già maturato in azienda alla data del 31 diembre 2006?
R. Il TFR già accantonato in azienda non viene assolutamente toccato e continua a essere gestito dal datore di lavoro secondo le attuali regole. La scelta riguarda solo il TFR maturando, cioè il TFR che matura dal 1° gennaio 2007.

6. D. Cosa succede se decido di non destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare e lavoro in una azienda che occupa fino a 49 dipendenti?
R. Se decido di non destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare e lavoro in una azienda che occupa fino a 49 dipendenti, il mio TFR futuro resta in azienda e non cambia nulla rispetto alla situazione attuale.

7. D. Cosa succede se decido di non destinare il TFR maturando a una forma pensionistica complementare e lavoro in una azienda che occupa almeno 50 dipendenti?
R. Il mio TFR maturando viene versato al fondo TFR gestito dall'Inps per conto dello Stato. Per il lavoratore, tuttavia, non cambia nulla.

8. D. Una volta che il TFR è stato versato nel fondo istituito presso l'Inps che cosa succede per il lavoratore di un'azienda con almeno 50 dipendenti? Cambia qualcosa per il lavoratore?
R. Cambia soltanto il soggetto che gestice il TFR maturando che non è più l'azienda ma l'Inps per conto dello Stato. Tutto il resto non subisce alcuna modifica e continua a essere disciplinato dalle regola attuali.

9. D. Se il mio TFR è versato all'Inps a chi devo presentare la richiesta di liquidazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro o in caso di anticipazione?
R. La richiesta deve essere presentata come di consueto al datore di lavoro anche per quel che riguarda il TFR già versato all'Inps. Il datore di lavoro, infatti, si sostituisce all'Inps per quel che concerne l'adempimento degli obblighi nei confronti dei lavoratore.

10. D. Cosa succede al TFR del lavoratore silente se esistono più fondi pensione negoziali applicabili alla sua azienda?
R. Il TFR viene conferito tacitamente alla forma pensionistica cui ha aderito il maggior numero di dipendenti dell'azienda in questione a meno che non esista un accordo aziendale che disponga diversamente. Quando non è possibile applicare neppure tale criterio il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando alla forma pensionistica complementare residuale istituita presso l'Inps.

11. D. Cosa succede se il mo contratto collettivo non prevede la partecipazione ad alcuna forma pensionistica collettiva?
R. Posso comunque destinare il mio TFR maturando a una forma pensionistica individuale. Se non dico nulla entro i sei mesi previsti, il TFR viene conferito tacitamente alla forma pensionistica cosiddetta "residuale" istituita presso l'Inps.
Nota: I sindacati hanno un ruolo di primo piano nella costituzione per via negoziale dei fondi integrativi di categoria. Ciò non vuol dire che avranno anche una funzione di gestione del fondo che invece sarà effettuata da soggetti specializzati (scelti tra banche, società di gestione del risparmio, compagnie di assicurazione) dopo rigorosa selezione sulla base dei criteri stabiliti dalla Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione).

12. D. A cosa serve il fondo di previdenza complementare residuale istituito presso l'Inps?
R. Serve a raccogliere il TFR maturando di quei lavoratori che non hanno un fondo integrativo di categoria e che non hanno indicato un altro fondo, collettivo o individuale, al quale far confluire il proprio TFR.

13. D. Se conferisco il TFR a una forma pensionistica individuale e verso anche il mio contributo ho diritto al contributo del datore di lavoro previsto dal contratto collettivo?

R. No, non ho diritto al contributo del datore di lavoro, a meno che questo diritto non sia espressamente previsto nel contratto collettivo stesso.

14. D. Se decido di contribuire quanto devo versare?

R. L'ammontare del contributo minimo a carico del lavoratore dipendente e del datore di lavoro è stabilito dal contratto o accordo collettivo di lavoro. Ovviamente il lavoratore può decidere di versare di più rispetto al minimo previsto dagli accordi collettivi.
Nota: Alle forme pensionistiche complementari possono aderire tutti i lavoratori dipendenti, non solo quelli con un contratto standard a tempo indeterminato, ma anche coloro che sono assunti con i cosiddetti contratti atipici, dal contratto interinale al contratto a progetto.

15. D. Posso aderire a una forma pensionistica negoziale senza versare a essa il TFR?

R. No. L'adesione a una forma pensionistica negoziale può avvenire o con il solo versamento del TFR oppure con il versamento sia del TFR che dei contributi previsti dal contratto collettivo di riferimento. Nota: I contributi versati alle forme pensionistiche complementari sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore a 5.164,57 euro. In questo tetto rientrano anche i contributi eventualmente versati a favore delle persone fisicamente a carico.

16. D. Posso aderire a una forma pensionistica individuale senza versare a essa il TFR?
R. Sì, è possibile aderire a una forma pensionistica individuale senza versare a essa il TFR.

17. D. In che data deve essere effettuato il primo versamento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari (collettive o individuali)?
R. Il primo versamento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari, sia collettive che individuali, deve essere effettuato il primo di luglio del 2007 anche per il TFR riferito a periodi precedenti.

18. D.Con quale periodicità devono essere effettuati i versamenti del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari?

R. I versamenti del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari devono essere effettuati con la periodicità prevista dalle disposizioni stabilite per ciascuna forma pensionistica complementare.

19. D. Con quale periodicità devono essere effettuati i versamenti del TFR maturando al fondo Inps?

R. I versamenti del TFR maturando al fondo Inps devono essere effettuati mensilmente. Nota: Un concetto chiave per comprendere l'importanza della previdenza complementare è il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra la pensione e l'ultima retribuzione. Chi è andato in quiescenza nel 2000, infatti, ha ricevuto un assegno superiore al 67 per cento dell'ultima busta paga. Percentuale destinata a scendere fino a toccare poco più del 30 per cento nel 2050.

20. D. Cosa succede se la forma pensionistica che ho scelto non ottiene la necessaria autorizzazione della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip)?
R. Se la forma pensionistica che ho scelto non ottiene la necessaria autorizzazione della Covip, posso immediatamente trasferire l'intera posizione individuale presso un'altra forma pensionistica complementare autorizzata.

3. LE TAPPE DEL LAVORATORE
Quattro tipi di dipendente, quattro strade

PERCORSO DECISIONALE 1
Lavoratore dipendente iscritto, per la prima volta, alla previdenza obligatoria prima del 29/4/1993. GIA' iscritto al 1° gennaio 2007 a forme pensionistiche complementari.
Scelta esplicita: Entro il 1° luglio 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 esprime la volontà di
- mantenere il residuo TFR maturando presso il datore di lavoro
        - azienda fino a 49 dipendenti: TFR in azienda
        - azienda con minimo 50 dipendenti: Fondo C/o Inps
- conferire il residuo TFR maturando alla forma complementare collettiva alla quale già aderisce 
Scelta tacita: Entro il 1° luglio 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 non esprime alcuna volontà
- il datore di lavoro provvede a conferire il residuo TFR maturando alla forma complementare collettiva alla quale già aderisce.

PERCORSO DECISIONALE 2

Lavoratore dipendente iscritto, per la prima volta, alla previdenza obligatoria prima del 29/4/1993. NON iscritto al 1° gennaio 2007 a forme pensionistiche complementari.
Scelta esplicita: Entro il 30 giugno 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 esprime la volontà di
- mantenere il residuo TFR maturando presso il datore di lavoro
        - azienda fino a 49 dipendenti: TFR in azienda
        - azienda con minimo 50 dipendenti: Fondo C/o Inps
- conferire il residuo TFR maturando a una forma pensionistica complementare          - nella misura già fissata dagli accordi o contratti collettivi
        - se gli accordi o i contratti collettivi non prevedono il versamento del TFR, in misura non inferiore al 50%
Scelta tacita: Entro il 30 giugno 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 non esprime alcuna volontà
- il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando del dipendente a una forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo diverso accordo aziendale

PERCORSO DECISIONALE 3
Lavoratore dipendente iscritto, per la prima volta, alla previdenza obligatoria dopo il 29/4/1993. GIA' iscritto al 1° gennaio 2007 a forme pensionistiche complementari.
- Non ha più un TFR disponibile: lo ha già versato alla forma pensionistica alla quale è iscritto

PERCORSO DECISIONALE 4

Lavoratore dipendente iscritto, per la prima volta, alla previdenza obligatoria dopo il 29/4/1993. NON iscritto al 1° gennaio 2007 a forme pensionistiche complementari.
Scelta esplicita: Entro il 30 giugno 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 esprime la volontà di
- mantenere il residuo TFR maturando presso il datore di lavoro
        - azienda fino a 49 dipendenti: TFR in azienda
        - azienda con minimo 50 dipendenti: Fondo C/o Inps
- conferire il residuo TFR maturando a una forma pensionistica complementare 
Scelta tacita: Entro il 30 giugno 2007 o entro sei mesi dalla data di nuova assunzione se successiva al 1° gennaio 2007 non esprime alcuna volontà
- il datore di lavoro trasferisce il TFR maturando del dipendente a una forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo diverso accordo aziendale. (da "La Repubblica" di merc. 13 dicembre 2006)


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NOIDONNE
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SONDAGGI E RICERCHE

1. ESSERE MADRI IN ITALIA, PAESE DI FIGLI UNICI

Gli ostacoli sono molti, anzi troppi. Lo rivela un'indagine Istat
di Silvia Tessitore

L'Organizzazione Mondiale della Sanità certifica che l'Italia ha un livello di fecondità tra i più bassi dei paesi sviluppati. L'Istituto Nazionale di Statistica, attraverso l'indagine "Essere madri in Italia 2005", si è preoccupato di capire perché. I risultati dell'indagine, come vedremo, vanno ben oltre l'analisi demografica sulle donne in età feconda (15/49 anni): ci offrono lo spaccato di un paese che, pur enfatizzando oltre misura il valore della famiglia e della maternità, fa pochissimo per aiutarle e tutelarle, trascurandone il valore strategico per quel che riguarda sia il benessere individuale e collettivo presente che le prospettive future dello sviluppo del paese. 

E' di questi giorni la notizia che in Francia si assisterebbe a un vero e proprio nuovo "baby-boom": gli osservatori sono concordi nell'attribuire il "fenomeno" ai risultati delle politiche per la maternità e la famiglia attuate dai nostri cugini d'oltralpe negli ultimi anni. In Italia, invece, ci salviamo per un pelo dalla natalità zero (quando cioè la differenza tra nuovi nati e deceduti è, appunto, pari a zero) solo grazie all'immigrazione. Le italiane trovano sempre più difficile fare e crescere un bambino, tant'è che ne hanno una media di 1,33 cadauna: aspirerebbero a un ben più "generoso" 2,19 ma sono costrette a fermarsi, quando va bene, al primo figlio. Con tutto quel che ciò comporta: non solo qui e ora, alla singola madre, alla singola famiglia, ma alla popolazione in generale, la cui vita media si allunga e quindi invecchia sempre più, con ricadute importanti sulla vita del sistema-paese, dal punto di vista economico, sanitario, sociale, e perché no anche politico. La società italiana come la nostra classe politica è sempre più "gerontocratica", e spesso i giovani, per trovare spazio, specialmente nello studio e nelle professioni, sono costretti a emigrare all'estero. Le connessioni tra tutti questi aspetti del problema sono talmente evidenti eppure così trascurate - e non da oggi - che viene da pensare che l'Italia sia destinata al declino. La flessione della natalità pare irreversibile dal 1965, ma la progressiva diminuzione delle nascite viene da lontano: è quasi un secolo che facciamo via via sempre meno bambini, e la impercettibile ripresa registrata a inizio anni Novanta non dà frutti degni di nota. Una prova difficile, che attende anche l'attuale governo (vedi ITALIA - 1. FINANZIARIA 2007: LE MISURE PER LA FAMIGLIA E LE DONNE in questo numero della newsletter). 

Ma torniamo al qui e ora. "Le donne italiane - dice l'Istat - mostrano un'elevata propensione a diventare madri", ma si scontrano con mille difficoltà di ordine pratico. Il dato medio (1,33 figli ciascuna) è di pochissimo superiore a quello registrato dieci anni fa - nel 1995 era l'1,19 - segno che, in due lustri, i progressi sono stati veramente scarsi. Se dieci anni fa, insomma, al secondo o al terzo figlio ci si poteva pensare, ora questa scelta è diventata materialmente quasi impossibile. Eppure, per la maggior parte delle intervistate, l'ideale di famiglia - oggi - sarebbe con due figli (61 per cento), o anche con tre (26 per cento), solo il 12 per cento (+3 rispetto al 2002) sostiene che un unico figlio la soddisfa pienamente. Non è il desiderio di maternità, quindi, quello che manca.

L'Istat ha interpellato nel 2005 cinquantamila donne che hanno avuto un figlio nel 2003 (il 10 per cento del totale: nel 2003 sono nati circa cinquecentomila bambini). Oggetto dell'indagine sono quindi madri di bambini tra i 18 e i 21 mesi: "Si tratta - scrive l'Istat - di un lasso di tempo particolarmente significativo, essendo quello in cui generalmente matura la scelta di avere o meno un altro figlio e in cui si pongono in modo accentuato le problematiche del conciliare gli impegni lavorativi extradomestici con quelli familiari". Le madri che escludono la possibilità di un secondo figlio sono il 40 per cento del totale (+ 3 per cento rispetto al 2002). Dicono no soprattutto per motivi economici, ma anche di età, lavoro, salute, perché hanno difficoltà nell'accudire il bambino, perché la gravidanza e la cura dei figli costano così tanti sacrifici che, dopo la prima esperienza, non si ha voglia di ricominciare. La domanda è: se già mi destreggio a malapena con uno, come farei con due?

Le madri laureate sono quadruplicate, triplicate le diplomate, dal 1980, perché oggi, prima di affrontare la maternità, le donne vogliono chiudere il proprio percorso formativo e magari provare a inserirsi nel mondo del lavoro. L'età media delle primipare italiane è dunque cresciuta: 29 anni (+4), ma a 30 anni solo il 56,8 per cento delle più istruite ha avuto il primo figlio, contro il 69,8 per cento delle altre. Il 63 per cento delle mamme intervistate dall'Istat nel 2005 aveva un lavoro o lo stava cercando (+ 6 per cento rispetto al 2000/2001), il 78,2 per cento aveva un contratto a tempo indeterminato: segno questo che, senza adeguate garanzie (come nel caso dei contratti atipici, o di altre forme di lavoro precario e saltuario), i figli non si fanno. Il 54 per cento delle madri lavora per necessità, perché con un solo reddito non si arriva a fine mese. Il 21 lavora per la propria gratificazione e realizzazione personale, il 18,8 per sentirsi indipendente dal partner.

Ma... Dopo la nascita del primo figlio cominciano le dolenti note. Il 40,2 delle madri occupate dichiara di avere difficoltà nel conciliare vita lavorativa e vita familiare. Gli aspetti più critici sono la rigidità dell'orario di lavoro (non è possibile  entrare più tardi, o uscire prima, se necessario, o usufruire di permessi), i turni, il fatto di lavorare di sera, o nel fine settimana. Riferiscono difficoltà superiori alla media le madri con un'istruzione più elevata (il 48,8% delle laureate) e quelle che lavorano full-time (49,8%). I problemi di conciliazione sono appena un po' più lievi per le madri che utilizzano servizi pubblici o privati, o reti di aiuto informale: ma anche il 46,5% di chi usufruisce dell'asilo nido pubblico, il 47,2% di chi affida il bambino a una baby-sitter e il 38% delle madri aiutate dai nonni dichiara di avere problemi di questo tipo.

E così, il 18,4 per cento delle donne occupate all'inizio della gravidanza, al momento dell'intervista aveva lasciato il lavoro: per la maggior parte volontariamente, ma il 5,6 per cento è stata licenziata perché incinta. Il rischio di perdere il lavoro, dice l'Istat, è più alto al sud e tra le madri con la sola licenza media inferiore. Di quelle che restano in servizio, alcune scelgono il part-time (in leggera crescita, +3 per cento), quasi tutte le altre ricorrono a periodi di aspettativa o ai congedi parentali (molto più al nord, 80 per cento, che al sud, 62,7 per cento). La legge 53 del 2000 estende anche ai padri il beneficio dei congedi parentali, ma solo l'8 per cento ne usufruisce: "La cura dei figli - nota l'Istat - resta un fatto da donne". A supportare i genitori sono ancora e sempre i nonni: il 52,3 per cento si occupa dei nipotini di uno o due anni. Solo il 13,5 dei figli delle intervistate frequenta un asilo pubblico (+1,3 rispetto al 2002), il 14,3 per cento un asilo privato (+3,5), il 9,2 per cento è affidato a una baby sitter (-2 per cento). I genitori che si occupano interamente dei propri figli sono il 7,3 per cento.

Geograficamente, i bambini che frequentano un asilo pubblico sono più numerosi nella provincia autonoma di Trento (28,9%), in Emilia-Romagna (26,1%), in Toscana (21,1%), nelle Marche (17,5%) e in Liguria (17,3%). I livelli più bassi si osservano al meridione- in Campania (2,2%), Calabria (3,2%), Molise (5,4%), Puglia e Basilicata (8,5%) - dove invece cresce l'offerta di servizi privati. Il 28,3 per cento delle madri che non si avvale di un asilo dichiara però che non si tratta di una libera scelta: non ha trovato posto, o il costo del servizio era troppo alto. Tra le mura di casa, la situazione non migliora. Il 63 per cento delle madri occupate non riceve alcun aiuto nelle faccende domestiche. Il 52 per cento, invece, ha una collaboratrice, coi costi conseguenti. Il 25 per cento delle donne è aiutato dai nonni (rieccoli!), mentre solo il 17 per cento dei partner collabora. Di questo passo...

La metodologia di indagine è disponibile sul sito dell'Istat all'indirizzo http://www.istat.it/dati/catalogo/20060317_00/ E' possibile confrontare i dati dell'ultima indagine con le precedenti all'indirizzo http://www.istat.it/dati/catalogo/20061220_00/ (gennaio 2007)
2. INDAGINE ISFOL SULLA QUALITA' DEL LAVORO:
LE DONNE PIU' SODDISFATTE DEGLI UOMINI


(da Dwpress - Numero 4 dell'11 gennaio 2007) Roma - Secondo l'indagine dell'Isfol sulla qualità del lavoro in Italia 2006, nove lavoratori su dieci hanno un buon rapporto con i colleghi e oltre otto con i propri superiori ma più di cinque sono preoccupati per la propria carriera e crescita professionale: circa il 64% degli occupati è "abbastanza soddisfatto" del proprio lavoro, mentre il 24% si dichiara "molto soddisfatto" a fronte di poco meno del 3% che si dice "molto insoddisfatto".

Il livello di soddisfazione varia a seconda che si lavori in un'impresa di piccole dimensioni piuttosto che in una grande, nell'industria piuttosto che nei servizi, nel privato piuttosto che nel pubblico. Ma la soddisfazione rispetto alla propria attività cambia anche con il genere: le donne, secondo l'indagine, risultano più soddisfatte in media degli uomini. Buoni rapporti tra colleghi, ma anche con i capi, tra i motivi di appagamento segnalati dal 90% degli intervistati. L'83% è contento dell'autonomia con la quale può svolgere il proprio lavoro, mentre il 77% si sente a proprio agio al lavoro "come a casa".

Tra i motivi di insoddisfazione, l'instabilità del rapporto di lavoro e la retribuzione: circa il 20% nel complesso teme di perdere il posto entro un anno, percentuale pari al 60% tra i lavoratori precari; il 55% degli intervistati che si dice preoccupato per le scarse opportunità di carriera (nell'ultima indagine risalente al 2002 la percentuale degli insoddisfatti era del 42%). Secondo l'Isfol, il 46% degli intervistati ha cambiato lavoro almeno una volta nella vita, e tra questi, il 50% ritiene di non averne tratto miglioramenti in termini di carriera e retribuzione. Il 19% si ritiene sottoutilizzato. C'è anche un 1% che pensa di non avere capacità adeguate per svolgere i compiti che gli sono assegnati.

Tra i lavoratori a termine gli insoddisfatti rappresentano oltre il 20%. Il timore più diffuso è quello di perdere il posto (60% contro il 10% degli intervistati con un lavoro stabile), ma è forte anche il disagio per la mancata coincidenza tra il lavoro svolto e quello desiderato (nel 60% dei casi contro il 42% dei dipendenti stabili). Infine i precari lamentano bassi livelli retributivi, con il 47% che dichiara compensi inferiori a 900 euro contro il 15% dei dipendenti stabili con questa situazione.
3. QUOTE ROSA LATITANTI ANCHE NELLA RICERCA

(da Dwpress - Numero 3 del 10 gennaio 2007) Roma - Stando ai risultati di una ricerca del Ministero dell'Università e della Ricerca pubblicata oggi sul settimanale "Grazia", una volta assunte, le donne laureate nelle facoltà scientifiche, vengono pagate il 7% in meno rispetto ai loro colleghi maschi. "La soluzione - ha spiegato Rossella Palomba, ricercatrice del Cnr - è quella di introdurre le quote rosa che prevedono che nella designazione degli incarichi sia preferita, a parità di competenze, una donna a un uomo".
Secondo lo studio del Cnr intitolato "Figlie di Minerva", senza quote rose, ci vorrebbero 179 anni per raggiungere la parità tra donne e uomini nel mondo della ricerca. Secondo Manuela Arata, presidente del Festival della Scienza, fissare le quote rosa anche in Italia "è l'unica soluzione per spezzare la rete che oggi pilota i concorsi attraverso meccanismi maschili di amicizia e conoscenze". 
4. OGNI ANNO 1.328 PERSONE MUOIONO PER INFORTUNI
SUL LAVORO. L'8% E' DONNA E IL DATO E' IN AUMENTO


(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - Cgil, Cisl e Uil hanno presentato a Roma alcuni dati sulle condizioni di lavoro in Italia: ogni anno in media muoiono 1.328 persone per infortuni sul lavoro. Di questi l'8% sono donne. Due terzi, circa 850 lavoratori, perdono la vita per cadute dall'alto in edilizia. In media ogni morto perde 35 anni di vita, per un totale di 45mila anni di vita persi ogni anno. I dati, che si riferiscono alla media del triennio 2003-2005, evidenziano inoltre che gli infortuni ufficiali sono 961.163 ogni anno.

La riduzione è tutta maschile, mentre per le donne è in crescita, con una media del 26%. Senza contare tutti gli infortuni non denunciati all'Inail, e quindi non contabilizzati nelle statistiche, che potrebbero essere, secondo una stima, almeno 200 mila. Altri 300 morti ancora, secondo le stime dell'Ilo (l'Ufficio internazionale del lavoro), sarebbero da ricondurre a malattie di origine professionale. In Europa, stima l'Ilo, per ogni morto d'infortunio decedono altre quattro persone a causa di malattie di origine lavorativa. L'Ilo stima inoltre 13 mila morti l'anno in Italia a causa di esposizione a sostanze chimiche. Il costo per il sistema Paese della mancata prevenzione, secondo l'Inail, vale il 3% del Pil nazionale.

Il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, ha annunciato che "il disegno di legge delega in materia di sicurezza sul lavoro è pronto. La sua natura non è meramente compilativa, vuole sì riordinare le numerose norma legislative che si sono stratificate nel tempo, ma vuole soprattutto innovare". Al testo definitivo si è arrivati attraverso "una intensa attività di concertazione che ha visto per la prima volta coinvolti due ministeri, quello del Lavoro e quello della Salute, oltre a sindacati e imprese".
5. TRIPLICATI IN DIECI ANNI I MATRIMONI MISTI

(da DWpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - Si parla di 600mila coppie miste sposate e conviventi, un aumento in dieci anni del 300% di matrimoni misti in Italia, con una crescita del 22% di figli nati da queste coppie. E' l'Istat a registrate questi dati che testimonino come solo nel 2004, in Italia, si sono celebrati 28mila matrimoni con almeno un coniuge straniero. Significa che nello stesso anno, le coppie miste in Italia erano oltre 200mila, mentre nel 1991 erano appena 65mila. Vivono soprattutto nel Nord, (record in Lombardia, circa 39.372). A questi dati, se aggiungiamo anche le coppie di fatto, vediamo la presenza di oltre 600mila coppie miste. Il 78,5% di queste unioni è tra un italiano e una straniera: si sposano con italiani il 77,5% delle filippine, il 67% delle romene, il 63,6% delle peruviane e il 57,7% delle albanesi. Sono soprattutto gli africani a prendere una moglie italiana: il 74,8% dei senegalesi, il 71,9% dei tunisini, il 53,2% dei marocchini. Solo i cinesi si sposano tra loro, ben l'84,2%. Il 10% dei matrimoni misti avviene tra cristiani e musulmani, mentre sono 216.824 le coppie sposate in cui entrambi i coniugi sono stranieri.

"Una coppia mista - ha commentato Mara Tognetti, docente di Politiche migratorie all'Università Bicocca di Milano - è un prezioso laboratorio culturale per chi le sta attorno: figli, parenti e amici. Ma è anche una coppia più fragile, più osservata dai vicini e che ha bisogno di una maggiore negoziazione: dai figli alla gestione dei soldi, tanti sono infatti i motivi di discussione. Secondo l'Istat una coppia mista dura in media 13 anni a Lecce, 7 anni a Milano, 5 anni ad Ancona. Nel Nord Africa - ha proseguito -i figli sono sotto la potestà esclusiva del padre. Da qui, il fenomeno dei bimbi rapiti. Quando entrambi i coniugi sono stranieri, ma di origine diversa manca un partner che faccia da mediatore con la realtà sociale. Ne consegue una maggiore chiusura delle coppie verso l'esterno e un aumento dei casi di divorzio".
Da non dimenticare che sposare un italiano può essere una scorciatoia per ottenere la cittadinanza: "All'anagrafe di Milano - ha spiegato Tognetti - sono stati segnalati episodi di persone, che si erano sposate a loro insaputa".

"Conosco molte coppie miste ben integrate - ha raccontato Franco Pittau, coordinatore del Dossier Caritas/Migrantes - ma non vanno nascoste le difficoltà: il ruolo subordinato della donna in molte culture lontane dalla nostra, le differenze religiose e infine le prospettive migratorie del coniuge straniero. Accade infatti che molti immigrati, soprattutto del Nord Africa e dell'Est Europa, non vogliano rimanere in Italia per sempre. Ma, dopo qualche anno vogliono tornare a casa, portando semmai con sé i figli nati in Italia".
6. ANNA OLIVERIO FERRARIS: IN AUMENTO IL BULLISMO FEMMINILE

(da DWpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma ha parlato del fenomeno del bullismo femminile. "Su 10 casi di bullismo, otto coinvolgono maschi e due femmine - ha ammonito -. Le ragazze usano modalità di bullismo diverso, di tipo verbale piuttosto che fisico (maldicenza, minacce, intimidazioni), ma si nota un aumento di modalità fisiche, perchè c'è anche una letteratura e dei fumetti le cui protagoniste sono eroine che vincono e che quindi vengono prese a modello. A Genova qualche tempo fa vi era stato il caso di due ragazze di 15 e 17 anni che ai giardini pubblici minacciavano ragazzini più piccoli per estorcere loro dei soldi". Si tratta, ha proseguito Oliverio Ferraris, di un fenomeno che si diffonde "perchè le ragazze si sentono più libere di un tempo e sono continuamente a contatto con i modelli violenti propinati dai media. Per tutta l'infanzia e l'adolescenza si riversano su questi ragazzini scene di violenza di tutti i tipi. Anche i videogiochi sono almeno per l'80 per cento molto violenti e forniscono vere e proprie istruzioni su come si spacca il collo o come si ruba un'automobile. Mano a mano, anche se si pensa di mantenere un distacco, i modelli filtrano e i ragazzi apprendono per imitazione questi comportamenti. Ci vuole una notevole autocritica per resistere a simili modelli, che se non c'è un'opera educativa della famiglia e della scuola diventano vincenti. Anche in programmi tipo 'Isola dei famosi' - ha concluso - si ritrovano modelli analoghi di liti feroci tra donne, e sono personaggi che hanno successo, guadagnano soldi e compaiono in tv e giornali: i giovani pensano che questo sia un modo di esprimersi che si può far proprio".

7. EURISPES: IL 74,4% DEGLI ITALIANI FAVOREVOLE
A TESTAMENTO BIOLOGICO ED EUTANASIA

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - Secondo un sondaggio condotto dall'Eurispes, il 74,7% degli italiani è favorevole al disegno di legge sull'introduzione del testamento biologico. "Il rapporto dell'Eurispes fornisce importanti indicazioni - ha detto Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama - che saranno utili al miglioramento del testo che voteremo. Ma, certamente, è molto importante il dato che emerge sul 75 per cento degli italiani che chiede che sul tema del testamento biologico intervenga il legislatore. Nessuna delle proposte sottoposte alla nostra attenzione vuole incentivare pratiche eutanasiche o suicidi assistiti. Le direttive anticipate di trattamento non sono una legge per 'staccare la spina'".

Il 66,2% degli italiani, inoltre, dice di aver sentito parlare nell'ultimo anno di testamento biologico mentre il 28,5% no. Le donne sono più propense ad affidare al testamento biologico un valore giuridico (75,7% contro il 73,7% degli uomini). Gli elettori di sinistra e di centrosinistra sono i più informati (73,6%), seguono quelli di centro (63,4%), di destra e centrodestra (62,9%). L'84% degli intervistati ha risposto correttamente sulla definizione di testamento biologico, ovvero le disposizioni lasciate prima della morte da un individuo in merito ai trattamenti sanitari cui accetta di essere sottoposto in caso di coma irreversibile o in caso di gravi patologie. La percentuale più elevata di informati si registra nelle regioni centrali (77,2%) a fronte del 66,9% del Sud e delle isole e del 60,5% del Nord.

La ricerca, secondo Marino, testimonia la presa di coscienza di "un Paese maturo che, seppur con trent'anni di ritardo rispetto ad altri Stati avrà la sua legge sul testamento biologico". Nono solo, gli italiani sono d'accordo anche con l'eutanasia: il 68%, infatti, è favorevole alla possibilità di concludere la vita di un'altra persona, dietro sua richiesta, allo scopo di diminuire le sofferenze negli ultimi momenti della vita. Il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara ha commentato: "Le opinioni su certi temi possono cambiare rapidamente soprattutto quando si è sottoposti a flussi di comunicazione e informazione". Gli uomini sono più favorevoli all'eutanasia rispetto alle donne (70,4% e 65,7%). Sono contrari all'eutanasia i centristi (41,2%), gli elettori di destra o centrodestra (31,3%). Tra i favorevoli, invece, gli italiani di sinistra o di centrosinistra (78,1%).

Il coordinatore romano della Margherita Roberto Giachetti ha commentato la ricerca Eurispes spiegando: "Partendo dal presupposto che si tratta comunque di un sondaggio e dunque la cautela è d'obbligo, un dato certamente va sottolineato, e cioè che il 75% del campione considera necessario che sia il legislatore a regolare la materia attraverso norme specifiche, anche a fronte di chiari ritardi sul tema da parte della giurisprudenza. C'è poi una percentuale di italiani che ammette di aver avuto esperienze dirette o indirette con l'eutanasia, rappresentando dunque una realtà nella quale tale pratica, pur se proibita per legge, viene comunque illegalmente attuata. Da ciò traggo lo spunto per una riflessione. I componenti dell'Ufficio di presidenza delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera hanno deciso di non avviare un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina, optando invece per una serie di audizioni che coinvolgeranno medici, esperti, associazioni di malati. Sulla base di questo sondaggio - ha proseguito - ma in realtà al di là di tale rilevazione che in ogni caso non ha la pretesa di rappresentare una verità assoluta, mi domando se non sarebbe stato più utile, ai fini di una maggior conoscenza della materia, uno studio che consentisse se non altro di avere un quadro più certo della situazione, soprattutto se si auspica un intervento legislativo che, quand'anche non riguardi nello specifico l'eutanasia ma le terapie del dolore, il rispetto della dignità del malato, l'accanimento terapeutico, deve però partire da una fotografia completa della realtà in cui la clandestinità di tali pratiche può non essere semplicemente un'eccezione. Rivolgo dunque un invito ai presidenti delle commissioni interessate e ai responsabili in commissione delle diverse forze politiche: non varrebbe la pena di rivedere questa decisione e cercare di raggiungere una conoscenza approfondita di tale realtà?".

TOSCANA

1. IN RICORDO DI LORETTA MONTEMAGGI, PRIMA DONNA
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE TOSCANO


Grande commozione ha destato a Firenze e in tutta Italia la scomparsa di Loretta Montemaggi, prima donna italiana presidente di consiglio regionale, scomparsa nel capoluogo toscano mercoledì 17 gennaio all'età di 77 anni. Loretta Montemaggi fu presidente dell'assemblea regionale toscana dal 1975 all'ottobre 1984. Successivamente, e fino al termine del suo ultimo mandato, nel maggio 1985, ricoprì la carica di vicepresidente. Prima ancora, dal 1960 al 1962 e dal 1964 al 1970, era stata assessore al comune di Firenze. Iscritta al Partito Comunista all'età di soli 14 anni, entrò a fare parte del direttivo della sezione di Pontassieve, il paese dov'era nata, a 18 anni.

"E' scomparsa una grande toscana, una delle figure più significative della storia della regione dal dopoguerra ai primi anni di vita dell'Istituzione", ha dichiarato il presidente della Regione Claudio Martini, secondo il quale "determinante è stato il contributo di Loretta Montemaggi al progetto che noi stiamo portando avanti come amministratori regionali". Per il segretario regionale dei Ds Andrea Manciulli, "Con Loretta Montemaggi ci lascia una figura importante per il nostro partito e per le istituzioni, ai quali ha dedicato, fin da giovanissima, l'impegno di una vita. Porteremo avanti il suo esempio nella nostra attività politica quotidiana".

Daniela Bartalucci, coordinatrice delle donne Ds della Toscana, ha ricordato l'attenzione che Loretta Montemaggi ha sempre portato ai problemi e ai temi delle donne in tutta la sua attività politica e aministrativa: "Capacità, sensibilità ai problemi della gente, profondo senso delle istituzioni e impegno democratico sono stati i suoi valori di vita. Valori in cui metteva la sua spiccata sensibilità di donna. Scompare, con Loretta, una figura di riferimento, una donna simbolo di tante nostre battaglie, ma anche la compagna e l'amica di tante. La ricordiamo con affetto e continuiamo a sentirla vicina nel nostro lavoro quotidiano".

Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici definisce Loretta Montemaggi una "Personalità di straordinario temperamento, esempio di intelligenza politica e di grande forza di carattere, riuscì a interpretare la volontà e la determinazione con cui il movimento delle donne intendeva affermare, in quegli anni, la propria presenza nella vita politica e nel governo della cosa pubblica". "Di Loretta resteranno - ha aggiunto Domenici - in chi l'ha conosciuta e in chi ha percorso con lei un tratto di strada, molti ricordi. Nessuno potrà dimenticare quando, riposti gli impegni ufficiali e le formalità del ruolo, si presentava agli amici, con i gesti, le parole, il sorriso di una persona dolce e persino fragile e che, forse, più che nel lavoro e nella sua immagine pubblica, trovava in Silvano, il compagno di tutta una vita, e in sua figlia Mirella il conforto e il rifugio più sicuro". (gennaio 2007)
2. GROSSETO: 102 INTERVENTI DEL CENTRO ANTIVIOLENZA NEL 2006

Il Centro Antiviolenza di Grosseto, gestito dall'associazione Olympia De Gouges, ha registrato nello scorso anno 102 richieste d'intervento, 17 in più rispetto al 2005. In questo dato non sono comprese le donne che hanno avuto con il Centro solo un primo contatto. L'incremento va letto in due sensi: se da un lato crescono le vittime di violenza, dall'altro aumentano le donne che trovano il coraggio di chiedere aiuto. Ma sono ancora molte quelle che non lo fanno, per paura, vergogna, ragioni economiche, o perché non sono informate su chi può venire loro in aiuto. La maggior parte delle donne che si sono rivolte al Centro Antiviolenza di Grosseto sono vittime di violenze intrafamiliari, hanno un'età tra i trenta e i cinquanta anni, sono cittadine italiane e vivono nel capoluogo. Hanno in massima parte la licenzia media e sono casalinghe. Secondo la presidente del Centro, Gabriella Lepri, "questo dato è indice del fatto che le donne vittime di violenze e maltrattamenti dentro le mura domestiche sono spesso indotte a lasciare il lavoro". (gennaio 2007)

3. GROSSETO: DONNE IN AGRICOLTURA,
CONVEGNO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE P.O.


La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, in collaborazione con il Dipartimento Sviluppo Rurale provinciale, ha organizzato lo scorso 16 gennaio una videoconferenza in collegamento con Bruxelles sul ruolo della donna in agricoltura, per capire quali sono gli strumenti finanziari e le azioni comunitarie a sostegno dell'imprenditoria femminile previste per il periodo 2007-2013. L'iniziativa, che si è svolta nella sala consiliare del palazzo comunale, è stata presentata dall'assessora alle Pari Opportunità Cinzia Tacconi, dalla presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità Marisa Ferrini, dal direttore del Dipartimento Sviluppo rurale Fabio Fabbri e da Maria Pia Mancini della Commissione provinciale Pari Opportunità.

"La donna è destinata a rivestire un ruolo importante nell'agricoltura del futuro, - ha spiegato Marisa Ferrini - perché la globalizzazione pone l'esigenza di superare i confini settoriali, nell'ottica di uno sviluppo integrato del territorio, e richiede capacità di adattamento, poliedricità e sensibilità, doti che storicamente appartengono alla donna, abituata a gestire contemporaneamente la famiglia e il lavoro". "Mi piace citare una frase di Vandana Shiva - ha aggiunto Cinzia Tacconi - per far capire il senso che la Commissione vuole dare a questa iniziativa. Vandana dice: 'E' tempo di individuare in modo preciso chi nutre concretamente il mondo. Sono le donne rurali, perché sono le guardiane della biodiversità, non hanno bisogno di sostegno patriarcale e con la loro esperienza sono le risorse del futuro'. Leggendo queste parole mi riempie di soddisfazione pensare che proprio dalle donne della provincia di Grosseto, territorio che è stato da poco riconosciuto 'Primo distretto rurale della Toscana', sia partita l'idea di avviare una profonda riflessione sul futuro dell'imprenditoria femminile".

La videoconferenza è stata occasione per rivolgere domande alla dirigente della Direzione generale agricoltura e sviluppo Rurale dell'Unione europea, Horter Tarracja, che è anche la responsabile del programma comunitario "Coerenza dello sviluppo rurale". L'incontro è stato coordinato da Maria Pia Mancini della Commissione provinciale Pari Opportunità, che ha detto: "Ai funzionari di Bruxelles chiederemo quali strumenti normativi sono previsti, a livello comunitario, per aiutare le imprenditrici femminili nell'accesso al credito, o nell'assistenza ai familiari non autosufficienti, agli anziani e ai bambini, condizione indispensabile per poter svolgere il proprio lavoro in piena tranquillità e autonomia. Chiederemo inoltre in che modo verrà valorizzato il lavoro femminile, quali strumenti sono previsti per riconosce il ruolo che rivestono le donne nel trasferimento delle tradizioni e del patrimonio culturale. Un altro aspetto sul quale ci soffermeremo e che secondo noi riveste una importanza cruciale p er la crescita di tutto il territorio, è quello dello scambio di esperienze con le altre Regioni dell'Unione europea". (gennaio 2007)
4. FIRENZE: TERRITORIO E MAINSTREAMING PER LE PARI OPPORTUNITA'

Per cercare di migliorare la vita dei cittadini fiorentini attraverso nuovi servizi telematici che semplifichino lo stile di vita degli utenti, il Comune di Firenze ha promosso il progetto Equal "TEMPO - Territorio e Mainstreaming per le pari opportunità", realizzato dall'assessorato alla Pubblica Istruzione e alle Politiche dei Tempi con la collaborazione di un vasto numero di soggetti istituzionali e realtà associative. Obiettivo dell'iniziativa è quello di implementare azioni sperimentali sul territorio che sappiano favorire una politica dei tempi che risponda ai bisogni dei cittadini. In questo contesto sono state avviate azioni per promuovere una maggiore sensibilità sulla cultura del tempo, sperimentando iniziative volte a migliorare la qualità del rapporto vita/lavoro.

All'interno di questo progetto è stato anche attivato un nuovo portale di servizi al cittadino, rinominato "Il Giovedì del cittadino... e non solo". Questa nuova rete civica telematica è stata elaborata con la collaborazione della società Arezzo Telematica, che ha inserito nel sito istituzionale del Comune di Firenze una piattaforma basata sui SIT, Sistemi informativi territoriali. Con questo sistema, gli utenti potranno visualizzare sulla mappa interattiva del capoluogo toscano l'insieme dei servizi presenti sull'intero territorio. Un sistema telematico che avvicinerà, e soprattutto velocizzerà, il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione.

Alla presentazione del progetto, l'assessore Daniela Lastri ha spiegato come questo nuovo sistema riuscirà a orientare meglio i cittadini verso i servizi più richiesti, servizi che gli enti locali stanno delocalizzando nei diversi quartieri cittadini. L'intento è quello di far risparmiare tempo agli utenti, con ricadute positive anche sulla mobilità dell'area metropolitana. Rinnovare la fruizione di alcuni servizi pubblici grazie alle applicazioni informatiche può apportare notevoli miglioramenti nella vita dei cittadini delle grandi città italiane. Queste soluzioni potrebbero inoltre trovare applicazione anche in quelle città che ancora non sono riuscite a ottimizzare le prestazioni offerte dagli uffici pubblici. Sarà così più semplice, come sta avvenendo ora a Firenze, conoscere gli orari di un front office pubblico o trovare l'ufficio postale più vicino alla propria abitazione.

"Il Giovedì del cittadino... e non solo" non è solo un progetto online: i contenuti del sito sono già stati pubblicati in edizione cartacea in 180 mila copie e distribuiti a tutte le famiglie. All'interno sono contenuti i dati di 302 uffici pubblici presenti sul territorio fiorentino e metropolitano. Un modo per non escludere da questo servizio i cittadini che hanno meno confidenza con le nuove tecnologie. (gennaio 2007)

5. STATUTI, REGOLAMENTI E FUNZIONAMENTO
DEGLI ORGANISMI DI PARITA' NELLE PROVINCE TOSCANE

Un seminario della CPO regionale svoltosi a Carrara
lo scorso novembre ha posto all'attenzione alcuni problemi
di Angela Notaro

All'interno della IX Rassegna dell'innovazione nella Pubblica Amministrazione DIRE E FARE che si è tenuta a Carrara dal 15 al 18 novembre 2006, la Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana ha organizzato il seminario STATUTI, REGOLAMENTI E FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANISMI DI PARITA' DELLE PROVINCE TOSCANE. Con un lavoro preventivo, la C.P.O. Regionale aveva raccolto tutti gli Statuti e i Regolamenti delle Province toscane in un unico fascicolo di veloce consultazione, al fine di mettere a confronto tutte le realtà provinciali per poterne ricavare reciproco spunto e/o ispirazione. Individuare e esaminare le debolezze e i punti di forza di ogni C.P.O. può aiutare a rivedersi e correggersi.

La prima cosa che è saltata agli occhi è che le varie C.P.O. sono talmente differenti tra di loro che non è neanche così ovvio farne un vero confronto, per cui da più voci è stato richiesto alla Presidente Regionale di considerare quello di Carrara come un incontro preliminare e di istituire un tavolo di lavoro proprio per proseguire il discorso appena avviato: infatti tutte siamo state d'accordo nel credere che ogni C.P.O. può dare alle altre il meglio di sé, mentre si migliora guardando le altre! Il problema comune a tutte le C.P.O. è che a nessuna commissaria di nessuna Provincia è riconosciuto il diritto di prendere congedi o permessi dal lavoro per presenziare alle riunioni della Commissione, costringendo tutte a fare salti mortali o a convocare sedute in orari improbabili. Altro problema è quello dell'indennità economica, spesso assente e dove prevista irrisoria, a riprova che quando si parla del lavoro delle donne, si suppone che la gratuità sia ovvia e che in fondo si lavora per noi stesse e l'impegno delle Amministrazioni sia esaurito concedendo la nostra esistenza.

Ci sono stati altri argomenti appena avviati e che richiederanno altri incontri per organizzarci:
- importanza di fare rete fra le varie C.P.O. provinciali, affinché le esperienze delle une possano essere utili, condivisibili e a volte clonabili dalle altre;
- scarsa presenza delle donne nelle nomine di secondo livello (40 su 300 circa), cioè nominativi che scaturiscono dalla volontà dei partiti di inserire una persona anziché un'altra;
- 2007 dedicato dalla Comunità Europea alle PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI

Personalmente ho partecipato in rappresentanza della C.P.O. della Provincia di Arezzo. La nostra Commissione è particolarmente interessata a questi argomenti visto che la nostra Provincia ha in programma di rivedere l'articolo dello Statuto che istituisce la C.P.O. Rivoluzionario è il progetto che abbiamo noi in mente per consentire una vasta partecipazione di donne alle attività della Commissione e al tempo stesso una snellezza nei lavori di organizzazione: prevedere una Commissione ampia di donne che ne vogliono fare parte e un Consiglio ristretto che farebbe da promotore, coordinatore e interfaccia con l'Amministrazione. Devo ammettere che a Carrara, la nostra idea è stata accolta con una certa distrazione, ma il tempo che è sempre tiranno non ci ha permesso niente più che un accenno. Contiamo sui prossimi incontri per proporre la cosa e discuterla debitamente. Ringrazio la Presidente della C.P.O. regionale Chiara Grassi dell'occasione che ci ha offerto di conoscerci, di confrontarci e anche di confortarci perché - per citare le parole della Presidente della C.P.O. del Comune di Carrara - "a volte la nosta esistenza è un atto di forza.". (di Angela Notaro notaroangela@yahoo.it  - gennaio 2007)

6. FIRENZE: UN APPELLO DI PANTAGRUEL
Riceviamo e pubblichiamo

Dacci una mano: Associati all'Associazione Pantagruel! La nostra associazione di volontariato opera da oltre 15 anni soprattutto in alcune carceri della Toscana e nel territorio per facilitare le misure alternative al carcere (semilibertà, affidamento al servizio sociale, ecc.). Abbiamo alcuni progetti che esistono da anni: - Solidarietà e carcere: è un tentativo molto parziale di dare alcune risposte concrete ai vari bisogni e richieste delle detenute e dei detenuti di Sollicciano. Sotto questa voce si trovano sia versamenti di piccole cifre sui contocorrenti di chi si trova in carcere, acquisto e reperimento di indumenti, biancheria, libri. Ogni anno una somma considerevole viene spesa in acquisto di occhiali da vista. Ma riguarda sempre questo settore anche il pagamento di alcune visite mediche, biglietti ferroviari, per bolli e spese per rinnovi dei permessi di soggiorno, ecc.

- Informacarcere: vuole raccontare i sempre presenti bisogni dei detenuti e delle detenute che desiderano far conoscere le loro storie, i loro problemi, le loro difficoltà ad ottenere misure alternative al carcere tenendo soprattutto presenti le realtà toscane. Questo attraverso un sito internet ( www.informacarcere.it ) che raccoglie gli scritti dei detenuti e che vuole mettere in relazione i detenuti con il mondo esterno (associazionismo e società civile in generale);
- La poesia della bambole: laboratorio interno al carcere di Sollicciano (sezioni femminili) e esterno presso la sede della nostra associazione, vede coinvolte circa 20 donne (15 a Sollicciano e 5 nella sede della Pantagruel) nel produrre bambole di stoffa con materiali naturali e seguendo la pedagogia della scuola Steineriana. Un progetto che ha dato lavoro a 5 ragazze uscite in affidamento e che ha una funzione terapeutica sulle ragazze detenute, oltre ad aiutarle economicamente per i loro piccoli bisogni (con la vendita delle bambole fatte da loro).

Altri progetti che si stanno sviluppandosi in questi mesi:
- Il panneggio: periodico del carcere di Sollicciano (sezioni femminili) di prossima uscita; per il momento siamo alla ricerca di un grafico che possa aiutarci ad impaginarlo o di trovare un programma d'impaginazione;
- Educare con gli asini: progetto che vedrà gli asini inseriti nel carcere femminile di Sollicciano (area verde) con una vera e propria asineria. Il progetto si concretizzerà con i primi due asini verso la fine di febbraio. L'obiettivo è quello di far uscire alcune ragazze detenute con alcuni volontari perché vadano con gli asini nelle scuole, nel mercato di Scandicci, in altre feste per far conoscere le bambole e il giornale Il panneggio.

Cosa chiediamo?
- di fare volontariato con noi nella carceri di Firenze, Pistoia, ecc. e sul territorio e partecipando ai nostri singoli progetti o proponendone altri;
- di darci una mano appoggiandoci come associato, versando per il 2007 una quota di 10 € (o di 50 € come sostenitore), sul nostro contocorrente postale n° 10019511 intestato a Associazione Pantagruel Firenze o passando in associazione o inviandoci in una busta la tua quota specificando: "Quota socio".
Essendo la nostra associazione una Onlus, puoi donare il 5 per mille all'Associazione Pantagruel - CF 90012090479.

Info: Giuliano Capecchi, Simona Gheri, Loredana Giannini, Eva Hanhart, Antonio Mellini, Ferdinando Porciani, Myriam Verdi - asspantagruel@virgilio.it (gennaio 2007)
7. IDEE SULLA TOSCANA: DAI PIANI ENERGETICI
LOCALI ALLE NUOVE FONTI DI ENERGIA


Uno degli ultimi aggiornamenti della rivista online Idee sulla Toscana, diretta da Francesca Calonaci, è dedicato all'energia, tema di grande attualità. La rivista pubblica un'analisi del nuovo piano energetico della provincia di Firenze, alla ricerca di un modo più ragionevole di consumare e produrre energia; inoltre, illustrato per punti, anche il nuovo piano energetico regionale toscano. Alla General Electric, nota società a livello mondiale, Idee sulla Toscana ha chiesto:" è possibile conciliare domanda di energia, sviluppo economico del territorio e impatto ambientale?" La risposta, puntale e articolata, richiama un discorso più ampio, che va oltre la Toscana, dove comunque si hanno testimonianze di operatività ed ottimi risultati in questo campo. L'esempio del territorio aretino, in cui si ottiene energia dal biogas e dai rifiuti, parla da solo... Idee sulla Toscana è online all'indirizzo http://www.ideesullatoscana.it  (gennaio 2007)
8. PER L'UCCISIONE DI GJELINA MARKAI
Riceviamo da Cospe e Casa della Donna di Pisa e pubblichiamo

Gjelina Markaj aveva 36 anni e viveva a Scutari, una città nel nord dell'Albania. Era madre di tre figli, due maschi e una femmina, e da anni, da quando era iniziato il suo matrimonio 17 anni fa, era vittima di violenza domestica. Oltre a quotidiani maltrattamenti e violenze fisiche che spesso l'hanno costretta a ricoveri in ospedale, veniva chiusa in casa con i figli per mesi interi senza poter mai uscire. Aveva deciso di divorziare dal marito lo scorso settembre e di lottare per ottenere la custodia dei figli. E c'era riuscita grazie anche al sostegno del Centro Donna "Passi Leggeri" che con lei si era impegnata per vincere una battaglia in nome del diritto ad una vita dignitosa e senza violenza. Nonostante la corruzione del sistema giudiziario, nonostante le continue minacce da parte del marito e del figlio maggiore. Ma siamo costrette a parlare al passato perché Gjelina Markaj è stata uccisa lo scorso 8 gennaio da suo figlio sedicenne con cinque colpi di pistola in una delle strade principali di Scutari in pieno giorno. Uccisa dal figlio più grande che come il padre mai aveva accettato l'allontanamento della madre e soprattutto mai aveva accettato la possibilità che la madre potesse rifarsi una vita autonoma portandosi via anche un figlio maschio. Gjelina era riuscita ad ottenere lo scorso 22 dicembre l'affidamento temporaneo dei due figli più piccoli e avrebbe ottenuto il divorzio il prossimo 19 gennaio. Da pochi giorni aveva trovato anche una casa in affitto dove poter tentare una nuova vita. Era consapevole di poter morire ma voleva provarci per sé e per i due figli più piccoli.

Il Centro Donna "Passi Leggeri" ha voluto lanciare una campagna di informazione e denuncia perché Gjelina purtroppo non è la prima donna a morire per mano della violenza degli uomini in Albania e perché troppe volte la violenza maschile nei confronti delle donne passa impunita. Pensiamo anche che questa morte ci riguardi tutte e tutti indipendentemente dal fatto che è avvenuta in Albania. Sono note ormai le recenti statistiche che dicono che la prima causa di morte delle donne in Europa è la violenza degli uomini e sono ancora i centri anti-violenza delle donne a dirci che anche in Italia sono in aumento gli omicidi di donne da parte di mariti, fidanzati, conviventi che non accettano di essere lasciati, che non accettano la libertà femminile.

Con questo breve comunicato vogliamo allora esprimere la nostra solidarietà al Centro Donna "Passi Leggeri" che in questi giorni e ore sta cercando di non far passare questa ennesima morte sotto silenzio, chiedendo insieme a loro al Governo albanese che simili crimini non passino più impuniti, un maggiore impegno per una legislazione più efficace in Albania che ad oggi manca (ma è pronta in parlamento una legge sulla violenza domestica) e un riconoscimento in termini di politiche e risorse adeguate a sostegno del lavoro delle associazioni di donne contro la violenza domestica. Info: Debora Angeli angeli@cospe-fi.it  - Cristina Galasso  cristigalasso@fastwebnet.it (gennaio 2007)
9. LE PAROLE DELL'UGUAGLIANZA, LE PROSPETTIVE DELLA PARITA'
POLITICHE E DIRITTI DELLE DONNE NELL'ITALIA REPUBBLICANA


Il Comitato Pari Opportunità dell'Università di Firenze, in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia e con le Commisioni per le Pari Opportunità della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, promuove il corso "Le parole dell'uguaglianza, le prospettive della parità. Politiche, diritti e risorse delle donne nell'Italia repubblicana". Il corso di 30 ore, si rivolge: a) a tutte le persone che, già attive nel mercato del lavoro, sono interessate ad approfondire le proprie conoscenze in materia di pari opportunità, relativamente ai temi del lavoro e dei diritti di cittadinanza nell'Italia repubblicana; b) a studentesse e studenti interessati alla storia contemporanea (lauree triennali, 6 crediti) ed è valido come esame di sociologia; è particolarmente consigliato per il percorso di Storia delle donne e storia di genere.

Il corso mira ad accrescere le conoscenze sui percorsi di rafforzamento e di valorizzazione della presenza e del ruolo delle donne nell'Italia degli ultimi sessant'anni, soprattutto in rapporto alle profonde trasformazioni avvenute nella scolarizzazione, nel mercato del lavoro, e nei ruoli familiari; il corso intende altresì presentare un profilo della legislazione italiana in un'ottica di genere, con un particolare riferimento alle leggi e alle istituzioni di parità. Il corso si rivolge dunque a studentesse e studenti dei diversi corsi di laurea che abbiano interesse a questi temi. Al tempo stesso, esso mira a coinvolgere tutte le persone che intendano approfondire la loro conoscenza dei fenomeni in questione.

Il corso prevede 30 ore suddivise in 3 aree tematico-disciplinari, che hanno come filo conduttore le politiche, i diritti e la condizione delle donne nell'Italia repubblicana: una articolazione che, per essere ben esplorata, abbisogna di competenze diverse, in modo da affiancare a quelle sociologiche uno specifico taglio storico e giuridico. L'interesse e l'importanza che vengono assumendo corsi di questa natura è confermata dalle iniziative assunte dal Ministero per le pari opportunità a partire dal 2004, con l'organizzazione di corsi universitari su Donne, Politiche, Istituzioni in oltre 50 atenei italiani, con l'obiettivo di fornire una migliore conoscenza degli assetti politico-sociali e giuridico-istituzionali in cui le donne si trovano a vivere e ad operare. Alla base di tale scelta, che ha riscosso grande successo e che ha interessato circa 12.000 persone, selezionate tramite esame di accesso, sta la preoccupazione per i gravi ritardi dell'Italia per ciò che riguarda la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e delle professioni, alla vita politica e istituzionale, e più in generale alle procedure decisionali e all'esercizio del potere.

L'accesso al corso è libero, e dà luogo a un attestato di frequenza. Per studenti e studentesse che intendano utilizzarlo nell'ambito del loro curriculum formativo (6 crediti), è prevista la frequenza obbligatoria e un esame su un programma inerente alle tematiche del corso. I temi trattati nelle tre diverse aree saranno, nell'ordine: 1. La storia delle donne nell'Italia repubblicana (9 ore) Dr.ssa Monica Pacini - 2. Diritto/diritti, tra uguaglianza e parità (9 ore) Dr.ssa Elena Urso - 3. Lavoro, famiglia, istituzioni: politiche di parità e azioni positive (12) Dr.ssa Alessandra Pescarolo. Le lezioni si terranno ogni venerdì pomeriggio (ore 15-18, presso l'Aula Strozzi, via La Pira 4) per dieci settimane consecutive a partire dal 23 febbraio.

Le domande d'iscrizioni vanno inviate all'indirizzo cpo@unifi.it, complete di nome, cognome, grado di istruzione, età, recapiti, ente di appartenenza e funzione in esso svolta. Il corso è gratuito, la frequenza è obbligatoria e dà luogo ad un attestato finale.
Info: Simonetta Soldani soldani@unifi.it  - Comitato Pari Opportunità Università di Firenze 055.2756741 - cpo@unifi.it (gennaio 2007)
10. CGIL TOSCANA IN FESTA

Il 6 febbraio 2007 CGIL Toscana organizza, a partire dalle ore 18.15 presso il Teatro Saschall (Lungarno Aldo Moro 3), una festa con l'intento di rilanciare i contenuti del proprio impegno sociale e politico. Nell'occasione, si parlerà del progetto di una Scuola di Formazione Sociale rivolta ai giovani, che offra loro l'opportunità di approfondire temi quali la pace, la legalità, la solidarietà sociale, la cooperazione internazionale, i diritti di cittadinanza, la condizione e il valore sociale del lavoro, per dare un contributo alla formazione di una nuova generazione di cittadini che possa mettere le proprie energie a disposizione di organizzazioni socialmente impegnate come la CGIL. Alla festa, si ballerà con cover di tutti i tempi, ma per gli amanti della musica colta si esibirà anche un quartetto di classica. Con gli interventi di cabaret di Anna Meacci, la serata si concluderà con i concerti del blues-man Samuel Katarro e del gruppo rock La casa del vento. Il programma completo della festa è su www.cgiltoscana.it - Info: Maresca Galassini mgalassini@tosc.cgil.it  (gennaio 2007)
11. SCATTA L'ORA LEGALE!
Il portale giovani di Regione Toscana rilancia
un appello degli studenti per "l'ora di legalità"

La redazione di Segnali di Fumo, portale giovani di Regione Toscana, lancia un forum online sui temi della legalità, riservato alle ragazze e ai ragazzi che - in ambito regionale, dentro e fuori le scuole - hanno a cuore il tema dell'educazione alla legalità. Il forum ha un titolo significativo, "Scatta l'ora legale", e raccoglie l'appello delle ragazze e dei ragazzi toscani che, dopo aver preso parte ai campi estivi di lavoro antimafia "LiberArci dalle Spine" promossi da Arci Toscana e alla recente Carovana Antimafie, vogliono costruire un tavolo di confronto tra studenti, Regione e Ufficio Scolastico Regionale che sia di esempio anche per il resto d'Italia. Questo il testo dell'appello: "Vogliamo parlare di legalità a scuola: è la richiesta che noi studenti insistentemente facciamo da molti anni. Noi siamo quelli che continuano a proiettare "I cento passi" alle assemblee, ed ancora abbiamo la forze di indignarci e piangere. Noi siamo quelli che riempiono le autogestioni di incontri sull'antimafia, e ci confrontiamo con giudici, volontari, rappresentanti di Libera. Noi siamo quelli che scendono in Calabria e in Sicilia durante le vacanze per lavorare in terreni zeppi di storia e di impegno. Noi siamo quelli che chiedono ai Consigli di Istituto di restare a scuola il pomeriggio a confezionare i pacchi natalizi con i prodotti dalla vitamina "L".

In questi mesi abbiamo con piacere assistito ad un forte interesse della nostra Regione verso questa nostra battaglia di giovani sognatori: piano piano abbiamo trovato in questa istituzione un valido compagno di viaggio, che con pazienza e dedizione ha dedicato alla legalità tempo, finanziamenti, opportunità. Crediamo che la strada intrapresa sia giusta e da continuare: ultimo grande momento è stata la Festa della Legalità, lo scorso 19 Dicembre; un appuntamento che ha visti protagonisti noi giovani e tutte quelle persone, uomini e donne di grande valore e coraggio, che giorno dopo giorno vivono sulla propria pelle la lotta per uno Stato sano ed equo.

Con altrettanto piacere, anzi, forse con più piacere che per tutto il resto, apprendiamo l'intenzione della Regione Toscana di promuovere l'ora della legalità nelle scuole. Non potevamo chiedere di meglio: siamo infatti convinti che solo dalla scuola possa nascere un Paese migliore, una consapevolezza reale e critica della società che ci circonda. Siamo convinti che solo a scuola si possa costruire la cittadinanza responsabile che contribuirà a far crescere l'Italia domani. Chiediamo perciò di poter essere parte attiva nella costruzione di questo progetto: sappiamo di poter dare un forte e innovativo contributo, noi che per primi abbiamo chiesto di parlare di legalità, nel senso di lotta contro tutte le mafie e più in generale di conoscenza dei nostri diritti e dei nostri doveri, della storia della nostra democrazia, attenzione verso le ingiustizie sociali e formazione alla solidarietà, studio della nostra Costituzione.

Sappiamo altresì che il Ministro alla Pubblica Istruzione Fioroni ha recentemente ufficializzato la sua volontà di valorizzare anche a livello nazionale la formazione alla legalità: noi ci auguriamo che, in un momento chiaramente positivo come quello che stiamo vivendo, venga ripristinata l'ora di educazione civica, ormai praticamente inesistente nelle scuole. È infatti questa disciplina, insegnata dai nostri docenti, che deve integrare quell'educazione, fondamentale per la crescita degli studenti, a valori come la legalità e la giustizia: solo così queste tematiche che a tutti noi stanno molto a cuore potranno avere realmente influenza nei programmi scolastici.

La Toscana può dare una spinta forte in questa direzione. Pensiamo ad un tavolo di confronto tra la Regione, l'Ufficio Scolastico Regionale e le rappresentanze studentesche delle scuole superiori, per costruire insieme un progetto valido, ricco di contenuti, che sia punto di riferimento anche per le altre Regioni. Noi durante le vacanze andiamo a lavorare con i nostri eroi a Corleone, a Canicattì, a Gioia Tauro. Durante l'anno vogliamo poter parlare dei nostri eroi ai nostri compagni di classe." Segnali di Fumo invita tutte le ragazze e i ragazzi della Toscana a inviare impressioni, adesioni, commenti a questo appello alla casella di posta info@segnalidifumo.net. Tutte le adesioni pervenute compariranno in home page su www.segnalidifumo.net, all'interno dello spazio riservato al forum "Scatta l'ora legale". Info: info@segnalidifumo.net  - pascucci@arci.it  (gennaio 2007)
12. ADOTTA UN ALBERO DI VITE
Per sostenere le coop antimafia

Da diversi anni l'Arci è impegnata in un lavoro di contrasto al fenomeno delle mafie cercando di coniugare gli interventi sul piano culturale, sociale ed educativo con azioni che possano contribuire a "bonificare", pur se in piccoli contesti, le economie locali. In questo orizzonte, soprattutto in Sicilia, rientrano molte scelte progettuali che hanno visto un lavoro capillare con i giovani a rischio di reclutamento in organizzazioni mafiose e più in generale con i giovani che vivono situazioni di disagio sociale.

La Carovana Antimafia, nata in Sicilia nel 1994, e che continua ad attraversare diverse regioni italiane, è probabilmente la manifestazione più visibile di un lavoro di sensibilizzazione e costruzione di legami sociali che l'Arci porta avanti da tanti anni. Un esempio concreto di come nella lotta alle mafie si possano legare il piano economico con quello culturale, è quello sperimentato in questi anni in Sicilia con il lavoro di inserimento socio lavorativo in territori in cui il potere delle mafie è ben visibile nelle economie e nella politica.

In questo contesto è nata l'esperienza della Cooperativa sociale "Lavoro e non solo", di cui probabilmente avete gustato i prodotti (la farina, la passata, le lenticchie...). La Cooperativa, costituita nel 1998, è parte del sistema di imprese sociali dell'Arci e gestisce un'azienda agricola biologica su terreni confiscati alla mafia, ai sensi delle L.109/96, nei territori di Monreale, Corleone e Canicattì. "Lavoro e non solo" è una cooperativa sociale di tipo B, e dunque ha fra i suoi obiettivi anche il reinserimento socio lavorativo di soggetti che si trovano in una situazione di disagio, sia psichico che sociale: nel caso specifico, 4 dei 12 soci presentano problematiche di disagio psichico e la Cooperativa opera in stretto raccordo con i locali Dipartimenti di Salute Mentale. La Cooperativa aderisce a Libera e insieme alle altre cooperative aderenti porta avanti il progetto "Libera Terra".

Da settembre 2004 "Lavoro e non solo" sta provvedendo all'estirpazione e al successivo reimpianto di un vigneto di 14 ettari non più produttivo, poiché dalla confisca all'assegnazione sono passati più di 5 anni. Oltre all'impegno dei soci, di straordinaria importanza è stato il sostegno giunto da diversi parti di Italia al nostro progetto, e fondamentale si è rivelato il supporto concreto dato dai ragazzi della Toscana che hanno partecipato ai campi di lavoro organizzati nell'estate 2005 e 2006.

Arci e "Lavoro e non solo" sono ora impegnate per reperire le risorse necessarie per far ritornare produttivo il vigneto (stimate in circa 100.000 euro), e chiedono a soggetti collettivi e singoli cittadini di contribuire alla raccolta dei fondi, adottando un albero di vite all'interno dell'azienda agricola biologica. Si tratta di una sfida ai persistenti tentativi, da parte della mafia, di ripristinare "l'antico ordine": a marzo 2006, infatti, dopo che erano state messe a dimora le nuove piantine, almeno un centinaio sono state estirpate durante la notte. Aderendo alla campagna "Adotta un albero di vite", sarà possibile offrire ai giovani della cooperativa "Lavoro e non solo" un piccolo contributo economico, indispensabile per andare avanti, ma soprattutto si potrà offrire a quei ragazzi un'occasione per non sentirsi soli nell'impresa di riconquistare la propria terra e il proprio futuro.

E' possibile versare il proprio contributo:
- con bonifico bancario sul c/c 000000106485 di Banca Popolare Etica - Sede di Padova (Cin: D - ABI: 05018 - CAB: 12100) intestato a: Lavoro e non solo coop. sociale a r.l. - Via Carlo Rao, 16 - 90133 Palermo. Causale: Adotta un albero di vite
- con Bollettino Bancario Freccia (vedi  www.lavoroenonsolo.com e www.arci.it )
- con carta di credito (vedi  www.lavoroenonsolo.com e www.arci.it ) Le donazioni di questo tipo sono deducibili allegando alla propria dichiarazione dei redditi la ricevuta di versamento.

Info
: www.lavoroenonsolo.com  - www.arci.it  - pascucci@arci.it (gennaio 2007)

13. UNIONE EUROPEA E REGIONE TOSCANA: FAVORIRE LE POLITICHE DI GENERE

(da DWpress - Numero 13 del 22 gennaio 2007) Firenze - Si è tenuto nel capoluogo toscano il convegno sulle politiche di coesione socioeconomica nell'Unione Europea. Durante una tavola rotonda su "La nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2007-13", la vicepresidente della commissione speciale sui Rapporti con l'Unione europea e le attività internazionali della Regione Toscana, Anna Annunziata, ha sottolineato "lo stretto legame esistente fra utilizzo dei fondi strutturali europei, le scelte della Regione e le politiche di genere per raggiungere una vera uguaglianza fra uomini e donne" affermando che "nel 2007, che è l'anno europeo delle pari opportunità, può aprirsi, attraverso i fondi strutturali, una nuova fase delle politiche di coesione europea superando la logica della semplice redistribuzione delle risorse ma puntando sulla qualità della spesa e su obiettivi mirati come innovazione, ricerca, formazione, ambiente". Secondo Annunziata "queste politiche possono essere collegate al nuovo Prs, il piano regionale di sviluppo, la cui sfida è dichiaratamente quella di puntare su giovani e sulle donne". In particolare, per la vicepresidente, "sulle donne la Toscana si gioca la possibilità di avvicinarsi agli obiettivi di Lisbona", anche se per raggiungerli "è necessario che il sistema regionale aumenti il grado di partecipazione al lavoro e allo sviluppo da parte delle donne".

14. TOSCANA: IL FONDO SOCIALE EUROPEO PRODUCE OCCUPAZIONE
E NUOVE IMPRESE PER I SOGGETTI SVANTAGGIATI

(da DWpress - Numero 13 del 22 gennaio 2007) Firenze - Tante sono le nuove imprese create grazie allo strumento della Sovvenzione Globale, un fondo Fse la cui gestione in Toscana è stata affidata dalla Regione ad ESPRIT con l'obiettivo di sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali a partire da situazioni di svantaggio. L'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha spiegato: "In Toscana, in tre anni di attività questo strumento ha permesso di finanziare oltre 100 iniziative, per un volume complessivo di oltre 5 milioni di euro di contributi. Da queste sono nate circa 70 nuove attività imprenditoriali, con relativi nuovi posti di lavoro, mentre oltre un centinaio di persone sono state assunte da cooperative già operanti sul territorio. Si tratta di un bilancio davvero buono, perché le iniziative sono state tutte mirate a situazioni di particolare svantaggio, consentendo l'ingresso nel mercato del lavoro, fra gli altri, di soggetti come disabili, ex detenuti, donne in situazioni di particolare difficoltà". Simoncini ha poi sottolineato come le finalità della sovvenzione globale siano coerenti con le linee di intervento della Regione, ribadite recentemente anche dal nuovo Programma operativo regionale per la nuova programmazione del Fse per il periodo 2007-2013. La giunta regionale, ha aggiunto, ha approvato il Por lo scorso dicembre e la Toscana è stata la prima regione a trasmettere il suo programma al ministero del Lavoro per l'inoltro formale alla Commissione europea. Il budget complessivo è di 670 milioni di euro per sei anni, una cifra analoga a quella toccata alla nostra regione con la programmazione precedente. "Siamo riusciti a mantenere lo stesso livello di finanziamenti - ha concluso l'assessore - a fronte di un taglio complessivo del 18%. Potremo quindi garantire continuità alle iniziative che si sono dimostrate più efficaci su temi che consideriamo centrali come l'inserimento al lavoro dei soggetti deboli, le pari opportunità e l'occupabilità femminile che saranno, pertanto, più che mai al centro delle strategie regionali. E' il caso di Sovvenzione Globale, per cui abbiamo deciso di inserire, con il nuovo Por 2007-2013, la possibilità di finanziare questo strumento all'interno di tutti gli assi".

15. MENOPAUSA: UN'OCCASIONE...
Un seminario a Firenze dell'Associazione Percorsi

Si svolgerà sabato 24 e domenica 25 febbraio 2007 a Firenze, presso l'Associazione Percorsi (via Locatelli 71) il seminario esperienziale per donne dopo i 40 anni "Menopausa: un'occasione", con la dr. Alessandra Panozzo e con Gioia Panozzo (orari: sabato dalle 17 alle 20 - domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18). Come prepararsi a un'età ricca ma a volte non facile? Durante il seminario si parlerà dei disturbi in menopausa e delle cure naturali possibili, di osteoporosi e di cosa significa invecchiare, di alimentazione, esercizio fisico e di tutte le possibilità che abbiamo per prenderci cura di noi stesse. Si tratta dunque di un percorso per conoscersi meglio, per prendere con più consapevolezza decisioni sulla propria salute, per imparare a guardarsi dentro e scoprire una grandissima libertà e un nuovo, diverso piacere di essere se stesse.

Il programma del seminario prevede due incontri. Il primo con la dr. Alessandra Panozzo (responsabile ambulatorio ginecologia omeopatica ASL 2 di Lucca, autrice dei libri "Menopausa" e "Osteoporosi" per le Edizioni Demetra) sulle positive implicazioni fisiche e psichiche delle trasformazioni che accadono nel processo naturale della menopausa. Il secondo incontro, con Gioia Panozzo, verterà su: una nuova visione del proprio femminile; scoprire un diverso modo di rapportarsi con piacere a se stesse, alla famiglia e alla società; incontrare, comunicare e sciogliere le nostre paure in relazione a un avvenimento biologico e perfettamente naturale; tecniche di visualizzazione, meditazione vipassana e respirazione per risvegliare la positività della mente sviluppando una consapevolezza più profonda di sé. La quota di partecipazione al seminario è di 90 euro (di cui 20 da versarsi anticipatamente al momento dell'iscrizione). Possibilità di pernottamento in bed and breakfast presso Casa Toselli (vicina alla sede del corso - www.casatoselli.it  - 055.332202). Info e iscrizioni: Rita (Associazione Percorsi) 055.483463 - Panozzo 328.6855141 - info@tudojoia.org

16. LUCCA: UNA RASSEGNA SU 40 ANNI SI STORIA DEI MOVIMENTI FEMMINILI

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Lucca - "Noi, utopia delle donne di ieri, memoria delle donne di domani" è la rassegna che sarà inaugurata a Lucca, presso Palazzo Ducale, il 24 gennaio, alle 17, alla presenza del presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dell'assessora alle Pari opportunità e al lavoro Gabriella Pedreschi e dei rappresentanti del Comitato "Usciamo dal silenzio" di Lucca. Si tratta di una mostra di fotografie e documenti per ripercorrere idealmente la storia dei movimenti femminili italiani degli ultimi quarant'anni, attraverso i momenti più significativi. Il titolo della mostra riproduce uno slogan femminista del 1985. Si tratta di un percorso cronologico, illustrato con centinaia di fotografie e documenti: quaranta grandi pannelli hanno sul fronte testi e immagini mentre sul retro una foto significativa della situazione proposta. Ci sarà poi un video autoprodotto in cui vengono ripercorse le manifestazioni delle donne degli scorsi decenni, per ricordare pratiche e lotte, e propone immagini dell'esposizione della mostra alla Società Umanitaria di Milano. La mostra, che è stata organizzata dall'Assessorato alle pari opportunità della Provincia di Lucca, ha avuto come protagoniste un gruppo di donne formatosi circa un anno fa denominato DonnaMostra. Sono impegnate in associazioni, movimenti, reti, partiti e sindacati, nei luoghi della politica delle donne, e si sono incontrate sull'idea e la voglia di ricostruire una parte importante della storia.

17. ELENA GIGLI E' LA SPORTIVA TOSCANA DELL'ANNO

(da DWpress - Numero 13 del 22 gennaio 2007) Firenze - Elena Gigli, pallanuotista portiere della Fiorentina WP e del Setterosa nazionale è la prima donna a vincere il premio "Sportivo toscano dell'anno". Medaglia d'argento agli Europei di Budapest e miglior giocatrice del torneo, la 22enne Gigli, che ha al suo attivo anche un oro olimpico (Atene 2004) e due argenti (World League e Coppa Fina), ha ottenuto il 51% dei voti sul fiorettista livornese Andrea Baldini, 36%, sulla pluricampionessa mondiale e olimpionica di windsurf Alessandra Sensini, 9%, e sull'ex ct della Nazionale di calcio Marcello Lippi, ultimo con il 4%.

AREZZO

1. I DISTRETTI INDUSTRIALI TRA PASSATO E FUTURO:
QUALI MODELLI DI GOVERNANCE E QUALI POLITICHE PER LO SVILUPPO?

Un convegno il 29 gennaio 2007 al Centro Affari

Si terrà il 29 gennaio 2007 dalle ore 8.30 al Centro Affari di Arezzo (via Spallanzani 23) il convegno nazionale "I distretti industriali tra passato e futuro: quali modelli di governance e quali politiche per lo sviluppo", promosso dalla Istituzione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo. L'Istituzione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo nasce nel 2001 come organismo di concertazione territoriale, con l'obiettivo di assicurare la progettazione e l'attuazione di politiche produttive funzionali allo sviluppo dei distretti industriali aretini. Forte dell'adesione di ben 19 attori locali, l'Istituzione funziona come network operativo tra soggetti pubblici e privati per sostenere programmi di sviluppo locali e garantire la governance complessiva delle dinamiche distrettuali aretine. All'interno di questa cornice funzionale, l'Istituzione svolge il ruolo di "cabina di regia", ovvero di luogo in cui si sviluppano le idee e le iniziative di sostegno alle attività distrettuali, si costruiscono le sinergie per attuarle, si individuano soggetti in grado di garantirne l'organizzazione, la gestione, lo sviluppo.

Per assicurare maggiore respiro alle politiche per i distretti e mobilitare energie e risorse a sostegno del sistema delle imprese, l'Istituzione mira ad integrare i piani di sviluppo locale con i programmi comunitari e con gli altri interventi nazionali e regionali per la formazione, l'occupazione, l'innovazione e l'internazionalizzazione. Attorno al tema dell'innovazione, l'Istituzione ha sviluppato efficaci metodologie operative che hanno trovato immediata rispondenza nella qualità progettuale e nella creazione di modelli replicabili di trasferimento tecnologico, promuovendo la riproduzione e l'espansione della vitalità competitiva del territorio ed investendo in innovazioni localizzate che fanno perno sulle capacità di interpretazione, ideazione e condivisione della società locale.

Socia dell'Istituzione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo è la Fondazione Edison. Dagli anni '90 Edison (già Montedison) ha stretto rapporti sempre più importanti con il mondo dei sistemi locali, dei distretti industriali e delle piccole e medie imprese (PMI) in Italia. Lo studio approfondito, attraverso la pubblicazione di volumi, del mondo dei sistemi locali e delle PMI da parte di Edison, attraverso il suo Ufficio Studi, ha consentito in questi ultimi anni di svolgere un'opera di cultura e di promozione della ricerca della quale hanno beneficiato sia gli operatori di impresa che gli studiosi. Il crescente rilievo strategico dei distretti e delle PMI e le relazioni tra operatori di impresa e studiosi promosse a questo proposito hanno suggerito nel 1999 di dar vita alla Fondazione Edison (sino al Maggio 2002, Fondazione Montedison Comunità e Innovazione). In tal modo si è inteso rendere stabile, approfondire e ampliare il dialogo non solo con il mondo degli studiosi dell'argomento ma anche con gli stessi distretti e le PMI. Le prime attività della Fondazione risalgono all'inizio del 2000 con la nascita della collana e al marzo 2000 con il convegno "Le Liberalizzazioni e le privatizzazioni dei servizi pubblici locali".

Il Comitato Scientifico dell'Istituzione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo è composto da: Prof. Marco Fortis, Università Cattolica di Milano e Vice Presidente Fondazione Edison, Presidente; Dott. Stefano Casini Benvenuti, Ricercatore Irpet; Prof. Giancarlo Corò, Università Ca' Foscari di Venezia; Prof.ssa Gabi Dei Ottati, Università di Firenze; Prof. Luca Ferrucci, Università di Perugia; Prof. Roberto Grandinetti, Università di Padova; Prof. Andrea Paci, Università di Firenze; Prof. Lorenzo Zanni, Università di Siena; Dott. Roberto Castellucci, Istituzione dei Distretti Industriali della Prov. di Arezzo.

La sceda di partecipazione e il programma completo del convegno sono disponibili sul sito della Provincia di Arezzo all'indirizzo http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_
pdf/programma_convegno_distretti.pdf


Info: Istituzione dei Distretti Industriali della Provincia di Arezzo - via del Saracino, 57 - 52100 Arezzo tel. 0575.324090 - fax. 0575.295674 - idi@provincia.arezzo.it  - www.distretti.arezzo.it
2. PROVINCIA: CRESCONO I FINANZIAMENTI
PER L'ASSUNZIONE DI LAVORATORI DISABILI 
 

Il Fondo Nazionale per il diritto al lavoro dei disabili per la Provincia di Arezzo quest'anno vede un incremento del 50% delle risorse disponibili. Sono infatti 315.000 euro che andranno alle imprese che stipuleranno convenzioni per l'assunzione di disabili con la Provincia di Arezzo nel corso del 2007. Tale somma, rispetto ai circa 200.000 euro dell'anno scorso, permetterà di aumentare l'assorbimento dei disabili nelle aziende, contribuendo a risolvere un problema che, oltre ad essere occupazionale, ha innegabili risvolti sociali e di cittadinanza, favorendo l'attivazione dei cittadini più svantaggiati. La suddivisione del Fondo tra le varie province toscane vede quella di Arezzo alla seconda posizione, dopo Firenze, grazie alle buone performance e agli ottimi risultati conseguiti durante l'anno 2006, ponendo la Provincia di Arezzo su posizioni di eccellenza sia a livello regionale sia a livello nazionale. Più di 200 sono le convenzioni attive già stipulate nell'anno in corso e che hanno previsto l'inserimento lavorativo di molti disabili. "Siamo particolarmente felici di poter annunciare questo risultato - commenta l'Assessore provinciale Alessandra Dori - che rappresenta un giusto riconoscimento della serietà del lavoro fin qua condotto e una buona notizia per quelle imprese sensibili, e sono molte nella nostra provincia, che attivamente si fanno carico di assumere in periodi economici congiunturali non così favorevoli i cittadini più svantaggiati". L'Amministrazione Provinciale comunica inoltre che dal primo gennaio le imprese con più di 15 dipendenti che sono obbligate al rispetto della norma relativa all'assunzione dei disabili sono tenute ad inviare la comunicazione, sul prospetto informativo di cui all'art. 9 della legge 68/99, preferibilmente per via telematica collegandosi al sito della Provincia. (gennaio 2007)
3. PROVINCIA E COMUNE DI AREZZO LANCIANO "ASPETTANDO ITALIA WAVE" 

Al via anche quest'anno il concorso rivolto alle scuole della provincia di Arezzo denominato "Aspettando Italia Wave - Provincia e Comune di Arezzo". E' dedicato ai giovani gruppi musicali che hanno tra i loro componenti iscritti alle scuole medie e superiori. "Non poteva mancare il sostegno dell'Amministrazione comunale a questa iniziativa - dichiara l'Assessore alle Politiche Giovanili del Comune Lucia de Robertis - perché è importante offrire ai giovani anche questa opportunità. E' il primo anno che ci viene chiesta la partecipazione a questo progetto e abbiamo aderito volentieri perché riteniamo giusto andare incontro all' aspirazione di giovani band che aspirano a suonare e a far conoscere la loro musica da un palco importante, ovunque esso sia". Le iscrizioni si chiuderanno il 15 febbraio ed il gruppo vincitore di queste selezioni avrà l'opportunità di esibirsi durante la prima edizione di Italia Wave Love Festival che si svolgerà dal 17 al 22 luglio 2007 a Campi Bisenzio. E' già il quarto anno invece che la Provincia sostiene questa opportunità formativa rivolta a tutti i ragazzi aretini dai 14 ai 19 anni che hanno voglia di trasformare la loro passione per la musica in qualcosa di più concreto. "Questa iniziativa - ricorda l'assessore provinciale Alessandra Dori - rappresenta uno spazio ed un'occasione importante per giocare con la musica. I giovani vi partecipano volentieri e tutti gli anni sono sempre tantissime le adesioni provenienti da tutta la provincia. E' un patrimonio di entusiasmo e di idee da valorizzare a prescindere dalla denominazione: prima era Arezzo Wave e adesso è Italia Wave". Grande sostegno per "Aspettando Italia Wave - Provincia e Comune di Arezzo" è stato dimostrato anche dal Provveditorato agli Studi di Arezzo che si è già attivato per la diffusione del regolamento in tutte le scuole del territorio. "La Fondazione Arezzo Wave - sostiene il Presidente Mauro Valenti - si pone l'obiettivo di creare nuove professionalità nel difficile settore della musica e questa iniziativa è un buon punto di partenza. La selezione del gruppo vincitore avverrà in due fasi: in un primo momento un comitato tecnico ascolterà il materiale dei partecipanti in studio e poi tutti i gruppi si esibiranno dal vivo durante le "selezioni live". Pensiamo anche di allargare questa esperienza coinvolgendo le scuole della regione toscana in un percorso formativo importante per potersi confrontare con se stessi, con un pubblico e con tecnici professionisti che assisteranno le band giovanili durante le esibizioni". (gennaio 2007)
4. LA PROVINCIA ADOTTA IL CODICE ANTI MOBBING 

Un codice di condotta per la tutela dei lavoratori dai comportamenti e dalle situazioni di mobbing. A dotarsene è la Provincia di Arezzo, tra i primi enti in Italia ad adottare un provvedimento di questo genere che l'Assessore alle risorse umane Gabriella Cecchi presenta con legittimo orgoglio. "Il mobbing - spiega l'Assessore Cecchi - è un insieme di comportamenti finalizzati a vessare un lavoratore in maniera sistematica, a discriminarlo, ad emarginarlo, ad intralciare le sue azioni di legittima tutela, a renderlo sempre meno credibile agli occhi dei colleghi e sempre più isolato. Gli esperti ci dicono che il mobbing è penetrato e sta aumentando anche nella pubblica amministrazione, probabilmente alimentato dalla crescente precarizzazione dei rapporti di lavoro. Non è un caso dunque che i più recenti contratti per le categorie del pubblico impiego abbiano previsto la costituzione, in ciascun ente, dei Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, per lo studio delle situazioni di disagio lavorativo, per prevenire i comportamenti mobbizzanti e per tutelare i lavoratori in difficoltà. La Provincia di Arezzo ha costituito il suo comitato nel novembre 2004, composto da tre rappresentanti sindacali e tre rappresentanti dell'Ente. Il comitato, tra le altre cose, ha ritenuto utile la redazione di un codice di condotta, per spiegare ai dipendenti cosa è il mobbing, come si riconosce e si previene e soprattutto con quali strumenti il lavoratore può essere concretamente tutelato. La Giunta provinciale - prosegue l'Assessore - ha recepito il codice assumendo impegni importanti, in particolare all'articolo 8 che descrive le procedure e le modalità per la tutela dei soggetti colpiti da situazioni di grave disagio lavorativo. E' dunque un intervento a tutela della dignità umana e professionale sul luogo di lavoro, in attesa di una legge nazionale che stabilisca finalmente, in modo compiuto, la natura del mobbing e le necessarie azioni di prevenzione, difesa e risarcimento". Il codice prevede una serie di iniziative concrete quali la sensibilizzazione dei lavoratori, ai quali sarà distribuito nei prossimi giorni, la tutela di quelli eventualmente colpiti da mobbing, mettendo a disposizione un gruppo di consulenti del quale faranno parte un medico del lavoro, uno psicologo e un avvocato esperto in diritto del lavoro, e corsi di formazione sul mobbing e sul disagio lavorativo che avranno inizio nel 2007 e saranno aperti non soltanto ai dirigenti e funzionari dell'ente, ma anche a quelli degli uffici del personale di altri enti pubblici e di aziende private. "Intendiamo inoltre promuovere e sostenere l'istituzione di uno sportello anti-mobbing a tutela della generalità dei lavoratori, pubblici e privati" conclude l'Assessore provinciale alle risorse umane Gabriella Cecchi. (gennaio 2007)
5. FINO AL 13 MARZO, OLIOGUSTANDO 2007

Torna "Oliogustando", formula di comprovato successo che vede numerosi ristoranti della provincia aretina impegnati a valorizzare quella preziosa risorsa del territorio che è l'olio extravergine d'oliva. La manifestazione - promossa da Strada del Vino Terre di Arezzo con Provincia e Camera di Commercio, in collaborazione con le associazioni di categoria - ha preso il via lo scorso 10 gennaio e si concluderà il prossimo 13 marzo: sedici in tutto gli appuntamenti in ristoranti e osterie, per degustare piatti della tradizione capaci di far risaltare le caratteristiche organolettiche dell'olio, in abbinamento a vini aretini, il tutto ad un prezzo finale che non supera i 27 euro. Sarà sempre l'olio aretino il vero protagonista della rassegna gastronomica: le varietà degli oli, gli abbinamenti, l'utilizzo in cucina e altre informazioni e piccoli segreti saranno scoperti in compagnia di esperti AICOO, presenti durante tutte le serate. Riportiamo qui di seguito gli appuntamenti in programma dal 25 gennaio in avanti: 25 GENNAIO - OSTERIA ANTICA FONTE - Arezzo 30 GENNAIO - OSTERIA DELL'OCA SATOLLA - Vitereta, Laterina 1 FEBBRAIO - OSTERIA COSTACHIARA - Ville, Terranuova Bracciolini 6 FEBBRAIO - RISTORANTE LA FERRIERA - Loro Ciuffenna 8 FEBBRAIO - RISTORANTE TONINO - Cortona 16 FEBBRAIO - RISTORANTE AGRISALOTTO - S. Caterina di Cortona 20 FEBBRAIO - RISTORANTE IL GOCCINO - Lucignano 23 FEBBRAIO - RISTORANTE L'ARCHETTO - Civitella in Val di Chiana 28 FEBBRAIO - RISTORANTE BELVEDERE - Monte San Savino 1 MARZO - RISTORANTE L'OCANDA - Arezzo 13 MARZO - HOSTARIA LA BUCACCIA - Cortona.  Il programma completo di Oliogustando è disponibile sul sito della Provincia di Arezzo all'indirizzo http://www.provincia.arezzo.it/documenti_vetrina/doc_pdf/Olio_gustando_2007.pdf (gennaio 2007)
6. SEMINARIO SULLA VOCE CON CLAUDIA BOMBARDELLA
A Terranuova Bracciolini, il 3 e 4 febbraio e il 17 e 18 marzo

Si terrà presso l'Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (in provincia di Arezzo - via Vittorio Veneto 19) il 3 e 4 febbraio (primo livello) e il 17 e 18 marzo 2007 (secondo livello) un seminario sulla voce condotto da Claudia Bombardella.

Il seminario è rivolto a tutti quelli che sono interessati a scoprire, ricercare e sviluppare le potenzialità della propria voce, della sua unicità e al tempo stesso duttilità in quanto mezzo espressivo e comunicativo più immediato. Non sono richieste particolari capacità, se non curiosità e amore per la ricerca. Il lavoro, anche quando viene svolto in gruppo, è essenzialmente un percorso interiore più che estetico, nel quale coesistono e si stimolano vicendevolmente livelli diversi.

Nel corso del seminario vengono affrontati argomenti che coinvolgono il livello fisico, emotivo e mentale, attraverso esercizi e stimoli che ci mettono in contatto profondo con "quello che c'è", possibilmente senza giudizio, sviluppando le capacità auditive, di percezione e di osservazione pura ai fini di una espressività più "naturale" e vera. L'obiettivo è quello di entrare in contatto profondo con il "proprio" suono, attraverso:

- Ascolto del corpo vibrante, delle parti risonanti, dei punti di appoggio.
- Esplorazione della cavità orale e dei suoi collegamenti con il resto del corpo.
- Il suono nello spazio, risonanza interna ed esterna, sviluppo delle qualità timbriche.
- Studio, osservazione e analisi di strutture musicali semplici quali la melodia, dalle estrazioni più varie (preghiere, canti popolari, melodie sacre, melodie profane...). - Senso della frase, il suo respiro, il suo contesto storico/geografico, sperimentazione creativa a servizio della melodia o delle proprie esigenze espressive.
- Analisi di un contesto armonico/ritmico, presa di coscienza di ciò che avviene nell'incontro di due o più suoni sia da un punto di vista dello spazio che da un punto di vista delle risonanze interiori (emotive e culturali), e quindi delle eventuali differenze o similitudini fra culture diverse.

Il seminario si svolgerà nelle date indicate dalle ore 10,30 alle ore 13,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,30 (l'orario potrà subire delle leggere modifiche). Il costo di ciascun seminario per persona è di 100 euro. Il seminario verrà svolto solo se verrà raggiunto un numero sufficiente di iscrizioni. In ogni caso, ad ogni seminario non saranno ammesse più di 12 persone. Info sulla docente Claudia Bombardella sono disponibili sul sito di Suoni e Armonie  http://www.suoniearmonie.it Terranuova Bracciolini (Arezzo) è a 20 minuti da Firenze: per chi viene in auto, si trova a 5 minuti dall'uscita autostrada Valdarno. Per coloro che volessero raggiungere Terranuova in treno, sarà disponibile un servizio auto dalla stazione di Montevarchi. Info e prenotazioni: Stefania 349.8630663 - info@suoniearmonie.it  - info@susybellucci.com (gennaio 2007)
7. GAIA, QUANDO L'AIUTO HA QUATTRO ZAMPE 
Un gruppo di aiuto interdisciplinare con animali
presieduto dalla dr. Francesca Mattesini

La storia di G.A.I.A. inizia ad Arezzo nel 2004 ed è principalmente una storia di persone, di progetti, desideri e sacrifici di quanti hanno creduto e credono in quello che stanno facendo. L'associazione - presieduta dalla dr. Francesca Mattesini - è composta da personalità umanamente e professionalmente diverse tra di loro, ma unite da uno spirito e un obiettivo comune: "l'handicap non deve emarginare nessuno facendolo sentire un estraneo".

"Noi tutti che lavoriamo nell'associazione - si legge nella brochure di presentazione - siamo convinti che la giusta relazione con gli altri e con l'ambiente parta da stimoli positivi che possiamo costruire, ed il rapporto con un amico a quattro zampe può rivelarsi in questo senso un'esperienza di grande valore. Un cane infatti può riuscire ad abbattere quel muro di silenzio dietro al quale persone con handicap psicofisici spesso tendono a nascondersi. Un amico a quattro zampe può riuscire a trasmettere affetto in modo incondizionato accettandoci così come siamo. Se l'essenza stessa della parola amore è "accettare gli altri per ciò che essi sono", un cane ci può insegnare veramente molto!".

Il cane è uno degli animali più adatti a questo tipo di attività/terapia per la sua socialità e capacità di recepire e trasmettere segnali comunicativi agli esseri umani. Nella relazione con l'uomo tutto ciò si traduce in un'estrema disponibilità al rapporto e allo scambio affettivo attraverso il linguaggio non verbale. La facilità di comunicare emozioni e di inviare stimolazioni sensoriali reciproche costituisce per molti soggetti, inibiti proprio in quel tipo di scambio, un grosso veicolo di facilitazione alla espressione delle proprie emozioni.

L'associazione G.A.I.A. si propone dunque, nell'aiutare persone in difficoltà o diversamente abili, di farle uscire dal buio e dall'isolamento che spesso la loro condizione fisica o/e psichica comporta. Il gruppo G.A.I.A. quindi, si propone di realizzare programmi di attività e terapie assistite per persone portatrici di handicap (fisici e/o mentali) o per altri soggetti, come anziani e bambini, avvalendosi dell'ausilio di animali (e in particolar modo del cane), per assicurare benessere e migliore qualità di vita.

Di G.A.I.A. fanno parte figure diverse: lo psicologo, il veterinario, l'educatore e l'operatore cinofilo, che "pensano insieme" i tipi di intervento che dovranno essere somministrati, in "setting" non dannosi per la salute ed esenti da rischi sia per pazienti, sia per i terapeuti che per il cane.

Le attività assistite con animali (AAA) condotte da G.A.I.A. sono costituite da interventi di tipo ricreativo, che hanno come obiettivo quello di offrire agli utenti stimoli positivi, creando momenti di svago e socializzazione. Vi sono poi le terapie assistite con animali (TAA), svolte con obiettivi specifici e predefiniti, in cui cani che rispondono a determinati requisiti, adeguatamente preparati, diventano parte integrante e motivante di un programma terapeutico progettato dall'equipe multidisciplinare ed eseguito da un operatore professionista con esperienza specifica nel campo. In questo modo il terapeuta "istituzionale" può avvalersi di un valido strumento per integrare il proprio intervento terapeutico per raggiungere gli obiettivi predefiniti.

Ma il campo di azione di G.A.I.A. si estende anche all'educazione assistita con animali (EAA), una forma di educazione mediata dall'animale, di tipo prettamente ludico, costituita da incontri che coinvolgono cani appositamente preparati in contesti educativo-formativi. Per il bambino l'animale riveste un ruolo affettivo notevole grazie alla sua capacità relazionale, che permette un continuo scambio emozionale con il bambino. Inoltre, con l'animale i bambini istaurano un rapporto mimico e gestuale, riscoprendo la capacità non verbale di comunicazione e affinando la propria sensibilità e ricettività ai segnali esterni di piacere e di stress del proprio compagno di giochi; questi segnali rappresentano fattori fondamentali anche nella vita sociale, tra coetanei e adulti, quindi necessari per una strutturazione equilibrata della personalità.

G.A.I.A. interviene nella selezione e preparazione dei cani utilizzati nelle varie attività, nella predisposizione del setting (e cioè di tutto quanto è necessario all'attività) e dei protocolli personalizzati per ciascun paziente/utente secondo precisi parametri scientifici. I membri dell'Associazione G.A.I.A. hanno partecipato a Roma al "Percorso Formativo di Pet Therapy" organizzato dall' A.N.U.C.S.S Onlus (Associazione Nazionale Utilizzo del Cane per Scopi Sociali), in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato - Agenzia Ecologica e Forestale, conseguendo numerose specializzazioni. Molte sono già le attività che G.A.I.A. ha progettato e realizzato presso scuole, centri per anziani e portatori di handicap del territorio aretino. Soci fondatori di G.A.I.A. sono le ddr. Francesca Mattesini, Maria Elena Bisconti e Ilaria Caremani, insieme con il dr. Paolo Omizzolo.

Info: Associazione G.A.I.A. - Via Leonida Martini, 24 - 52100 Arezzo - Presidente dr. Francesca Mattesini 392.1345900 - gaiaassociazione@yahoo.it (gennaio 2007)
8. IO VIAGGIO EQUO E SOLIDALE
Una mostra interattiva sul commercio equo, fino al 15.2

Un percorso animato per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, in compagnia di Nerone Pallone, Ivana Banana e Tato Cioccolato, per comprendere in modo divertente cos'è il commercio equo e solidale: questo è "Io viaggio equo e solidale", la mostra promossa da Ucodep e visitabile ad Arezzo fino al prossimo 15 febbraio presso la Sala Sant'Ignazio (via Carducci 7) e presso Palazzo Chianini Vincenzi (via Casalpino 15). Si tratta della ricostruzione di un percorso di viaggio in Ghana, Ecuador e Pakistan, che permette agli alunni di elementari e medie di scoprire l'origine di tre prodotti "tipici" del commercio equo e solidale: cacao, banane e palloni. I "viaggiatori" vengono guidati nel percorso da animatori esperti e da scenografie, video, animazioni, suoni e odori di tre paesi e tre continenti diversi, per conoscere quelle realtà, le difficoltà e i problemi di chi ci vive e ci lavora, ma anche in che modo - concretamente - è possibile sostenere attraverso un acquisto consapevole nuove possibilità di sviluppo ed emancipazione per quei popoli e quelle terre. "Io viaggio equo e solidale" si avvale della collaborazione di CIES (Centro Informazione Educazione allo Sviluppo), Fairtrade Transfair Italia e del co-finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e COOP. Dopo Arezzo, la mostra - che è stata inaugurata lo scorso ottobre a Roma - sarà a Padova, presso Palazzo della Ragione, dal 5 al 30 marzo.

Nei locali che ospitano la mostra "Io viaggio equo e solidale" ad Arezzo è allestito anche uno spazio espositivo gratuito aperto a tutti i cittadini con mostre fotografiche, proiezioni di video, libri e altri materiali sul commercio equo e solidale. Sarà anche possibile acquistare direttamente i prodotti equo-solidali della Cooperativa Wipala. In concomitanza con "Io viaggio equo e solidale", presso Coffee O'clock (Corso Italia 184, Arezzo) è visibile la mostra fotografica "Viaggio nei luoghi del Café Jamao" (foto di Michele Borzoni e Demostenes Uscamayta Ayvar), organizzata dal Centro Culturale ArtCamera in collaborazione con Coffee O'clock e Ucodep, a cura di Rita Carioti.

"Io viaggio equo e solidale" - Ingresso 3 euro - Ore 9/13 - Apertura speciale domenica 4 febbraio - Info: www.ucodep.org / Areta  Sobieraj - tel. 0575.902488 - areta.sobieraj@ucodep.org (gennaio 2007)
9. AREZZO E CAGLIARI, GEMELLAGGIO SALUTARE

Continua la collaborazione fra le Province di Cagliari e Arezzo per lo scambio di buone pratiche sulle politiche integrate di salute. L'assessore alle politiche sociali e vicepresidente della Provincia di Arezzo Mirella Ricci è stata nei giorni scorso a Cagliari per partecipare alla giornata di studio su "Pianificazione unitaria sociosanitaria in provincia di Cagliari, riflessioni ed esperienze a confronto". La Provincia di Arezzo presenta in Sardegna la propria esperienza e le metodologie di lavoro adottate per creare integrazione fra sanitario e sociale. "Due mondi diversi - spiega l'Assessore Ricci - che sono la faccia di una stessa medaglia. Alle Province è assegnato un ruolo centrale nella messa a punto degli indirizzi politici regionali con interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale. La finalità generale è quella della promozione della salute intesa come stato di benessere degli individui e della collettività", conclude Mirella Ricci. (gennaio 2007)

10. CERCASI GIOVANI ARTISTI
Per la Biennale di Alessandria d'Egitto

Provincia di Arezzo e Arci selezioneranno le opere di tre giovani artisti che avranno la possibilità di partecipare alla XIII edizione della Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo, in programma ad Alessandria d'Egitto dal 25 ottobre al 4 novembre 2007. La Biennale rappresenta la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile. Durante i dieci giorni della manifestazione, Alessandria d'Egitto riceverà più di mille artisti di 48 paesi, appartenenti a tutta l'Unione Europea, alla Riva Sud del Mediterraneo, al Medio Oriente e alla zona dei Balcani: le loro creazioni saranno esposte negli gli spazi pubblici della città, che diventerà il luogo di incontro e di dialogo interculturale. La Biennale propone un'idea di Europa e di Mediterraneo strettamente connessi, per unire i paesi che si affacciano su questo mare in un continuo lavoro comune sui temi della cultura e dell'arte.

La selezione di Provincia di Arezzo e Arci riguarda due giovani artisti per l'area "Arti Visive" (fotografia, pittura, performances, video-art, fumetto, cyberart) e un artista per l'area "Narrazione" (narrativa, poesia, poesia sonora). Verranno inoltre raccolte le domande di partecipazione alle selezioni nazionali per le aree "Musica", "Spettacolo", "Gastronomia". Possono partecipare alla selezione tutti i giovani fino a 30 anni (nati cioè a partire dal 1 gennaio 1976), studenti o lavoratori, residenti e/o domiciliati nel territorio della provincia di Arezzo. Per le produzioni di spettacolo il limite è elevato a 35 anni (nati a partire dal 1 gennaio 1971). Per quanto concerne l'età dei componenti dei gruppi, almeno il 50 per cento non deve superare i 30 anni. Le Commissioni riterranno titolo preferenziale per la selezione di produzioni teatrali la presentazione di spettacoli tratti da testi scritti da autori under 35. Non sono ammessi artisti vincitori di precedenti edizioni della Biennale con produzioni riguardanti la medesima disciplina.

Il bando completo per la selezione può essere richiesto a: Lorenza Caon - Servizio Politiche Sociali e Giovanili della Provincia di Arezzo - via Monte Falco 49/55 - 52100 Arezzo - tel 0575.3998204 - fax 0575.3998226 - lcaon@provincia.arezzo.it (gennaio 2007)

11. AFFAMARSI PER IL SUCCESSO
Il pericoloso mondo dei disturbi alimentari
Incontro a Stia sabato 3 febbraio 2007

La sezione Casentino della F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne, Arti, Professioni e Affari - International Federation of Business and Professional Women) promuove per sabato 3 febbraio 2007 alle ore 17, presso il Palagio Fiorentino di Stia (Arezzo), un incontro con la Dott.ssa Alessandra Pennacchioni (resp. dell'Unità Funzionale Salute Mentale Zona Casentino e resp. del Centro per la diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare della ASL 8) dal titolo "Affamarsi per il successo. Il pericoloso mondo dei disturbi alimentari". Parteciperà all'iniziativa l'Associazione ONLUS " L'Equilibrista" di Arezzo. La Presidente della sezione Casentino della F.I.D.A.P.A. Paola Bartolucci porterà un saluto a tutti i partecipanti. Coordinerà l'incontro - che si avvale del patrocinio del Comune di Stia - la socia dott.ssa Anna Franca Rinaldelli. Info: annafrancarinaldelli@yahoo.it (gennaio 2007)

DONNE AD AREZZO

OGNI VITA MERITA UN ROMANZO
Storie in pillole di immigrate coraggiose
di Anna Franca Rinaldelli

1. L'ingratitudine e la volgarità. Storia di Franciska*
Ci incontrammo con Franciska una domenica pomeriggio a casa di mia zia, in un piccolo paese del nostro piccolo Casentino. Ci avevo accompagnato una sua connazionale, Ana, venuta in Italia da poche settimane per assistere un'anziana signora. Franciska, ormai da tre anni in Italia, fungeva da guida esperta e da consigliera di Ana. Provenivano entrambe dalla stessa città, ma si conoscevano poco. Quello che realmente le legava era la fortissima amicizia, iniziata sui banchi di scuola, tra le loro due figlie ormai ventenni. Franciska ed Ana parlano volentieri la loro lingua e, pur mostrando grande nostalgia per il loro paese, sanno di dover tenere duro per poter riuscire nella loro impresa di madri combattive e coraggiose. Dopo i primi saluti e convenevoli spuntarono i primi lucciconi negli occhi di Franciska, e ben presto si trasformarono in un pianto silenzioso e disperato. Io, Ana e la mia vecchia ma lucida zia restammo di stucco. Conoscevamo Franciska da tre anni, ed era sempre apparsa ai nostri occhi una donna forte, che se l'era cavata sempre, anche in circostanze molto difficili. Dopo pochi mesi dal suo arrivo in Italia, fece fronte con dolore, ma dignitosamente, alla gravissima malattia di una delle sorelle, che in procinto di morire volle tornare in Romania. Franciska non ebbe nemmeno il conforto di accompagnarla nel suo ultimo viaggio, perché la sua partenza dall'Italia avrebbe sicuramente significato l'impossibilità di tornare, e questo avrebbe compromesso fortemente la sua vita, soprattutto sotto il profilo economico. In effetti, lei era venuta in Italia unicamente per motivi di lavoro e con un obiettivo ben preciso, consentire ai figli di continuare gli studi dopo il liceo, e ci stava riuscendo! Lo stesso motivo aveva condotto qui Ana, che aveva lasciato a casa il marito e un figlio, mentre la figlia, amica della figlia di Franciska, era partita da pochi mesi per un altro paese straniero, inseguendo un sogno e un amore.

Aspettammo che Franciska si calmasse senza interferire, perché ci spiegasse perché piangeva in quel modo. Sapevamo che con la "sua signora" aveva legato un buon rapporto, quasi di sorellanza, quindi non capivamo che cosa le potesse essere successo. Con molta paura e titubanza, Franciska ci spiegò che quasi quotidianamente subiva in silenzio gli insulti di un familiare dell'anziana donna: "Vergogna, venite in Italia e ci rubate il lavoro, prendete i nostri soldi e poi... Io, se fossi al governo, non farei entrare nessuno, tutti al mare...". Questo era il ritornello a cui Franciska veniva sistematicamente e metodicamente sottoposta. La sua posizione di debolezza non le consentiva di reagire, dunque non le rimaneva che soffrire in silenzio: quello scoppio si pianto e di rabbia era stato l'unico sfogo che si era potuta concedere, attanagliata tuttavia dalla paura che qualcosa potesse trapelare. Cercai di far sentire a Franciska tutto il mio appoggio, e la mia disapprovazione per l'incivile comportamento del parente razzista della compaesana. Mia zia, quasi novantenne, fece altrettanto!

2. "Tutto il mondo è paese", ma le persone non sono tutte uguali. Storia di Ana*
Ana è arrivata in Italia da poco, è una lavoratrice competente e infaticabile, è piuttosto giovane ma incredibilmente forte e matura. La sua situazione non è semplice, e le sue difficoltà, almeno per una volta, non dipendono da noi. Infatti, è ben integrata e rispettata, trattata con affetto, nella famiglia che le dà lavoro. Oltre alla struggente nostalgia dei figli, rimasti con il marito in Romania, deve fare i conti con un'altra collaboratrice domestica della stessa famiglia, anch'ella rumena che, forse per insicurezza, forse per cattivo carattere, tende a schiavizzarla e a relegarla in un ruolo subalterno. Una specie di nonnismo tra poveri: lo stesso fenomeno l'ho incontrato tanto tempo fa, nei vecchi ospedali psichiatrici, da parte delle infermiere più anziane nei confronti delle colleghe più giovani e inesperte.

Ana è abituata alla durezza della vita: ha dovuto arrangiarsi fin da piccola a procurarsi il necessario per crescere e andare avanti, e alcuni anni fa, quando sembrava che le cose si fossero in qualche modo sistemate, sia lei che il marito persero il lavoro in una grande fabbrica rumena, insieme a centinaia di altre colleghe e colleghi. Ora Ana racconta tutta contenta che il marito ha trovato un altro lavoro, dove a fronte di otto ore giornaliere riceve una paga mensile di duecentocinquanta euro!

Ma Ana tiene duro perché ha bisogno di lavorare, perché vuole che i figli studino, perché è buona, perché è intelligente e infine perché non vuole inveire più di tanto sulla connazionale immatura. Per il momento ci riesce. Conoscendola, sono certa che non rinuncerebbe mai alla sua dignità personale: lei possiede una sorta di libertà interiore, costruita nel tempo, che la rende forte e invulnerabile agli ingiusti attacchi dell'altra rumena, dettati da una deprecabile gelosia e dal timore forse di non essere più la "prima donna". Questo per Ana non costituisce un valore, ed è forse questo che la rende forte. Sono felice di averla incontrata nel mio percorso di vita, e continuiamo anche oggi a coltivare la nostra preziosa e impagabile amicizia.

Epilogo
Ho una cara amica che si è sempre occupata di donne immigrate. Si chiama Luisa Gialli e ha creato insieme ad altre donne in gamba, aretine e immigrate da vari paesi, una nota e preziosa associazione, "Donne insieme". Ebbene, quest'amica da oltre un ventennio sostiene che le donne che arrivano in Italia vengono perlopiù per lavorare onestamente, e poi ci sono quelle che, per un motivo o per un altro, spesso perché vittime della tratta, esercitano la prostituzione. Luisa come me pensa che, sia pure nella diversità, tutte siano PERSONE alle quali è dovuto rispetto. Aggiungo che il nostro "vecchio paese", che sembra avere perduto la spinta generativa (nel senso letterale: non nascono più bambini!), ha un debito di gratitudine, ancora da pagare, nei confronti di chi risolve al posto nostro il problema dei lavori faticosi che non possiamo o non vogliamo più fare, come l'aiuto domestico, la cura degli anziani... Queste persone costituiscono anche una preziosa risorsa economica per le nostre casse previdenziali! Abbiamo da poco celebrato la giornata mondiale contro la violenza alle donne, e lo abbiamo fatto con intelligenza, fantasia e convinzione di voler cambiare le cose, magari insieme ai "veri uomini". Rifiutare queste donne, avere pregiudizi, riserve, o peggio ancora, opporsi a un civile e necessario flusso migratorio di donne e di uomini che si muovono spinti dalla necessità e dalla fame, non ci fa onore: è anche questa una deprecabile forma di violenza, tanto più grave se perpetrata da donne su altre donne.
(di Anna Franca Rinaldelli annafrancarinaldelli@yahoo.it - gennaio 2007 - *I veri nomi delle protagoniste di queste storie sono stati sostituiti, per impedirne l'identificazione)

ITALIA

1. FINANZIARIA 2007: LE MISURE PER LA FAMIGLIA E LE DONNE

(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - La legge finanziaria 2007 contiene una serie di misure volte ad aumentare l'equità sociale e la protezione degli strati sociali più deboli. Eccone alcune: - Fondo nazionale per le politiche sociali: il Fondo è il principale strumento di finanziamento delle politiche sociali italiane e va a finanziare un sistema articolato di Piani Sociali Regionali e Piani Sociali di Zona, che descrivono, per ciascun territorio, una rete integrata di servizi alla persona rivolti all'inclusione dei soggetti in difficoltà, o comunque all'innalzamento del livello di qualità della vita. La somma stanziata per il Fondo è di 800 milioni di euro per il 2007, 1.635 milioni di euro per il 2008 e 1.645 milioni di euro e 1378 milioni di euro per il 2009; Fondo per le non autosufficienze: - il Fondo per le non autosufficienze è stato istituito con l'obiettivo di incrementare il sistema di protezione sociale e di cura per le persone non autosufficienti. La somma stanziata è di 100 milioni di euro per l'anno 2007 e 200 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi, 2008 e 2009; Fondo per le politiche per l'inclusione sociale degli immigrati: - il fondo è istituito con l'obiettivo di affrontare situazioni di degrado sociale ed abitativo, con particolare riguardo alle condizioni dei migranti e dei loro familiari. È altresì finalizzato alla realizzazione di un piano per l'accoglienza degli alunni stranieri, anche per favorire il rapporto scuola famiglia, mediante l'utilizzo per fini non didattici di apposite figure professionali madrelingua quali i mediatori culturali. La somma stanziata è di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009; Piano Asili nido - le risorse previste nella legge finanziaria finanzieranno un piano straordinario per i servizi socio-educativi e in particolare un sistema integrato di asili nido, con l'obiettivo di raggiungere entro il 2010 l'obiettivo fissato dal Consiglio Europeo di Lisbona di raggiungere il 33 per cento della copertura territoriale. La somma stanziata è di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009; Fondo nazionale per le comunità giovanili: - il Fondo persegue la finalità di favorire le attività dei giovani in materia di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno delle tossicodipendenze. La somma stanziata è di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009; Reddito minimo di inserimento: - il Reddito Minimo d'Inserimento è una misura di contrasto della povertà e dell'esclusione sociale introdotta, in via sperimentale, con l'obiettivo di favorire il sostegno economico e sociale delle persone esposte a rischio di marginalità sociale ed impossibilitate a provvedere per cause psichiche, fisiche e sociali al mantenimento proprio e dei figli. È prevista per i Comuni una proroga nell'utilizzo delle risorse disponibili, fino al 30 giugno prossimo; Abbattimento barriere architettoniche negli esercizi commerciali: - il fondo è istituito per incentivare l'abbattimento delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali. La somma stanziata è di 5 milioni di euro per l'anno 2007. Fondo per le politiche relative ai diritti e le pari opportunità: - la finanziaria 2007 ha incrementato il fondo di 40 milioni di euro. Info: www.governo.it

2. BINDI: A FINE MESE AUMENTI PER I DIPENDENTI
SOTTO FORMA DI DETRAZIONI O ASSEGNI FAMILIARI

(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - La ministra per le politiche della famiglia Rosy Bindi ha annunciato che entro gennaio, il 90% dei lavoratori dipendenti riceverà in busta paga i benefici della finanziaria sotto forma di detrazioni fiscali o assegni familiari. "Si tratta di interventi concreti a favore della famiglia, dei giovani che vogliono mettere al mondo dei figli e degli anziani non autosufficienti, per i quali è stato istituito un fondo". Bindi ha sottolineato che per attuare le misure della finanziaria sono al lavoro dei gruppi che lavorano con la Conferenza Stato-Regioni per la qualificazione delle assistenti familiari, per l'ampliamento del numero dei posti asili nido (90mila in tre anni, soprattutto al sud), per gli incentivi per il lavoro femminile. Sui programmi di conciliazione, "poco conosciuti", ha detto, ci sono risorse inutilizzate e su questo "ci stiamo organizzando".

3. COMUNE DI VENEZIA, CAMPAGNA CONTRO OMOFOBIA NELLE SCUOLE

(da Dwpress - Numero 8 del 16 gennaio 2007) Venezia - Il Comune di Venezia, tramite l'Osservatorio LGBT e l'Assessorato alle politiche giovanili, con il patrocinio del Consiglio d'Europa, ha lanciato la campagna "Tutti diversi, tutti uguali" contro l'omofobia. L'iniziativa prevede l'affissione di 480 manifesti nel centro della città, che verranno rinnovati ogni trenta giorni per quattro mesi. Sono stati coinvolti nel progetto i ragazzi della classe IV C dell'istituto Tommaseo, che hanno realizzato le frasi diventate poi messaggi fotografici da uno studio grafico, mentre gli alunni del Benedetti, monitoreranno l'andamento della campagna, documentando le reazioni dei cittadini. "Il dramma su cui tutti dovrebbero meditare - ha spiegato il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari - è la constatazione che questi problemi, decisivi per la crescita e la maturazione di ognuno, sono affrontati sempre peggio. Dobbiamo riflettere, chiedendoci perchè, malgrado i nostri sforzi, sul tema dell'uguaglianza e delle differenze la situazione si fa sempre più grave. L'unica possibilità di invertire la tendenza - ha concluso - è puntare su una reazione consapevole da parte delle scuole, unico grande strumento di massa e centro di resistenza per perseguire l'interesse pubblico".

4. COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO: SI'
ALLA LIBERTA' DI SCELTA SUL DOPPIO COGNOME
(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - La Commissione Giustizia del Senato ha approvato un emendamento del presidente Cesare Salvi che permetterà libera scelta nel dare il cognome ai propri figli. I genitori, tramite dichiarazione revocabile al momento del matrimonio, oppure al momento della nascita del primo figlio, potranno così decidere se dare ai figli il cognome paterno o materno. Nel caso di mancato accordo tra i genitori, ovvero in caso di morte, irreperibilità, o incapacità di entrambi, sono dati al figlio i cognomi di entrambi i genitori in ordine alfabetico, limitatamente al primo cognome di ciascuno. Ai figli comuni successivi è attribuito lo stesso cognome del primogenito. Il figlio, a cui sia assegnato il cognome di entrambi i genitori può trasmetterne a sua volta al proprio figlio soltanto uno a sua scelta.Con questa decisione, la ministra della Famiglia Rosy Bindi, non ha ottenuto il doppio cognome obbligatorio, che avrebbe significato un'effettiva equiparazione di diritti fra uomini e donne.

5. COMUNE DI ROMA: IN ATTIVITA' LA PRIMA
CONSIGLIERA STRANIERA ELETTA A DICEMBRE
(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Roma - Tra i 4 consiglieri nominati il 10 dicembre in rappresentanza degli extracomunitari domiciliati nella Capitale, l'ucraina Tetyana Kuzyk, 35 anni, è la sola donna ad essere stata eletta. Traduttrice, ex caporedattrice di un giornale per gli ucraini, responsabile di un'agenzia di servizi e consulenza sull'immigrazione, presidente dell'associazione delle donne ucraine in Italia, ha in programma dare voce alle persone incontrate nei mesi di campagna elettorale, una maggiore difesa dei diritti di colf e assistenti familiari, con l'obiettivo di riconoscere loro diritti e doveri. Infine, ha in mente l'attuazione di un network di doposcuola per gli adolescenti stranieri da attivare nei Municipi.

6. REGIONE LAZIO: NUMERO VERDE PER NEOMAMME
(da Dwpress - Numero 4 dell'11 gennaio 2007) Roma - 800 912 451: è il numero verde dello sportello telefonico, aperto dalle 10 alle 13, uno spazio di ascolto nel quale trovare accoglienza e supporto, per dare sostegno emotivo a tutte le donne che vivono la gravidanza e i primi mesi di vita del bambino. Creato dalla Cooperativa Sociale Pandora a.r.l. Onlus di Roma con il patrocinio e il contributo dell'Assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio, lo sportello sarà contattabile dal lunedì al venerdì; rispondono volontarie appositamente formate che per la gestione di problemi pratici possono avvalersi dell'aiuto di una equipe di esperti. Info: www.regione.lazio.it

7. ELETTE 15 BAMBINE NEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DI NOLA
(da Dwpress - Numero 4 dell'11 gennaio 2007) Napoli - Le scuole medie ed elementari di Nola (Napoli) hanno eletto ben 15 "donne" per il Consiglio comunale dei ragazzi, tra i 30 che siederanno tra i banchi della Pubblica assise. Dei dieci rappresentanti delle cinque scuole elementari del territorio, la maggioranza assoluta sono piccole donne: tutta al femminile la rappresentanza consiliare della scuola elementare "Tommaso Vitale": sono Sara Sautariello, Maddalena Sannino, Rossella Foglia, e Alessandra Carbone. Una eletta anche alle elementari "Sanseverino", Arianna Della Pietra, "Mameli", Angela Amato, e "Remotti", Virginia Manna. Otto le ragazze scelte nelle quattro scuole medie del territorio: Rossella Napolitano, Cherubina Della Pietra, Alessia Maffucci, Anna Rainone, Maria Brancato, Luigia Parisi, Marianna De Sena e Raffaella Parisi. Il Consiglio è stato nominato a dicembre da circa 3mila votanti, ci sono stati circa 370 candidati (di cui 176 ragazze) con 20 liste, e il prossimo 18 gennaio eleggerà un proprio sindaco. Il Consiglio fa parte del progetto "Legalità" varato dalla Commissione consiliare Pubblica Istruzione che "attraverso l'avvicinamento dei giovani alle istituzioni che regolano la nostra vita - ha sostenuto il direttore Franco Nappi - tende ad inculcare nelle nuove generazioni il rispetto e la comprensione delle regole democratiche".

8. LOMBARDIA E CAMPANIA PRIME IN ITALIA PER IMPRESE AL FEMMINILE
(da Dwpress - Numero 4 dell'11 gennaio 2007) Napoli - Una indagine presentata dalla Camera di Commercio di Milano ha studiato il ruolo delle donne nell'imprenditoria italiana: un'impresa su quattro in Italia oggi è gestita da donne, e cioè un milione e duecentomila imprese su un totale italiano di oltre cinque milioni attive al secondo trimestre 2006, con una crescita del 1,5% in un anno. I dati hanno evidenziato che le imprese femminili sono presenti soprattutto in Lombardia (164.469 imprese, il 13,4% del totale) e in Campania (129.927, 10,6%) e sono attive prevalentemente nei settori del commercio (388.652) e dell'agricoltura (275.343). Le amministratrici delegate, inoltre, sono 2560 (19,5%), con una maggiore concentrazione riscontrata in Piemonte (502, 3,8%). Tra le province, Milano è al primo posto con 68.463 imprese, il 5,6% del totale, seguita poi da Napoli (4,8%) e da Roma (4,7%). L'incidenza delle imprese femminili sul territorio resta più forte nelle province dal centro Italia in giù: Avellino (35,6 %), Frosinone (33,6%), Benevento (33,5%) e Isernia (33%). "Le donne - ha detto Gianna Martinengo, presidente del Comitato per la promozione dell'imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Milano - sono sempre più attive e protagoniste sul mercato del lavoro specie grazie alle loro qualità, ma c'è ancora molto da fare per promuovere la presenza femminile".

9. LIVIA POMODORO, NEOPRESIDENTE TRIBUNALE
DI MILANO: "UNA SOCIETA' UMILIANTE PER LE DONNE"
(da Dwpress - Numero 3 del 10 gennaio 2007) Milano - In occasione della sua prima uscita pubblica nei panni di presidente in pectore del tribunale di Milano, Livia Pomodoro è intervenuta al dibattito ospitato dal Teatro Studio di Milano, organizzato da Casa della Carità e Fondazione Unidea e dedicato ai diritti e alle storie delle donne migranti."Viviamo in una società umiliante e irrispettosa. - ha detto Pomodoro nel suo intervento - E questo è ancora più evidente per l'universo femminile, in particolare per quelle donne che appartengono a una umanità considerata diversa solo perché nata in un altro Paese, in un'altra terra. Anche le norme, pur giuste in linea di principio, nella loro declinazione pratica si rivelano inefficaci. Negli ultimi tempi - commenta Pomodoro che per 13 anni ha guidato il Tribunale dei Minori - ho provato un tale dolore profondo nel sancire queste separazioni che mi era diventato insopportabile", ponendo l'accento su quei casi in cui una donna emigrata clandestina si trova costretta ad abbandonare il proprio bambino con la straziante convinzione che starà meglio senza di lei.
Al dibattito è intervenuta anche l'attrice Lella Costa che ha detto: "Bisognerebbe partire dallo sguardo che il mondo riserva alle donne - ha detto l'attrice - per poter capire la loro sofferenza". La ministra della Famiglia Rosi Bindi, costretta a rinunciare alla sua partecipazione al dibattito per ragioni personali, ha inviato un breve messaggio: "Occorre rompere il muro di solitudine che circonda le donne straniere, ma anche quelle italiane, e su questo segmento di solidarietà si deve costruire una nuova politica sociale. Bisogna superare la legge Bossi-Fini e dare più risorse a interventi sociali verso le fasce più deboli: bambini e migranti".

10. MILANO: IL 5 E 6 MARZO PER LA PROMOZIONE
DELL'IMPRENDITORIA FEMMINILE ITALIANA ALL'ESTERO
(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - L'ICE, in accordo con le linee direttrici 2007 a sostegno delle attività promozionali per l'internazionalizzazione e su indicazione del Ministero del Commercio Internazionale, sta organizzando, con la sponsorizzazione del Comune di Milano, una missione di imprenditrici provenienti dall'area MENA a Milano il prossimo 5-6 marzo 2007. Obiettivo dell'iniziativa è quello di rafforzare e sviluppare l'imprenditoria femminile come strumento strategico nella costruzione di reti commerciali internazionali. Le donne imprenditrici (individuate attraverso la rete degli Uffici ICE all'estero in collaborazione con le locali Ambasciate) proverranno dai seguenti paesi: Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Israele, Libano, Libia, Marocco, Oman, Qatar, Territori Palestinesi, Tunisia, Turchia, Siria, Yemen. I settori economici che verranno promossi sono quelli relativi alle seguenti filiere produttive: agroindustria, tessile e abbigliamento, oreficeria, bio e nanotecnologie, turismo, artigianato, biomedicale, cosmetica, costruzioni e arredamento etc. L'evento verrà articolato in due giornate di lavori che comprenderanno: un convegno istituzionale, cui interverranno imprenditrici italiane e provenienti dai paesi della sponda sud del Mediterraneo e dai paesi del Golfo; una sessione di incontri di lavoro tra imprenditrici italiane e dell'area MENA, che rappresenta un'ottima occasione di scambio e di approccio alla realtà economica mediterranea; una giornata di visita ad alcuni distretti industriali rappresentativi del "Made in Italy" dedicata alle imprenditrici straniere che ne faranno richiesta.
Il programma di massima della missione è il seguente: 5 marzo, Milano: Convegno sulle opportunità di collaborazione industriale e commerciale tra imprenditrici italiane e dell'Area del Mediterraneo, del Medioriente e dei Paesi del Golfo. Il seminario sarà presenziato dalla ministra del Commercio Internazionale Emma Bonino. Nel corso del convegno saranno, inoltre, illustrati gli strumenti pubblici, italiani e comunitari, a sostegno dell'imprenditoria femminile nonché presentati esempi di imprenditrici di successo. Il pomeriggio sarà, invece, dedicato ad una sessione di incontri di lavoro suddivisi per settori economici. 6 marzo, Milano: La seconda giornata dei lavori sarà dedicata alle visite, che ci verranno richieste dalle imprenditrici straniere, presso i distretti industriali più rappresentativi per i settori coinvolti.
La partecipazione all'iniziativa è gratuita. A carico delle ditte italiane saranno le spese di viaggio, vitto e alloggio. A carico degli organizzatori dell'iniziativa saranno le spese generali relative a: interpretariato, allestimento, sale riunioni, buffet durante gli incontri di lavoro e materiale informativo. Le imprese interessate a partecipare dovranno inviare la scheda di adesione in allegato via e-mail a imprenditoriafemminile@ice.it entro e non oltre il 22 gennaio. Info: Serena Marzoli, tel. 06/59926115 Simona Autuori, tel. 06/59929499; fax 06/59926220; Patrizia Fabiani, tel. 06/59926847; Sabrina Sabellico, tel. 06/59926859.

11. IN FRIULI IL 29.1 "ESS.ER.CI" PER CONTARE
IN FAMIGLIA, NEL LAVORO, IN POLITICA
La Cooperativa Cramars è soggetto titolare di un progetto Equal denominato Ess.Er.Ci. che si caratterizza come l'unico progetto EQUAL a favore delle Pari Opportunità sul territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, e rappresenta uno strumento di sensibilizzazione a tutto campo sui temi "Donne e Famiglia", "Donne e Lavoro", "Donne e Politica". Nell'ambito delle attività di sensibilizzazione del progetto, Ess.Er.Ci ha riservato un ampio spazio al tema della comunicazione ed ha organizzato per lunedì 29 gennaio 2007 alle ore 20.45  una manifestazione evento che si terrà a Udine presso il Teatro Nuovo Giovanni da Udine. In questa occasione si darà spazio alla "firma del contratto sociale" che rappresenta per il progetto l'evento "cuore" dell'iniziativa: in tale serata tutti i soggetti (imprese, sindacati, enti di formazione, partiti politici) che hanno aderito al progetto in qualità di "sperimentatori" firmeranno pubblicamente  il loro impegno a condividere le pari opportunità all'interno delle loro attività istituzionali.
All'interno della serata, dopo la sottoscrizione del contratto sociale, si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo "Via della Croce" liberamente tratto dalla "Buona Novella" di Fabrizio De Andrè realizzato con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè con la partecipazione dell'attrice Rita Maffei . Questa edizione teatrale fatta da interpreti tutte femminili è concepita per dar voce, attraverso l'opera di De André, al mondo delle donne e la chiave "femminile" costituisce la nota più originale dello spettacolo. La partecipazione alla serata è gratuita. Saranno disponibili all'interno dei locali del teatro servizi di baby sitting gratuito per bambini dai 3 ai 9 anni (previa prenotazione) e, per chi non volesse usare la propria auto, il trasporto a mezzo bus (sempre su prenotazione )  con partenza  da Trieste, Gorizia, Pordenone e Tolmezzo. Sono previste per ogni corsa anche delle fermate intermedie. PARTNER del progetto Equal Ess.Er.Ci.: Cooperativa CRAMARS (capofila), Provincia di Udine, Provincia di Gorizia, Ires FVG, IAL FVG, For.Ser. FVG, Consorzio per l'Impresa Sociale. Info: www.progettoesserci.it/news.php?id=19

12. POLLASTRINI: SI' AL CODICE DEONTOLOGICO DEI MEDIA
PER IMPEDIRE PREGIUDIZI CONTRO IMMIGRATI E RIFUGIATI

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - "Condivido pienamente la proposta di elaborare una sorta di codice deontologico per i media che miri ad evitare distorsioni, fraintendimenti e pregiudizi nei confronti della figura dell'immigrato e del rifugiato". E' quanto dichiarato dalla ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, commentando l'iniziativa dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) annunciata dalla portavoce, Laura Boldrini, a seguito dell'atteggiamento tenuto da giornali e tv nei giorni seguenti ai fatti di Erba nei confronti del giovane tunisino marito e padre di due delle vittime della strage. "L'esigenza di ripensare il modo di fare informazione in questo delicato settore, evitando il ricorso a facili ed abusati stereotipi - ha aggiunto la ministra - emerge anche dall'analisi delle chiamate pervenute al numero verde dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), istituito presso il mio Dipartimento. Diverse infatti sono le segnalazioni, giunte anche da cittadini italiani, che stigmatizzano false rappresentazioni della figura dell'immigrato da parte della carta stampata o degli altri mezzi di comunicazione, contribuendo così ad incrementare quel clima di ostilità e di diffidenza nei confronti dello straniero che costituisce uno dei principali ostacoli alla creazione di una vera società multietnica. Prendendo spunto da studi accurati in materia condotti anche da varie ong - ha concluso la ministra - l'UNAR ha già avviato un Gruppo di lavoro finalizzato ad attivare alcune misure positive volte a favorire un corretto utilizzo del linguaggio giornalistico nell'affrontare il delicato tema dell'immigrazione".

13. MARTA FATTORI PRESIDE DELLA FACOLTA' DI FILOSOFIA
DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - Si aggiunge un'altra donna preside all'Università La Sapienza di Roma. La Facoltà di Filosofia, infatti, sarà diretta da Marta Fattori, ordinaria di Storia della filosofia moderna presso la stessa Facoltà e direttora della rivista "Nouvelles de la République des Lettres" (Editore Prismi, Napoli) dal 1981. Fattori è stata anche coordinatrice del dottorato di ricerca di Storia della filosofia e storia delle idee del Dipartimento di ricerche storico-filosofico e pedagogiche dell'Università La Sapienza. Dal 1998 ha fatto parte dell'Editorial Board della nuova edizione critica delle opere di Francis Bacon della Oxford University Press (OFB), è stata responsabile della ricerca di Ateneo "Le corrispondenze scientifiche, erudite e filosofiche", nonchè ha coordinato il progetto di ricerca PRIN (Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale) Epistolari, testi e censure nella filosofia moderna (secc. XVII e XVIII). Dal 1970, infine, è membro del Consiglio scientifico del Lessico intellettuale europeo (LIE) e dal 2006 è responsabile di progetto del dipartimento Identità culturale del Consiglio nazionale delle ricerche.

PACS PARADE (CHI CI CAPISCE E' BRAVO)
La vicenda legislativa delle unioni civili ha assunto, in queste ultime settimane, il carattere di una pantomima. Mentre il Senato ha dato il via all'esame delle proposte presentate, tra il Ministero delle Pari Opportunità, quello della Famiglia e la stessa presidenza del Consiglio si registra un fitto scambio di opinioni, non sempre convergenti, sull'argomento. E' tutto un fiorire di prese di posizione, e speriamo si approdi presto a un qualche chiarezza. In questa carrellata di lanci d'agenzia, un compendio... frenetico degli ultimi avvenimenti.

1. PAPA: I PACS DESTABILIZZANO LA FAMIGLIA,
L'ABORTO ATTENTA ALLA VITA

(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Città del Vaticano - Benedetto XVI è tornato a parlare dell'aborto: incontrando il corpo diplomatico africano accreditato presso la Santa Sede, ha infatti dichiarato: "Come non preoccuparsi dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale, come in Africa, dove si tenta di banalizzare surrettiziamente l'aborto attraverso il Protocollo di Maputo, così come attraverso il Piano d'Azione adottato dai Ministri della Sanità dell'Unione Africana, e che sarà tra poco sottoposto al Summit dei capi di Stato e di Governo. Allo stesso modo - ha aggiunto Ratzinger - si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico".

2. COPPIE DI FATTO: AL VIA AL SENATO L'ESAME DELLE PROPOSTE
(da Dwpress - Numero 4 dell'11 gennaio 2007) Roma - E' cominciato in Senato l'iter per esaminare le proposte si legge sulle coppie di fatto. "Abbiamo deciso di non attendere il ddl del governo - ha spiegato Cesare Salvi (Ds), presidente della Commissione Giustizia - quando questo arriverà vorrà dire che verrà collegato agli altri testi che già sono in Commissione. Questa è una materia eminentemente parlamentare. Ci sono opinioni diverse nei gruppi ed è giusto che il Parlamento abbia una sua libertà di discussione e confronto. I disegni di legge al nostro esame prevedono tutti, in un modo o nell'altro, il riconoscimento di queste unioni civili o di solidarietà. Sono dei contratti - ha proseguito Salvi - e sono previsti anche per le coppie dello stesso sesso e prevedono diritti e doveri come ad esempio la pensione di reversibilità o il subentro nell'affitto della casa". Secondo il presidente della Commissione sui testi presentati a Palazzo Madama, "c'è una buona base di confronto. Adesso bisogna fare le cose bene, con calma, senza contrapposizioni ideologiche per capire che si tratta di dare all'Italia uno strumento che c'è in tutti gli altri paesi civili europei e che consente di dare alle coppie che non possono contrarre matrimonio, come nel caso degli omosessuali, o che per loro scelta preferiscono un'altra forma di legame, avere un riconoscimento della loro unione. Un riconoscimento che se ci si levano gli occhiali dell'ideologia è facile capire che è giusto concedere. Sento poi da molte parti - ha aggiunto - sostenere che c'è una contrapposizione tra i Pacs e i diritti individuali. Non credo proprio che la questione sia da porre in questi termini perché tutti i disegni di legge presentati prevedono il riconoscimento di un rapporto di coppia di tipo contrattuale e dei diritti che ne derivano. Se si riconoscono dei diritti è per una coppia. E se si riconosce una coppia è perchè si riconoscono dei diritti. Non esiste questo contratto enfatizzato".

3. POLLASTRINI: PRESENTATA BOZZA DI LEGGE
SUI PACS AL MINISTERO DELLA FAMIGLIA

(da Dwpress - Numero 5/6 del 12/13 gennaio 2007) Caserta - Annunciando "una proposta di legge saggia e umana che risponda alle esigenze delle persone" ed "equilibrata e condivisa", la ministra delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, ha annunciato che il suo dicastero ha "presentato una prima bozza della legge al ministero della Famiglia e io intendo procedere con grande ascolto, volontà di dialogo e grande serietà. Intendo procedere - ha aggiunto - con una grande volontà di dialogo, una grande volontà di ascolto, seriamente. Lavoriamo per fare tutto in tempi rapidi, per avere una proposta seria in tempi brevi".

4. LE DONNE DI FORZA ITALIA: SI' AL PAPA SUI PACS
(da Dwpress - Numero 5/6 del 12/13 gennaio 2007) Roma - Appoggiano il Papa e la sua visione dei Pacs le parlamentari di Forza Italia, Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti, Gabriella Carlucci, Simonetta Licastro e Laura Bianconi, che hanno fondato l'Associazione "Valori e Libertà". Il gruppo di parlamentari ha infatti dichiarato: "Piena condivisione delle parole del Papa sui rischi di una legislazione che metta in dubbio ed indebolisca il matrimonio e l'istituto della famiglia. Sui temi etici la Chiesa esprime ormai una posizione di fermezza e di rigore che noi abbracciamo convintamente. In questo momento storico crediamo non vi sia spazio per alcuna forma di dialogo con questa maggioranza massimalista e zapatera - tuonano convinte le parlamentari -. Il pretestuoso attacco di Ferrero nei confronti di Mons. Betori lo conferma. Al Senato come alla Camera dove abbiamo presentato una mozione anti-Pacs firmata da 90 parlamentari di Forza Italia, faremo valere le nostre ragioni su tutti i temi che sono all'ordine del giorno dell'Agenda parlamentare. Dall'Eutanasia ai Pacs, dalla droga al testamento biologico - concludono - ribadiamo il nostro no a qualunque forma di riconoscimento giuridico che indebolisca ed offenda i valori nei quali crediamo".

5. PRODI: NO AI PACS, SI' ALLE UNIONI DI FATTO

(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha ribadito il suo no ai pacs, quindi nessuna apertura ai matrimoni gay, ma esclusivamente riconoscimento dei diritti individuali tra componenti di unioni di fatto. "Non abbiamo i Pacs - ha dichiarato a France 2 - ma diritti civili che derivano dalle unioni. Non abbiamo matrimoni omosessuali. La cosa è chiara e condivisa". In Spagna, ha aggiunto "la decisione è stata diversa, ma è un errore importare le regole degli altri Paesi. Le norme giuridiche sono diverse. Ho lavorato per 4-5 mesi a un programma di 270 pagine prima delle elezioni e su questo la coalizione è molto compatta. Tutte le decisioni sono state concordate dopo una lunga discussione e non riguardano soltanto i temi etici, ma anche questioni molto delicate come quelle dell'Iraq, dell'Afghanistan, del Medio Oriente". Anche parlando del caso Welby e dell'eutanasia, il presidente del Consiglio ha aggiunto che questa "non c'è nel nostro programma. Sono contro l'eutanasia", ma "bisogna dare regole" ai medici affinchè non accadano "eccessi che vadano al di là della tolleranza umana".

6. BINDI: LE COPPIE DI FATTO NON SONO PACS
(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Andalo (Trento) - La ministra per le politiche della famiglia Rosy Bindi ha dichiarato in merito ai tempi del ddl Bindi-Pollastrini: "Il disegno di legge sulle coppie di fatto lo faremo quando ci troveremo d'accordo", ma non se ne parlerà a Casetta, ribadendo che "non si chiamano Pacs. Semplicemente daremo attuazione a quanto scritto nel programma dell'Unione e cioè parleremo di diritti delle persone che fanno parte di coppie di fatto".

7. POLLASTRINI: LA LEGGE SULLE UNIONI DI FATTO SI FARA'

(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - Dopo il vertice di Caserta, dove ha prevalso la linea di Rosy Bindi sulla non urgenza di una legge sulle unioni civili, la ministra per le pari opportunità Barbara Pollastrini ha dichiarato: "Non è vero che il mio ministero non porta a casa nulla. Io non ho parlato solo di coppie di fatto; ho battuto molto il chiodo sull'occupazione femminile. Per me il bilancio è positivo perché c'è l'impegno di un piano straordinario per l'occupazione delle donne e presto presenteremo un pacchetto di investimenti. Via libera inoltre alle regole di pari opportunità nelle liste elettorali e nelle nomine. Abbiamo previsto per le imprese che fanno politiche di pari opportunità un marchio doc, un po' come nella legge sull'uguaglianza di Zapatero e francese. In armonia con Rosy Bindi - ha detto infine - raggiungeremo quell'obiettivo tenendo conto della nostra Costituzione".

8. A PIEDI DA ALESSANDRIA A ROMA PER DIRE NO AI PACS

(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Massa - Luigi Nervi, 58 anni, ha pensato bene di farsela a piedi da Alessandria a Roma per dire no ai Pacs e difendere il concetto tradizionale e indiscutibile della famiglia. Comandante in pensione del Corpo di polizia municipale di Acqui Terme (Alessandria), è partito il 26 dicembre per protestare anche contro la poligamia e tutte quelle forme di famiglia che ne snaturano il significato. "Mi batto per la famiglia - ha detto - perchè la famiglia è una soltanto. Non esistono altre forme di famiglia. Spero di riuscire a guadagnarmi, con questa protesta, l'occasione di parlare ai nostri parlamentari cattolici, perchè voglio capire da che parte stanno. Stanno con la Chiesa, oppure il loro essere cattolici è solo un pretesto per stare in Parlamento e prendere voti alle elezioni? Lotto per le mie due nipotine e per tutti i giovani italiani. Io sono un cattolico praticante, che non accetta altre soluzioni che quella della famiglia cattolica. Di fatto - ha concluso - io non protesto nè contro i Pacs, nè contro i matrimoni gay, perchè, per me, non esistono".

10. I GIOVANI MUSULMANI D'ITALIA SI SCHIERANO A FAVORE DEI PACS

(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - "E' condivisibile la tutela delle coppie di fatto: anche un bambino capirebbe la grave ingiustizia nel negare diritti a chi ha vissuto insieme per anni". Sono le parole di Anas Breigheche, presidente dei Giovani musulmani d'Italia, intervenendo al convegno su "La libertà come grammatica della fede" organizzato a Roma dall'Arcigay. Il leader dei giovani musulmani italiani si è dissociato dallo stereotipo sull'omofobia da parte dell'Islam, spiegando che "non bisogna però avere atteggiamenti aggressivi contro le gerarchie ecclesiastiche di tutte le religioni, come nel caso dell'omosessualità ci sono dei dogmi in ogni confessione di cui occorre tener conto". Per Breigheche i testi sacri spiegano che "occorre rispettare e conoscere il prossimo, perchè l'ignoranza è il peggior nemico dell'uomo. Con il dialogo, la comprensione e la comunicazione tra 'uomini di buona volontà', si può trovare un punto di incontro". Breigheche ha poi rivolto un invito alla comunità omosessuale italiana: non bisogna "ostentare la propria sessualità in pubblico, magari in maniera plateale e con la nudità: sebbene ne capisca le finalità dal punto di vista comunicativo il rispetto reciproco fra culture e fra tutte le parti è importante".

11. GAY IN PIAZZA A ROMA CONTRO IL VATICANO
(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - Con bandiere di tutti i tipi, Arcigay, Rosa nel pugno, Unione atei, agnostici razionalisti, gente comune, hanno manifestato il 13 gennaio a Roma in piazza S. Pietro "contro l'omofobia della Chiesa cattolica e contro le sue ingerenze nella vita pubblica italiana". Un manifestante ha esposto addirittura un cartello con una citazione del Vangelo di Luca: "Guai a voi perché caricate la gente di pesi difficili". Il sit-in è stato organizzato in occasione del decimo anniversario della morte di Alfredo Ormando, "poeta siciliano che nel 1998 si tolse la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco in piazza San Pietro per denunciare l'omofobia vaticana", si legge su un volantino. "Protestiamo contro i quotidiani interventi papali su questa materia, gravemente intromissori della vita degli enti locali e del Parlamento - ha spiegato il deputato Ds Franco Grillini tenendo una bandiera con una macroscopica scritta 'pacs' -. Noi chiediamo una legislazione che è già presente in 19 paesi su 27 dell'Unione europea".

12. ARCIGAY: CONTRO IL GOVERNO IL 10 MARZO, GAYPRIDE IL 9 GIUGNO A ROMA

(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Roma - Il 10 marzo a Roma si terrà la manifestazione della comunità gay contro le scelte del Governo. E' stato deciso all'unanimità nella riunione del movimento avvenuta sabato a Roma. Durante l'incontro, ha detto Aurelio Mancuso, segretario dell'Arcigay, è stato concordato un nutrito pacchetto di iniziative a sostegno delle questioni aperte, sostanzialmente coppie di fatto e pacchetto antiviolenza. Stabilita anche la data del prossimo gay pride nazionale: il 9 giugno a Roma.

13. GAYLIB: LA CDL E' LA CAPANNA DEI BIGOTTI
(da Dwpress - Numero 11/12 del 19/20 gennaio 2007) Roma - Il presidente di Gaylib (l'organizzazione dei gay di destra), Enrico Oliari, entra nell'argomento Pacs e dopo le dichiarazioni di Isabella Bertolini commenta così: una "capanna dei bigotti", una "falsa copia" della Dc. "Fin dal '94 abbiamo preso parte al progetto liberale, non solo in economia, di Silvio Berlusconi, convinti della necessità di garantire le libertà individuali e i diritti civili, anche delle persone omoaffettive. Siamo dispiaciuti - continua amareggiato Oliari - per le prese di posizione liberticide dell'on. Bertolini: è la più viva dimostrazione di come ormai Forza Italia si sia ridotta ad essere una Democrazia Cristiana in falsa copia. Prima di sbattere la porta ai diritti delle coppie di fatto chiediamo come associazione gay di centrodestra di essere ascoltati dai nostri rappresentanti in Parlamento, iniziando proprio con Forza Italia e con l'on. Bertolini. Abbiamo proposte concrete da presentare e vorremmo ci fosse data quantomeno la possibilità di illustrare le nostre posizioni. Siamo sicuri - sottolinea il presidente di Gaylib - che le nostre posizioni siano coerenti con lo spirito di una coalizione che si chiama Casa delle Libertà e non Casa delle paure e della cecità".

14. ARCIDONNA: BLOCCATE I FONDI DI SOLIDARIETA'DEI PARLAMENTARI
(dal sito di Arcidonna - 17 gennaio 2007) In attesa della legge sulle unioni di fatto è singolare che i parlamentari possano usufruire di un Fondo di Solidarietà previsto per i conviventi e per i figli avuti fuori dal matrimonio, mentre il resto delle coppie in Italia NO! Arcidonna chiede l'imediata sospensione di questo "privilegio" antidemocratico. In attesa che il parlamento approvi al più presto la proposta presentata dal Governo sulle Unioni di fatto Arcidonna scrive ai Presidenti di Camera e Senato per sospendere immediatamente il Fondo di Solidarietà previsto per deputati e senatori. In riferimento alla discussione che si è aperta nel paese e in Parlamento sul disegno di legge sulle Unioni di fatto e in attesa che il Parlamento approvi al più presto la proposta presentata dal Governo, si chiede ai Presidenti dei due rami del Parlamento di sospendere subito il Fondo di Solidarietà previsto per gli onorevoli deputati e per i senatori , già richiamato nell'articolo di Tommaso Labate sul giornale il Riformista , che prevede l'estendibilità dell'assistenza sanitaria ai conviventi more uxorio e agli eventuali figli avuti dai parlamentari fuori matrimonio, ripristinando una parità sul piano dei diritti tra cittadini e cittadine italiani. La presidente nazionale, Valeria Ajovalasit.

15. TOSCANA, NENCINI: LE UNIONI DI FATTO VANNO TUTELATE
(da Dwpress - Numero 5/6 del 12/13 gennaio 2007) Firenze - "Condivido le preoccupazioni avanzate dal cardinale Antonelli nella Lettera pasquale circa le difficoltà nelle quali si dibattono le famiglie e concordo con lui sui provvedimenti che dovrebbero essere assunti sotto forma di aiuto. Mi è più difficile comprendere come altre forme di convivenza possano essere considerate analoghe a 'rapporti di amicizia'", ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, il quale ha aggiunto: "Lo statuto della Regione Toscana è chiaro. Articolo 4: 'la Regione persegue la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio ed il riconoscimento di altre forme di convivenza'. L'articolo 4 è stato considerato in linea con la Costituzione italiana. Questo principio, scritto perchè ciascuno possa liberamente scegliere senza veder lesi i suoi diritti fondamentali, ha per noi, oltre che un profondo significato etico, valore di legge. Dietro a donne e uomini che convivono, quasi sempre per motivi non religiosi nè ideologici, ma per stato di necessità, come la precarietà del lavoro, la solitudine in età avanzata e quant'altro, si nascondono figli, che in Toscana si ritiene siano circa 20mila, affetti ed amori non diversamente da quanto avviene in coppie unite da matrimonio. Queste forme di unione - ha spiegato - che sono almeno 600mila in Italia, non possono essere espulse dalla comunità civile nè messe ai margini, ma vanno tutelate esattamente come ai loro figli vanno garantiti uguali diritti, come la possibilità di decidere a chi assegnare la pensione, chi si desidera avere accanto sul letto di morte, opportunità di accesso a mutui agevolati per l'acquisto della prima casa; infine, avere la certezza che i figli non vengano discriminati per legge".

16. MANCA L'ACCORDO, LA DISCUSSIONE E' RINVIATA

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - "Nei prossimi giorni con la collega Bindi dovremmo essere in grado di presentare al Consiglio dei Ministri una proposta di legge condivisa sulle coppie di fatto che poi passerà alla valutazione del Parlamento", ha detto la ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini all'inizio della settimana che potrebbe segnare il punto di svolta per un accordo sul delicato tema. "Il nostro ufficio legislativo e quello del Ministero per la Famiglia stanno lavorando armoniosamente nel rispetto della Costituzione - ha aggiunto - facilitati del resto dal prezioso lavoro svolto quando fu approvato il programma dell'Unione. Ci sono dunque tutte le condizioni per trovare norme che regolino, con un saggio equilibrio tra diritti e doveri, l'esistenza e le scelte delle persone che vivono nelle unioni di fatto. Nel rispetto dei tempi che ci siamo dati e delle attese suscitate.

Intanto, la discussione a Montecitorio ha evidenziato la necessità di un accordo all'interno della maggioranza. La ministra della Famiglia Rosy Bindi ha detto che questo dibattito potrà servire al governo, il quale presenterà un suo disegno di legge che però non dovrebbe essere "blindato". Secondo la vice capogruppo dell'Ulivo alla Camera Marina Sereni difficilmente il parere del governo potrà aversi prima di un paio di giorni. A questo punto, la decisione slitterà a giovedì prossimo. Bindi ha poi concluso: "Noi stiamo lavorando. Quando saremo pronti presenteremo un disegno di legge: troveremo una sintesi". Bindi ha detto di ritenere che il testo "non sarà blindato", sottolineando lo sforzo che si sta facendo per "trovare un punto di incontro. Io credo che questo dibattito servirà anche al governo che sta facendo un tentativo di sintesi".

Deciso l'intervento della ministra per le politiche comunitarie Emma Bonino: "Il Governo ha un impegno e la scadenza del 31 gennaio andrà rispettata. Ci sono contatti e lavori comuni tra Barbara Pollastrini e Rosy Bindi, è un impegno preso nel programma dell'Unione". In risposta, Bindi ha detto: "Non riconosceremo le unioni di fatto in quanto tali perchè potrebbe apparire una sorta di via parallela al matrimonio. Non prevedremo nessuna forma che possa essere a rischio di equiparazione tra matrimonio e convivenze di fatto".

Alla polemica si è aggiunto anche l'esponente dei Ds Franco Grillini, il quale prende posizione sulle dichiarazioni del cardinale Ruini. "Trovo stupefacente che Ruini, ci voglia dire cosa è bene e cosa no per gli omosessuali, fingendo di conoscere dall'interno le loro problematiche quando afferma che molti omosessuali non vorrebbero una legge sui loro diritti - ha detto -. Ruini lasci decidere ai diretti interessati, e alle loro organizzazioni, se vogliono restare, o meno, 'un fatto esclusivamente privato e riservato' e cerchi di spiegare al Mondo perchè continua ad affermare il falso quando dice che le leggi che riconoscono i diritti delle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, rappresentano un pericolo, mentre venti paesi europei che le hanno approvate (e li ho citati uno per uno oggi alla Camera) dimostrano direttamente il contrario".

17. LA LOGGIA: IL PROGRAMMA DI FORZA ITALIA E' PER LA FAMIGLIA NATURALE
(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - "Il programma di Forza Italia è chiaramente a difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna - ha dichiarato il vicecapogruppo di Forza Italia Enrico La Loggia -. Nel partito non c'è alcuna spaccatura, ma soltanto un confronto con i laico-riformisti su alcuni diritti a garanzia delle persone. Questa discussione troverà un luogo di confronto nel comitato ad hoc formato nel gruppo parlamentare alla Camera e coordinato da Chiara Moroni e da me. Il richiamo del cardinal Cammillo Ruini è assolutamente condivisibile e apprezzabilissimo, svolto nel pieno esercizio della attività pastorale della chiesa".

18. AN: MOZIONE PER UNA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO
(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - Seppur a fatica, i parlamentari di Alleanza Nazionale hanno deciso di presentare una mozione unica sulle coppie di fatto con la quale viene ribadita la posizione di "totale e concreto sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio; si esprime assoluta contrarietà ad ogni iniziativa, anche surrettizia, che comporti l'equiparazione della famiglia con le unioni di fatto; si conferma la assoluta convinzione che non possa esservi, in materia di adozione, nessun cedimento sul diritto dei bambini di avere un padre ed una madre e si sostiene infine, anche per uscire da posizioni volutamente equivoche della sinistra, la opportunità di procedere ad una ricognizione dei diritti individuali delle persone conviventi per molti aspetti già tutelati nel nostro ordinamento, per verificare se vi siano effettive carenze che consiglino di procedere a opportuni interventi". Dopo le dichiarazioni "morbide" del leader del partito Gianfranco Fini, Gianni Alemanno e Maurizio Gasparri hanno sollecitato la discussione, nella quale si è deciso che su "eventuali diritti individuali", viene sottolineata la "necessità di compiere una ricognizione per verificare se possono trovare una maggiore tutela, fermo restando che moltissimi sono già garantiti". Mozione che riapprova quella dell'Assemblea nazionale nel luglio del 2006 dove viene stabilito che "centrare le politiche sociali sulla famiglia non significa riconoscere che esistono altre forme di convivenze, diverse dal matrimonio, che è e rimane unicamente l'unione tra uomo e donna. Non si tratta di equiparare le unioni di fatto al matrimonio nè di copiare i pacs francesi ma di garantire a diritti individuali non riconosciuti in assenza di un vincolo matrimoniale soluzioni normative imperniate su aspetti fiscali, successori o delle assicurazioni sociali, escludendo l'adozione o il ricorso alla fecondazione artificiale assistita e ribadendo con forza il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre".

19. CATTOLICI ITALIANI: SI' AI PACS MA PER LE COPPIE ETERO
(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Roma - Da un'indagine condotta da Swg e commissionata dai Cristiano Sociali, il 53% degli italiani cattolici si dice favorevole ad una legge che riconosca legalmente le coppie di fatto eterosessuali, ad una legge che, a determinate condizioni, consenta l'eutanasia e alla legge del '78 sull'aborto. Dubbi, invece, sulla legge 40 sulla procreazione assistita, che viene condivisa "soltanto su alcuni punti". L'indagine è stata al centro di una conferenza stampa convocata dal presidente della commissione Affari sociali della Camera e coordinatore nazionale dei Cristiano sociali, il diessino Mimmo Lucà. In particolare, è emerso che il 35% del totale dei cattolici (praticanti e saltuari) intervistati è a favore di una legge sull'eutanasia, mentre il 40% è a favore ma "dipende dalle condizioni", e solo il 25% si dice contrario. Divisione sui pacs: il 57% del totale dei cattolici intervistati si dice a favore di un riconoscimento legislativo delle coppie di fatto (15% quelli che dicono "forse"), mentre per le coppie gay, il 45% è nettamente contrario. Per quanto riguarda la legge sulla procreazione assistita, il 50% del totale dei cattolici intervistati è d'accordo soltanto con alcuni punti della legge, mentre quelli pienamente d'accordo con tutti i punti della legge 40 sono il 5%. 


ESTERI

1. RASSEGNA STAMPA DONNA FINALMENTE
Ségolène Royal. Michelle Bachelet. Hillary Clinton.
E le altre. Una nuova femminilità conquista il potere.
Con semplicità, discorsi diretti. Il ruolo di madre
diventa un modello della società. Fenomenologia
di una rivoluzione, di Stefania Rossini
(da "L'Espresso" n° 51 del 28 dicembre 2006)

Ségolène e le altre sono arrivate sulla scena pubblica senza preavviso e tutte insieme, quasi avessero concordato un appuntamento con la storia. Nel breve tempo di un anno sono uscite dal cono d'ombra della politica, hanno vinto il confronto con gli uomini dei loro partiti, hanno affascinato elettori fino a ieri incapaci di immaginare una donna leader e hanno afferrato le leve del comando. In Germania, in Francia, negli Stati Uniti, in America Latina e in Medioriente sono diventate responsabili delle grandi scelte dei loro paesi. Si chiamano Angela Merkel, da un anno cancelliere tedesco; Michelle Bachelet, premier in Cile dal marzo scorso; Nancy Pelosi, appena eletta speaker della Camera a Washington; Tzipi Livni, che guida da gennaio la politica estera israeliana. Le accompagna Hillary Clinton, decisa a scalare lo scranno più alto del mondo: la presidenza degli Stati Uniti, mai neppure sognata da una donna.

Tutte però sembrano aver preso più luce e acquistato senso dal travolgente ingresso dell'ultima arrivata: Ségolène Royal. Bella e trionfante di femminilità, la candidata socialista all'Eliseo ha sgominato i maschi rivali alle primarie, ha bucato i video come una diva, si è presa libertà di stile e di parole, e ha finito per suggerire al mondo domande nuove. E' veramente arrivato il momento delle donne? Cosa hanno di più e di diverso dagli uomini nell'affrontare la cosa pubblica? Il valore aggiunto che le fa salire sull'onda dei tempi sta in una vera alterità o semplicemente nella novità? Perché oggi la società comincia a preferire una madre a un padre? Quali che siano le risposte, nessuno sembra credere che sia un caso, né che le nuove donne della politica passeranno velocemente come sono passate le Thatcher o le Golda Meyer, che si erano poste a mo' di uomini in mezzo agli uomini, in una mimesi di toni e durezze he caratterizza ancora figure dalla grinta maschile come Condoleeza Rice.

Le nuove donne pubbliche sono invece uscite dal silenzio con un gran fruscio di gonne, con qualche lifting e un po' di foto ritoccate. E hanno cominciato a usare due armi inedite: la feminilità per colpire, e l'empatia per capire. Dopo un cammino durato alcune generazioni che le ha viste prima inseguire la parità dei diritti poi chiudersi nella reclusione teorica della cosiddetta "differenza", sembra che finalmente possano essere se stesse, anche nel potere. Le aiuta una cultura della società che è diventata più partecipativa e non intende più obbedire all'autorità remota di un capo, che cerca una democrazia quasi diretta magari solo appropriandosi delle immagini dei politici proposti ogni sera dalla tv.

Lo ha capito la Royal, che ha ignorato le vecchie icone ideologiche del socialismo, ha lanciato slogan accattivanti come "il desiderio di futuro" e ha fatto ricorso al contatto continuo con le persone. A quanti, e sono molti, l'accusano di populismo ha risposto allegramente: "Pardon, ma io sono in sintonia con il ventre profondo della società". In un saggio di pochi anni fa, "Oltre il femminismo", Claudia Mancina si diceva convinta che quel "qualcosa di proprio" che le donne si portano dietro nella vita pubblica e che riguarda la riproduzione e la nascita, la cura dei corpi e la stretegia degli affetti, non va intesa come funzione naturale, ma come esperienza etica. Perché, spiegava la studiosa di filosofia, forte anche di una personale esperienza parlamentare, "le relazioni umane che si costituiscono nella sfera domestica, le condotte, i dilemmi, i giudizi e i valori che ne scaturiscono non sono meno significativi, dal punto di vista etico, di quelli dell'obbligo politico o dell'equità". Viene da pensare che se la famiglia, finora ghetto dell'esclusione diventa un paradigma della vita pubblica, se la nascita dei figli, la cura dei vecchi, il piacere dell'accoglienza e la capacità di consolare arrivano a coinvolgere la cittadinanza, allora le forme che gli uomini hanno dato fino ad oggi al potere sono davvero al tramonto.

Se ne fa testimone Jacques Généreux, politologo francese che nel suo ultimo libro "La Dissocieté" analizza proprio la crisi del politico. E sul fenomeno Ségolène dice: "C'è una forte crisi di fiducia verso gli uomini politici che è avvertita soprattutto dalle classi popolari. L'arrivo di una donna fa pensare a una rivincita per procura. Si vota per qualcuno che immaginiamo sappia ascoltare e proteggere di più. Oggi il mondo fa paura e un francese su due pensa che potrebbe diventare un clochard. La situazione ovviamente non è così grave, ma inconsciamente si cercano le braccia di una madre che rassicuri e si occupi di noi". Il padre, insomma, oltre che nella famiglia, si avvierebbe a perdere il ruolo di riferimento e norma anche nel passaggio simbolico alla società. Elena Pulcini, che insegna filosofia sociale all'Università di Firenze, si dice solo parzialmente d'accordo con questa tendenza: "Credo che sia il momento giusto per le candidature femminili perché la politica ha sempre bisogno di simboli e,se questi scarseggiano, è disposta a esaltare anche la differenza sessuale. Ma il potere cambia chi ne è investito, comprese le donne. La parziale novità della Royal fa leva sull'incoerenza confessata, tipica della psicologia femminile, e sui difetti che l'avvicinano alla gente. E molti sembrano contenti di specchiarsi nel suo mondo di piccole cose curate".

Siamo alla semplicità, alla naturalezza ingenua che, se possono apparire vistosi in Ségolène Royal, forse scarseggiano tra le altre protagoniste del momento. Difficile scovare candore femminile nella tempra teutonica della Merkel o nel carattere di Tzipi Livni, addestrato in lunghi anni da agente del Mossad. E chi riuscirebbe a immaginare Hillary Clinton, già colpita da ingrante traversie coniugali, nel ruolo materno e rassicurante di madre della nazione? Per ora la puntuta signora si fa incorniciare in ritratti quasi sexy mntre vira sapientemente la sua immagine (si è recentemente convertita alla necessità della guerra in Iraq) per ingraziarsi l'elettorato moderato. In quanto a Nancy Pelosi, così infaticabile in famiglia da riuscire a mettere al mondo cinque figli in sei anni e che, terza carica dello Stato, è capace di aprire un discorso dicendo: "Come nonna e come madre", il giudizio è ancora in formazione. Anche se dovrà tenere conto dell'ultima tendenza americana che rivaluta la maternità addirittura come capacità aggiuntiva per la produzione di reddito.

Sembra che banche e imprese abbiano deciso che la donna che si ferma un paio d'anni per un bambino, nonè più un peso, ma una risorsa intellettuale da sfruttare. Dalla lentezza dei suoi nuovi ritmi, nelle ore in cui non si dedica al figlio, sarà una consulente distaccata e per questo preziosissima. Tornerà poi al lavoro con un bagaglio di esperienze emotive in più, a quanto pare utilissime nel mondo degli affari. La verità per la politica sta forse nel mezzo. Il valore aggiunto di una donna, quell'asset che sembra riscuotere un credito notevole nell'elettorato ondivago di questi anni, risalta davvero quando femminilità, empatia e accoglienza dell'altro si incontrano con tutto il resto: preparazione solida, interesse per il pubblico, senso dello Stato.

Ne deve essere sicura la Bachelet, che in Cile ha inaugurato veramente un nuovo corso, nominando dieci ministri donna, la metà esatta del suo governo, e dichiarando sicura: "Quando una donna entra in politica è la donna a cambiare. Ma quando tante donne entrano in politica, è la politica a cambiare". Resta il fatto che ai quattro capi del mondo le donne sono arrivate ai cieli del potere hanno scosso il sonno di una politica che rischia di perdere la presa sulla realtà e la visione del futuro. Hanno imposto la materialità del loro corpo sessuale come riferimento alla concretezza della vita e alla necessità di prendersi cura delle generazioni a venire. Ai quattroi capi del mondo, si diceva, con l'eccezione ancora inspiegabile di una penisola dalla forte impronta materna, dominata da un patriarcato politico stanco e senza più proposta. In Italia, le donne pronte ad accettare la sfida del potere sono diverse e già ampiamente riconoscibili. Alcune stanno già dando prova di sé anche se trattenute ai margini di una cittadella politica ostinatamente maschile. Hanno testa, volontà e coraggio da riversare nella cura di una società frammentata e asfittica che avrebbe urgente bisogno di un grande cambiamento materiale e simbolico. E che forse le sta aspettando. (di Stefania Rossini - ha collaborato Michele De Mari - da "L'Espresso" n° 51 del 28 dicembre 2006) (gennaio 2007)

2. RASSEGNA STAMPA NANCY PELOSI, AVANTI TUTTA CON OTTIMISMO
di Ro Pucci (da ITALIA PRESS agenzia stampa - 5 gennaio 2007)

Washington - Nancy Pelosi, una signora d'origine italiana di 66 anni ha raggiunto in America lo storico obiettivo di ricoprire la carica di Leader della Casa dei Rappresentanti. Si tratta certamente di un grande conseguimento per le Americane e per i Democratici che permette di guardare ad un futuro diverso e nel quale la tipica moderazione femminile giocherà un ruolo più importante con gran vantaggio degli Stati Uniti e, quindi, anche del mondo intero. L'insediamento ieri nella seduta di apertura della 110/ma sessione del Congresso degli Stati Uniti. "Oggi è un giorno storico per il Congresso e le donne di questo Paese" ha detto nel suo discorso "un momento che abbiamo aspettato per oltre 200 anni. Non bisogna mai perdere la fede, abbiamo atteso in lunghi anni di lotte per ottenere i nostri diritti".

"Per noi la celebrazione vale il doppio" ha scritto in queste ore Silvana Mangione, giornalista e membro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero per gli Stati Uniti: "la prima donna presidente è di origine italiana e non è stata preceduta da nessun italo-americano nella stessa carica. Doppio primato dunque e ne ha dato ragione e grazie alla famiglia, dichiarandosi orgogliosa della sua discendenza italica, dell'essere cresciuta cattolica e rigidamente democratica, di aver avuto l'appoggio che le ha consentito di passare dalla "cucina" al "Congresso", con cinque figli ed un notevole numero di nipotini. Una donna italo-americana, dopo duecentotrent'anni di storia degli USA che hanno visto nei ruoli fondamentale di governo soltanto e sempre uomini. Un'altra donna italo-americana vanta l'unico altro primato della nostra etnia: fu Geraldine Ferraro la prima e sola candidata alla Vice Presidenza degli Stati Uniti. Nessun italo-americano è mai stato candidato ad alcuna di queste cariche".

I sorrisi di soddisfatto compiacimento della neoeletta durante la cerimonia del suo insediamento erano riverberati ed amplificati ancora di più da quelli della ex first lady Hillary Clinton che appartiene alla stessa cordata politica della Pelosi e che in preparazione alla sua corsa per la Casa Bianca, come primo presidente di sesso femminile, vede nella realizzazione della collega italoamericana anche un importante passo avanti verso la possibile realizzazione del suo sogno presidenziale.
I tempi sono forse maturi per la caduta di un altro tabù, forse il penultimo nella direzione dell'assegnazione della Presidenza ad un rappresentante di una minoranza emergente come quella ispanica o quella afroamericana. E' quindi probabile, finalmente, per il periodo in cui i sei nipoti che la Pelosi aveva con sé alla cerimonia diventeranno maturi che anche quell'ultimo ostacolo all'effettiva equiparazione di tutti gli Americani sia rimosso.

L'America è stata sempre tradizionalmente definita con orgoglio dagli Americani come "la terra delle opportunità" ed è quindi naturale ritenere che tale opportunità sia messa a disposizione di tutti. Piace molto della Pelosi ed è molto "americano" da parte sua l'intenzione da questa dimostrata di non voler godere di sconti e favori particolari riservati al gentil sesso. Una delle sue affermazioni più celebri sembra, infatti, echeggiare la concezione tipicamente legata alla religione cattolica che si dovrebbe essere giudicati in base alle opere ed è evidente, proprio per questa concezione, che anche un paese non cattolico come gli Stati Uniti ha finito per bocciare l'attuale amministrazione repubblicana specialmente sull'andamento poco brillante della guerra irachena. Le filippiche anti Bush della Pelosi e della Clinton a questo proposito hanno contribuito sicuramente a dare una potente spallata ai Repubblicani nel corso delle ultime elezioni di metà mandato ed adesso le "attaccanti" della formazione democratica ricevono la meritata retribuzione in termini tanto di cariche che soddisfazioni personali.

"Nel suo discorso di insediamento la Pelosi cita San Francesco, patrono della città che l'ha eletta e l'inno a San Francesco che prega Dio di renderlo strumento di pace" ricorda ancora Silvana Mangione. "Invoca il partenariato e non la faziosità, promette di essere la presidente di tutta la Camera dei Deputati e non soltanto dei democratici che l'hanno votata all'unanimità. Si impegna a proteggere le truppe e i veterani, la classe media e l'ambiente, la riconquista da parte degli Stati Uniti della posizione di leader riconosciuto a livello internazionale e il controllo della spesa per non aumentare il deficit. Sfida Bush a presentare una nuova strategia di uscita dall'Iraq, perché, dice, il popolo americano ha votato contro una guerra senza fine, consegnando la maggioranza dei due rami del Parlamento ai democratici. Ammonisce la Camera che le prime cento ore dovranno produrre una reale riapertura al popolo con l'approvazione di una legge veramente rigida sul comportamento etico di tutti coloro che rivestono posizioni nel governo e nella legislatura".

La signora Pelosi, che è ormai diventata un punto di riferimento importantissimo dell'area progressista, aveva iniziato la giornata forse più importante della sua carriera politica recandosi a pregare in una chiesa dove erano pure presenti alcuni rappresentanti repubblicani. Un buon segno capace d'infondere speranza agli osservatori ed a tutti quelli che temono ora il muro contro muro tra i due opposti partiti su tematiche importantissime come l'innalzamento dello stipendio minimo, l'estensione d'ulteriori benefici medici ai meno abbienti e specialmente la finalizzazione decorosa del lungo conflitto iracheno che è stato lo scoglio insidioso su cui ha fatto naufragio l'attuale vascello repubblicano. Gli Americani, però, in questo momento vogliono guardare con fiducia ed ottimismo ad un futuro che si è tinto di rosa grazie a Nancy Pelosi, una signora di ferro che ieri, mentre si preparava a ricevere il suo nuovo e prestigioso incarico, stringeva affettuosamente a sé i nipotini da buona nonna e sognava forse per loro un'America più aperta ai più deboli ed in cui essi saranno più sicuri di quella attaccata l'undici settembre. (di Ro Pucci - da News ITALIA PRESS agenzia stampa - 5 gennaio 2007 - questo articolo è disponibile online su http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&info=131513 )

3. RASSEGNA STAMPA ELEZIONI USA, HILLARY CLINTON SI CANDIDA
L'ex first lady rompe gli indugi e lancia la sfida per le presidenziali 2008
L'annuncio è stato dato con un video sul sito internet della senatrice
"Bush ha fallito, ci sono e voglio vincere" (da repubblica.it)

Hillary Clinton ha deciso. La senatrice democratica moglie dell'ex presidente Bill Clinton, si candiderà alle elezioni presidenziali Usa del 2008. "Ci sono anch'io e voglio vincere", ha spiegato in un video diffuso dal suo sito internet. "'Dopo sei anni di fallimenti dell'amministrazione Bush, solo un nuovo presidente può riguadagnare la posizione dell'America come leader rispettato nel mondo" ha detto la senatrice democratica. La senatrice ha annunciato la formazione di un comitato esplorativo, in modo da poter raccogliere fondi elettorali e aprire uffici negli stati-chiave delle elezioni 2008. "Come senatore - ha detto Hillary - trascorrerò i prossimi due anni a fare tutto ciò che posso per limitare i danni che George W. Bush può fare. Ma solo un nuovo presidente potrà smontare gli errori di Bush e riportare speranza e ottimismo".

Seduta su un divano a fiori la Clinton nel video ha esortato gli americani a unirsi alla sua campagna "per una conversazione sul futuro del nostro paese". La scelta del giorno dell'annuncio non appare del tutto casuale, perchè il 20 gennaio 2009 il successore di Bush presterà giuramento al Campidoglio assumendo ufficialmente la carica di presidente. La decisione di sciogliere le riserve proprio oggi cade, quindi, a due anni esatti dall'insediamento del nuovo capo della Casa Bianca. Hillary Clinton, 59 anni, dovrà vedersela con Barack Obama: la sfida tra i due deciderà l'investitura dei democratici. Lo scontro sarà tra la prima donna e il primo afroamericano che hanno serie possibilità di sedersi alla Casa Bianca. Gli altri aspiranti sono l'ex candidato alla vicepresidenza nel 2004, John Edwards, l'ex governatore dell'Iowa Tom Vilsack, il deputato dell'Ohio Dennis Kucinich e il senatore del Connecticut Chris Dodd.

Tuttavia Obama, senatore democratico dell'Illinois, ha commentato con grande fairplay la decisione di Hillary Clinton di candidarsi alla Casa Bianca nel 2008. "La senatrice Clinton è una buona amica e una collega che rispetto molto", ha dichiarato. "Do il benvenuto a lei e agli altri candidati, non come concorrenti ma come alleati nel compito di riportare il nostro Paese sul binario giusto", ha aggiunto. (questo articolo è disponibile sul sito di www.repubblica.it all'indirizzo www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/elezioni-clinton/elezioni-clinton/elezioni-clinton.html  - gennaio 2007)

4. BULGARIA E ROMANIA NELL'UNIONE. DAL 1° GENNAIO, EUROPA A 27
L'Unione Europea ha festeggiato il capodanno 2007 accogliendo due nuovi membri, Romania e Bulgaria, che portano a 27 il numero dei partner dell'Unione. Si tratta, secondo numerosi osservatori, di un avvenimento di portata storica per Bucarest e Sofia, che salda ancor più i Balcani all'Europa, a 17 anni dalla caduta del muro di Berlino e a due anni e mezzo dall'ingresso nell'Unione, nel maggio 2004, di dieci nuovi stati membri, tra cui otto paesi dell'ex blocco orientale. Romania e Bulgaria portano in dote trenta milioni di abitanti e tassi di crescita invidiabili, tra il 5 e il 6 per cento annui, ma anche problemi che riguardano corruzione, insufficienti standard di sicurezza alimentare per l'export di latte e carne e - per la Bulgaria - anche il trasporto aereo. I due paesi dovranno dunque intensificare gli sforzi per realizzare le riforme necessarie a colmare il gap che ancora li separa dal resto d'Europa. Con il primo gennaio 2007, anche Eurolandia segna una new entry: entra infatti tra i paesi dell'Euro la Slovenia, tredicesimo stato che aderisce alla moneta unica. Bruxelles valuta positivamente lo stato delle finanze pubbliche e dello sviluppo sloveno. (gennaio 2007)

5. IL 6 FEBBRAIO GIORNATA CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI
(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) New York - Il 6 febbraio si commemora la Giornata Mondiale Tolleranza Zero alle Mutilazioni Genitali Femminili, data che mobilità diversi collettivi, gruppi e organizzazioni di donne, che manifestano a livello internazionale la loro protesta contro questa pratica. Secondo informazioni del portale latinoamericano Mujereshoy, le mutilazioni genitali vengono inflitte a circa tre milioni di bambine, con una incidenza maggiore nei paesi dell'Africa ed in alcune comunità di migranti in Europa, Nordamerica ed Australia. Questa odiosa violazione dei diritti umani fondamentali delle donne, viene praticata senza alcun tipo di anestesia, in assenza delle più elementari norme igieniche e sanitarie, determinando conseguenze gravissime sulla salute delle bambine, come infezioni croniche, dolori lancinanti durante le mestruazioni e nei rapporti sessuali, pericoli nel corso dei parti, ma soprattutto accuse, sanzioni e violenze da parte della comunità di appartenenza quando il ventre di queste bambine si gonfia a causa delle infezioni e della difficoltà del normale flusso mestruale che l'ignoranza della gente qualifica come gravidanza. Da tutto questo non possono che prodursi traumi psicologici e spesso la morte di bambine quale risultato del dissanguamento, dell'infezione, dell'aggressione della comunità.
Secondo i dati dell'organizzazione Equality Now, le mutilazioni genitali femminili (MGF), si realizza no in varie odiosissime forme: l'escissione parziale o totale della clitoride, il taglio delle piccole o grandi labbra, l'infibulazione. In tal senso, almeno 2 milioni di bambine, ogni anno, cioè 6.000 ogni giorno, rischiano la brutalità di queste operazioni che nelle comunità africane rappresentano un requisito per il matrimonio, tanto che la maggioranza delle bambine sono sottomesse a questa pratica prima del compimento del quattordicesimo anno. Le MGF si basano sull'idea che nella clitoride risiede il desiderio sessuale delle donne, é che dunque necessario eliminarlo per assicurare la loro verginità.
Sradicare questa pratica attraverso l''educazione e un'informazione capace di trasmettere valori e messaggi differenti relativi alla eliminazione della discriminazione di genere, resta una delle mete fondanti della campagna della Giornata Mondiale Tolleranza Zero alle Mutilazioni Genitali Femminili. Attualmente esistono iniziative ed azione in paesi africani che completano il lavoro delle attiviste delle reti internazionali per sradicare questa pratica. In molti villaggi africani si organizzano cerimonie speciali dove le autorità locali assumono la responsabilità di porre fine a questa abitudine tribale, discriminante, dolorosa, mortale.
Nella località di Vebenam in Egitto, l'Unicef appoggia il progetto denominato "Villaggio modello libero dalla mutilazione genitale femminile" che ha come oggetto avvicinare i gruppi che ancora praticano le MFG in modo da portare all'attenzione della parola pubblica i pericoli che corrono le bambine, invitando, incoraggiando e sostenendo le comunità nell'eliminazione della pratica. In Sudan, i leader religiosi si avvalgono della loro autorità per affermare che la mutilazione genitale femminile è una violazione ai principi spirituali e teologici. Oltre a queste esperienze, attualmente si conta sul Protocollo di Maputo, uno strumento giuridico applicabile in Africa che proibisce espressamente questa pratica. Il Protocollo è entrato in vigore nel novembre di 2004 dopo essere stato ratificato da 15 paesi.
Infine, un collettivo di donne artiste di distinti paesi ha recentemente organizzato un'esposizione internazionale in Internet, come modo per protestare contro la MGF, perché - sostengono le organizzatrici - "la forza creativa delle opere dà contenuto alla denuncia, permettendo così di recuperare immagine e messaggio da trasmettere a tutta la cittadinanza. Il senso di questa azione mira a creare un'alleanza globale affinché si elimini totalmente la pratica e le abitudini nelle quali si colloca la mutilazione genitale femminile. Siamo però coscienti - concludono le organizzatrici - che solo un'alleanza globale potrà patrocinare direttamente il rispetto dei diritti umani delle donne e delle bambine".

6. IL 7 E L'8 FEBBRAIO A ROMA "VOCE ALLE DONNE
DEL MEDITERRANEO", PER AVVICINARNE LE SPONDE

(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Roma - La questione mediterranea attraverso gli occhi delle donne, questo l'intento della tavola rotonda del 7 e 8 febbraio a Roma intitolata Mondi di donne. Rive Mediterranee.L'istituto Cervantes di Roma assieme alla Fondazione Tres Culturas e all'Università Complutense di Madrid hanno riunito insieme una quindicina di note intellettuali, politologhe, femministe, filosofe, sociologhe e creatrici delle due sponde, per riflettere e confrontarsi sulla realtà e le nuove sfide, le lotte e le prospettive del Mediterraneo. E' Fanny Rubio Gamez, direttrice dell'Istituto Cervantes di Roma, che descrive l'obiettivo dell'iniziativa: "In un momento in cui il Mediterraneo è un mare di guerra le donne sono le più indicate per creare un dialogo tra le due rive. Perché capaci di sostituire alla prospettiva di azione tipicamente maschile una capacità di pensiero e dialogo. Il Mediterraneo è diventato il luogo più politicizzato del mondo ed è necessario trasformarlo in una sorgente di parole". La prima direttrice donne di Cervantes tiene poi a sottolineare che le donne invitate che prenderanno parte al convegno sono "tutte donne senza velo. Inoltre molte di loro sono leader di movimenti contro la violenza su donne e bambini, quindi donne coraggiose: alcune sono anche state perseguitate. E poi ci sono le donne creatrici, nei vari campi dell'arte, del cinema, della scrittura. E' un ventaglio rappresentativo del Mediterraneo femminile, ma anche di tutte le donne del mondo, che lottano e che pensano". L'iniziativa (altre informazioni sul sito http://roma.cervantes.es ) costituisce un'anteprima dell'evento "Mundos de mujeres", in programma in Spagna nel 2008, organizzato dall'Università Complutense di Madrid.

7. UNIONE EUROPEA: STRASBURGO DA' IL VIA
ALL'AGENZIA SULL'UGUAGLIANZA DI GENERE

(da Dwpress - Numero 248/249 del 15/16 dicembre 2006) Strasburgo - Vilnius, Lituania, ospiterà la prima Agenzia per l'uguaglianza di genere alla quale ieri il Parlamento ha dato il via libera. Amalia Sartori, (Fi) relatrice del provvedimento, ha spiegato: "L'istituto europeo di genere sarà una struttura tecnica ed indipendente, attiva già dal 2007 con un budget di 52 milioni di euro per il periodo 2007-2013, che si occuperà di analizzare i dati e le ragioni del fenomeno discriminatorio, senza tralasciare la diffusione delle buone prassi, e di quelle soluzioni normative che hanno permesso a molti paesi del Nord Europa di realizzare nel miglior modo possibile il proprio potenziale di rappresentatività sociale. Non dimentichiamo che le donne rappresentano, oggi, il 52% della popolazione europea e che purtroppo - ha sottolineato l'europarlamentare - in pochissimi settori, dall'economia alla politica, è possibile riscontrare una equivalente percentuale di partecipazione femminile, sopratutto scorrendo la scala gerarchica fino ai livelli dirigenziali. Solo in sette dei 25 Paesi (Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia, Germania, Belgio, Austria) - sottolinea infine Sartori - la rappresentanza femminile nei Parlamenti nazionali raggiunge il 30%, quando circa la metà dei parlamentari in Rwanda ed in quasi tutti i parlamenti africani sono donne. L'Italia, paese fondatore della Cee e membro del G8 si colloca, in questa classifica, al 76 posto, preceduta da Giamaica, Burkina Faso e Lesotho".

8. ADDIO ALLA STORICA ELISABETH FOX-GENOVESE
CAPOSCUOLA DEGLI WOMEN'S STUDIES

(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Washington - E' morta all'età di 65 anni la storica statunitense Elizabeth Fox-Genovese, una della prime storiche a proporre gli "women's studies" nel mondo universitario, ovvero l'elaborazione storica del femminismo applicata agli studi scientifici. E' stato il marito, lo storico Eugene D. Genovese ad annunciarne la scomparsa precisando che la moglie era malata ormai da tempo di sclerosi multipla. Nel 1986 Fox-Genovese fondò l'Institute for Women's Studies, di cui è stata direttrice fino al 1991, fu autrice di vai libri e fondò, nel 1969, la rivista storica "Perspectives", caratterizzata da una decisa adesione alla storiografia marxista, a cui seguì il sostegno pieno al movimento femminista, che venne poi negli anni '90 da lei abbandonato per abbracciare la fede cattolica. "La storia non deve sostituire la cronaca dei soggetti femminili a quella dei maschi - spiegava a proposito degli women's studies - ma piuttosto far riemergere i conflitti, le ambiguità e le tragedie al centro del processo storico: esplorare le varietà e i termini ineguali in cui i sessi, le classi e le razze partecipano alla formazione di un comune destino".

9. A PARIGI, CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA DONNA NERA
(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Roma - Si tiene a Parigi, dal 14 al 17 gennaio 2007, il Congresso Internazionale della Donna Nera. Le donne di colore, provenienti da Europa, Africa, America e Caraibi, e facenti parte di delegazioni di reti femminili, ONG ed associazioni di donne, si riuniranno presso il Grande Arco de La Défence. E' un evento rivolto a tutte le donne e agli uomini, ai capi di impresa, alle donne d'affari, a coloro che in generale intendono presentare un progetto, allo scopo di scambiarsi e condividere informazioni. La partecipazione delle donne di colore al mondo economico è ormai un dato tangibile, e tuttavia a volte il loro talento non viene sfruttato a causa dei pregiudizi razziali. I temi del Congresso sono: Educazione, Formazione e Salute; Il ruolo delle donne nel mondo economico; L'accesso al credito; La comunicazione e le nuove tecnologie ed in particolare i mass-media africani; Donne ed artigianato, il valore dei mestieri manuali;Il turismo - una fortuna per l'Africa. Interverranno Christine Kelly, figura emblematica della catena televisiva LCI e Claudy Siar, protagonista di RFI, Nana Kunadu Ageymang Rawlings, ex First Lady del Ghana, Dorothy.I.Height, presidente del National Council of Global Council, Georgette Okemba, membra del gabinetto del Presidente dell'Unione Africana.

10. ARRESTATA IN SPAGNA L'EX PRESIDENTE ARGENTINA ISABEL PERON
(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Madrid - Isabel Peron, 75enne ex presidente argentina, è stata arrestata da alcuni agenti dell'Interpol a causa della morte di un giovane dissidente avvenuta sotto la presidenza di Peron stessa. La vedova di Juan Peron si è già opposta al procedimento di estradizione, il giudice dovrà quindi decidere se porla in stato di detenzione o accordarle gli arresti domiciliari in attesa dei termini di legge. Isabelita, questo il suo soprannome, ex ballerina, conobbe Peron a Panama durante il suo esilio e si sposò con lui nel 1961 a Madrid dove la coppia ha risieduto sino al ritorno in Argentina del presidente. Dopo il golpe del 1976, Peron tornò a Madrid, dove vive tuttora.

11. CINA: MANCANO LE DONNE...
(da Dwpress - Numero 10 del 18 gennaio 2007) Pechino - In Cina mancano le donne, tanto che milioni di cinesi cercano invano una compagna, mentre si calcola che nell'anno 2020 la nazione avrà circa 30 milioni di uomini tra 20 e 45 anni che saranno soli e di fronte alla frustrazione di milioni di uomini celibi, gli esperti annunciano una possibile "instabilità sociale". Questi temi preoccupano grandemente la Commissione di pianificazione familiare governativa, la quale prende atto con rammarico che una delle cause è ravvisabile nel fatto che in Cina sono tradizionalmente privilegiati gli uomini e sono sempre più frequenti gli aborti volontari di bambine, tanto che lo scorso anno, per ogni 100 bambine nate, si registravano 118,58 bambini. La tendenza non è nuova: già nel 1980 la percentuale di maschi era di 108,5 a fronte di 100 femmine, collocandosi sopra la media mondiale è di 104 contro 107.
Con l'evoluzione degli apparati di controllo e monitoraggio sanitario a ultrasuoni e con il crescente benessere, in Cina sono notevolmente aumentati gli aborti di feti femminili. In alcune regioni, come nelle province meridionali di Guangdong e di Hainan, il numero di bambine nate è ancora più basso: 100 femmine su 130 maschi. Il fenomeno riguarda soprattutto i contadini i quali preferiscono figli maschi perché una volta sposati rimangono con i genitori, mentre le donne sono costrette a seguire il marito nella casa dei genitori. Questa tradizione cinese porrà un altro problema ai giovani contadini delle zone più povere: la mancanza di donne da impiegare nei campi li vedrà, infatti, costretti a rivolgersi ai trafficanti di persone i quali comprano le bambine molto piccole che i genitori rifiutano o che sequestrano per venderli in Cina o in altri paesi. In particolare le donne vengono attratte con false promesse e vendute ai contadini delle regioni più arretrate isolate.
"La discriminazione contro le donne continua ad essere il motivo principale del crescente squilibrio che si registra tra i sessi in Cina - commenta Liu Bohong, responsabile di un'investigazione dell'Associazione Statale delle Donne -. Le usanze popolari, ma soprattutto la stretta politica di pianificazione familiare cinese che permette un solo figlio per coppia, ha determinato l'attuale situazione. Come é altrettanto chiaro - dice Bohong - che l'incontrollata crescita della popolazione pari a 1.300.000 di persone, la mancanza di una politica di attenta contraccezione, l'assenza di informazioni alla cittadinanza, porterà enormi problemi per le risorse sia in Cime che nel mondo. Ma le attuali, difficili condizioni - spiega Liu Bohong - sono date dalla disuguaglianza e la discriminazione di genere, quale risultato di una cultura tradizionale cinese secondo la quale gli uomini sono superiori alle donne. L'idea che le bambine non valgono niente viene indirettamente sostenuta anche dall'attuale, inadeguata pianificazione familiare, che permette ai contadini di avere un secondo figlio, se la prima è 'solo' una femmina e - conclude Bohong - aiutandoli con incentivi finanziari se anche la seconda è 'solo' una femmina".
In Cina non è permesso verificare il sesso di un feto per ragioni che non siano esclusivamente di carattere medico, ma le violazioni a questa regola non vengono debitamente punite. Dal 1 gennaio 2007, nella provincia di Henan, gravemente attraversata da questa situazione, esistono disposizioni più restrittive verso i controlli ostetrici e prenatali che tentano di ostacolare gli aborti di bambine, tanto che chi interrompe la gravidanza dovrà pagare dai 10.000 ai 30.000 yuan. Se si è recidivi, si dovrà versare l'intero importo del reddito annuale della propria famiglia.

12. CINA: UCCISE DAL ROGO 7 OPERAIE CHIUSE IN FABBRICA DAI PROPRIETARI
(da DWpress - Numero 13 del 22 gennaio 2007) Shenzhen - Ritorna come un incubo la notizia della morte di donne chiuse all'interno dei luoghi di lavoro, così come avvenuto più di un secolo fa, quando un gruppo di donne morì nella fabbrica incendiata, da cui non fu possibile scappare perché le porte erano chiuse dall'esterno dai padroni. Da allora le donne hanno indicato l'8 marzo come Giornata internazionale di commemorazione di quel terribile avvenimento. Ancora oggi, fatti così esecrabili continuano a manifestarsi. La notizia è stata diffusa dall'Agenzia AsiaNews: la morte di 7 operaie uccise e di 4 ricoverate in gravi condizioni, per il rogo scoppiato in una fabbrica illegale di Gongming, i cui proprietari avevano segregato le donne per impedire loro la fuga. Le operaie - spiega Asia News -lavoravano per una fabbrica tessile che si trova al secondo piano di un edificio nei pressi di Shenzhen. L'incendio è nato dall'incenerimento di alcuni materiali d'avanzo e si è propagato rapidamente in tutto l'edificio. Secondo alcuni testimoni, le operaie non sono riuscite a fuggire dalle fiamme perché sia le porte che le finestre erano state chiuse dall'esterno. Persino i pompieri chiamati sul posto - aggiunge Asia News - non sono riusciti ad entrare nell'edificio se non dopo 30 minuti. Secondo un rappresentante del governo locale, nella fabbrica lavoravano a tempo pieno 16 persone: il proprietario è stato arrestato. Non è la prima volta che, in Cina, la pratica barbara di chiudere gli operai all'interno di una fabbrica uccide: lo scorso anno, 13 operaie di Shantou sono morte dopo un incendio divampato all'interno del loro dormitorio. Nel 1993, sempre a Shenzhen, uno dei centri più vitali della nuova economia cinese, sono morti 87 lavoratori, chiusi all'interno di una fabbrica di giocattoli. Secondo alcuni rappresentanti del governo centrale, serviranno ancora altri 10 anni per far uscire la Cina dalle "ombre dell'alta mortalità sui luoghi di lavoro", che sarebbero provocate dalla "rapida industrializzazione che continua a vivere il Paese".

13. INDIA: I FONDAMENTALISTI CONTRO LA SCRITTRICE TASLIMA NASREEN
(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Nuova Delhi - Continua la persecuzione contro la scrittrice Taslima Nasreen, autrice del libro Vergogna che già in passato è stata colpita dalla fatwa in Bangladesh, lanciata dagli integralisti per le sue idee liberali e la sua lotta a favore dell'eguaglianza di genere. E' ora la volta dei fanatici di All India Muslim Personal Law Board che a seguito di un articolo della scrittrice apparso nei giorni scorsi su riviste indiane, titolato Bruciamo il burqa, ritenuto "offensivo e denigratorio", hanno lanciato i loro strali chiedendo alle autorità indiane di "cacciare fuori dal paese la scrittrice" e di non rinnovare il visto d'asilo di cui la scrittrice gode a causa delle persecuzioni subite nel suo paese. Ma sarà difficile intimorire Taslima Nasreen la quale, in un'intervista ha spiegato:"scrivo per quello che penso e penso che in alcuni casi la situazione delle donne nell'Islam sia di oppressione. L'obbligo di indossare un burqa è per me uno di questi casi - ha detto Nasreen -. Io voglio vivere in una parte di mondo che risponde alla mia cultura e con la gente di cui scrivo. Credo che la mia azione sia molto più efficace da qui di quanto non lo sarebbe se mi trasferissi in Europa.Non voglio generalizzare, ma il fondamentalismo è in crescita in ogni parte del mondo e non si può più dire che in una zona è pericoloso e nell'altra no. È un virus che viaggia da un paese all'altro e che si combatte solo con l'educazione, l'uguaglianza e dividendo lo stato dalla religione. Un concetto - conclude la scrittrice - che pochi governi, compresi quelli europei, hanno afferrato: gli estremisti sono una minoranza fra i musulmani ma molti stati e governi li considerano rappresentanti di intere comunità, solo per cercare di tenerli buoni. Questa è una politica che non paga, bisognerebbe affrettarsi a capirlo".

14. LISBONA: APPELLO PER I DIRITTI DELLE DONNE
IN VISTA DEL REFERENDUM SULL'ABORTO

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Lisbona - Pubblichiamo di seguito l'appello ricevuto dalla Piattaforma portoghese per i diritti delle donne relativo al referendum sull'aborto che si terrà l'11 febbraio 2007: "Care amiche e cari amici, la Piattaforma portoghese per i diritti delle donne vuole innanzitutto augurare a tutti voi un felicissimo anno nuovo! Come sicuramente saprete, l'11 febbraio si terrà in Portogallo un referendum per la non criminalizzazione dell'aborto (fino alla decima settimana di gravidanza e su richiesta della donna). La Piattaforma ha deciso, in vista di questo importante evento, di appoggiare, unanimemente, tutti i movimenti cosiddetti pro-choice, ovvero a favore di una scelta libera e consapevole da parte delle donne. Inoltre, lo stesso Coordinamento portoghese della Marcia Mondiale delle Donne ha chiesto agli altri coordinamenti europei di appoggiare questa lotta in favore della depenalizzazione dell'aborto in Portogallo mediante una serie di azioni di solidarietà nei propri paesi. Tali azioni si svolgeranno il 18 gennaio, giorno del 5° anniversario del processo in cui 17 donne furono condannate per il 'crimine dell'aborto'. Queste azioni di solidarietà potranno essere sotto forma di manifestazioni davanti alle ambasciate portoghesi presenti nel proprio paese, o attraverso la diffusione di materiale cartaceo in cui si esprime la solidarietà a questa lotta. Infine, la Piattaforma portoghese per i diritti delle donne chiede di essere informata, all'indirizzo e-mail lilianaazevedo@plataformamulheres.org.pt, riguardo tutte le iniziative promosse in favore di questa lotta in modo che esse possano essere pubblicizzate e mostrate durante la conferenza stampa che si terrà il 24 gennaio a Lisbona. Grazie infinite a tutti!". Liliana Azevedo. Info: lilianaazevedo@plataformamulheres.org.pt

15. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/1
WANGARI MAATHAI PARLA DEL DEBITO ESTERO

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Nairobi - Wangari Maathai, Premio Nobel per la pace partecipa al dibattito sul debito estero, organizzato da Africa Church on Debt and Development e Norwegian Church Aid. In un'intervista rilasciata a Vita, racconta dell'orgoglio che prova perché il suo paese, martoriato da fame e guerre, accoglie questo VII Forum le cui sfide sono indicate con chiarezza. "Ci sono punti sui quali dobbiamo mantenere un'attenzione molto alta - dice Wangari Maathai -. Tra questi, penso ovviamente all'ambiente, ma anche alla questione legata al debito. La crisi del debito estero rimane un ostacolo determinante per la lotta contro la povertà, sia in Africa che in America Latina e Asia. Nonostante i progressi compiuti da alcuni paesi africani in tema di politiche di buon governo e, più in generale, di democrazia rappresentativa, molte altre nazioni rimangono soffocate sotto il peso del debito, alimentando un vero e proprio circolo vizioso che vede i governi africani nell'incapacità di poter erogare risorse finanziarie a favore della good governance, la quale a sua volta è chiamata a garantire la trasparenza delle politiche di finanziamento in settori vitali come la salute, l'ambiente e l'educazione..Ora, è bene ribadire che i soldi richiesti dalle istituzioni finanziarie e dai governi ricchi sono illegittimi perché fondati su vecchi finanziamenti concessi a governi e regimi ultracorrotti. Perché un contadino senegalese deve pagare per le politiche scellerate di un Mobutu? E chi è al riparo di questo debito sono sempre gli stessi, cioè le classi africane più agiate, mentre chi viene realmente colpito sono i più poveri. Penso agli abitanti delle baraccopoli di Nairobi che molti partecipanti del Forum e giornalisti hanno visitato in questi giorni. Bene, chi mai pensa alle conseguenze che ogni giorno il debito fa pesare su questi cittadini? Alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale probabilmente nessuno. In ballo non è soltanto una questione di solidarietà da rivolgere nei confronti dei poveri, ma di giustizia sociale a cui un giorno qualcuno dovrà rispondere. Da cui la necessità di urlare al mondo il nostro disappunto e ribadire la nostra volontà di lottare fino all'ultimo affinché l'intero debito venga cancellato. Io credo che il Forum mondiale sia un'occasione straordinaria per scambiare idee confrontarci sulle battaglie che ognuno di noi sta portando avanti. Ma la cosa più importante è poi essere in grado di fare rete. La sopravvivenza del Forum sociale mondiale dipende dal modo con cui riusciremo ad allargare il network. E' l'unica via possibile per rendere incisive le nostre iniziative, sia nei confronti dei governi del Sud del mondo che quelli appartenenti alla sfera più privilegiata del nostro pianeta".

16. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/2
L'ITALIA CANCELLA 44 MLN DI EURO DI DEBITO DEL KENYA

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Nairobi - La viceministra per gli esteri Patrizia Sentinelli, approverà il regolamento di attuazione dell'accordo per la cancellazione del debito del Kenya da parte dell'Italia. L'incontro con i rappresentanti del governo keniota avviene in occasione del Forum sociale mondiale in corso a Nairobi. "Il nostro governo ha deciso di cancellare i 44 milioni di euro di debito del Kenya, anche su pressione della società civile di entrambi i Paesi - afferma Patrizia Sentinelli -. Qui stiamo ascoltando le esperienze dei gruppi e delle associazioni africane che sono impegnati sul fronte dei diritti umani, dell'accesso alle risorse da parte delle popolazioni locali, della riconciliazione e della prevenzione dei conflitti. Da parte nostra dobbiamo fare di tutto per cancellare il debito estero che resta un freno allo sviluppo.La politica europea nei confronti dell'Africa deve cambiare - ha continuato la viceministra - Deve cambiare la logica di sfruttamento e di accaparramento delle risorse del continente africano che causa guerre e devastazioni ambientali - ha proseguito - ma deve cambiare anche l'aiuto pubblico allo sviluppo, quello basato sull'assistenzialismo non aiuta l'Africa. Noi cercheremo di rinnovare le dinamiche della cooperazione anche con una nuova legge. La viceministra ha sottolineato che la riforma terrà conto anche delle nuove iniziative di cooperazione decentrata fra enti locali italiani e quelli africani. In uno dei seminari del Forum Sociale è emerso che solo la regione Toscana sostiene e finanzia 40 progetti di sviluppo nell'Africa subsahariana. Patrizia Sentinelli ha anche preso posizione contro l'intervento etiope e statunitense in Somalia.

17. KENYA: VII FORUM SOCIALE MONDIALE/3
VANDANA SHIVA PRESENTA IL MANIFESTO DELLE SEMENTI

(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Nairobi - Una sintesi del Manifesto delle Sementi, presentato al VII Word Social Forum da Vandana Shiva, attivista ecologista, laureata in Fisica quantistica ed economista, dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India, è stata pubblicata da Ecoalfabeta quale contributo di conoscenza soprattutto per la parte che riguarda "le leggi delle sementi".
- Diversità. "La diversità è la nostra più grande sicurezza. La diversificazione è stata la strategia di innovazione agricola più diffusa e di successo negli ultimi 10.000 anni. Aumenta la scelta tra diverse opzioni e le probabilità di adattarsi con successo ai cambiamenti ambientali ed ai bisogni umani. Perciò, in contrasto con l'attuale tendenza verso la monocultura e l'erosione genetica, la diversità deve tornare ad essere la strategia di punta per lo sviluppo futuro delle sementi".
- Libertà delle sementi. "Le sementi sono un dono della natura e delle diverse culture, non un'invenzione industriale. Trasferire questa antica eredità di generazione in generazione è un dovere ed una responsabilità. Le sementi sono una risorsa di proprietà comune, da condividere per il benessere di tutti e da conservare per il benessere delle generazioni future e per questo non possono essere privatizzate o brevettate".
- Semi per il futuro. "Le sementi devono adattarsi all'ambiente locale, piuttosto che richiedere l'adattamento dell'ambiente alle necessità del seme".
- Riduzione dei gas serra. "Le sementi non devono richiedere input energetici esterni (attraverso i fertilizzanti, i pesticidi e il combustibile) oltre lo stretto necessario"
- Eliminazione di agenti chimici tossici nello sviluppo delle sementi.
- La qualità del cibo,"che comprende anche il suo sapore e il suo valore nutrizionale devono essere le principali preoccupazioni nello sviluppo di nuove sementi.
- Le donne protagoniste. "Le donne rappresentano la maggioranza della forza lavoro agricola e sono le tradizionali custodi della sicurezza, diversità e qualità dei semi ... Il loro ruolo centrale nella protezione della biodiversità deve essere sostenuto".
Insomma, le sementi non sono una faccenda tecnica per esperti agronomi, ma devono interessare tutti... perchè ogni cibo deriva in qualche modo da un seme! Detto altrimenti, democratizzare l'uso delle sementi è uno dei pilastri per la difesa futura della democrazia sulla terra.

FRONTI DI GUERRA

1. UNICEF E SAVE THE CHILDREN: PORRE FINE
ALLE SOFFERENZE DI BAMBINE E BAMBINI DELLA SOMALIA
(da Dwpress - Numero 7 del 15 gennaio 2007) Nairobi - C'è bisogno urgente di pace e stabilità in Somalia per porre fine alle sofferenze di migliaia di bambini somali colpiti dal conflitto in corso, hanno dichiarato oggi UNICEF e Save the Children. I bambini sono vittime del conflitto e, secondo testimonianze dirette, sono stati anche presenti in misura notevole come combattenti nei recenti scontri. UNICEF e Save the Children chiedono che tutti i bambini arruolati con gli eserciti o i gruppi armati vengano immediatamente smobilitati o rilasciati dai centri di detenzione, se prigionieri. Entrambe le agenzie chiedono al Governo federale di transizione e alle istituzioni somale di compiere i passi necessari per garantire che i bambini siano adeguatamente accuditi e riunificati alle loro famiglie in totale sicurezza e senza discriminazioni.
UNICEF e Save the Children esprimono grave preoccupazione per i rapporti secondo cui bambini e donne somali sono fra le vittime degli attacchi aerei e i campi per gli sfollati vengono bombardati. Le due agenzie temono che con la chiusura dei confini del Kenya siano aumentati i pericoli per i somali in fuga, e riferiscono che, mentre i bambini continuano a essere in assoluto i più esposti a rischi, sono pervenute notizie di alcuni bambini colpiti da proiettili vaganti, mentre altri rischiano di essere reclutati per combattere nelle truppe dei vari "signori della guerra" riemergenti. Ciò è inaccettabile ai sensi di qualsiasi norma militare e civile. Anche se la prospettiva di un governo centralizzato apre nuove possibilità, il paese deve affrontare sfide immense che bloccano le prospettive di un futuro stabile e sicuro per i bambini. La preoccupazione delle due agenzie è aggravata dal fatto che la situazione di conflitto limita molto l'accesso degli operatori umanitari, sia per raggiungere le popolazioni a rischio con i soccorsi, sia per monitorare la gravità delle violazioni dei diritti dell'infanzia.
Il rappresentante UNICEF in Somalia, Christian Balslev-Olesen, ha dichiarato che "ogni prolungamento del conflitto in Somalia contribuirebbe a compromettere i modesti progressi compiuti dai somali negli ultimi 15 anni con il sostegno della comunità internazionale". El Khidir Daloum, direttore per il paese di Save the Children, ha detto che "i bambini in Somalia, e in particolare al Sud, soffrono per le conseguenze di una triplice crisi umanitaria: siccità, inondazioni e ora il conflitto. Se la situazione non si stabilizza rapidamente, nessuno potrà garantire la sicurezza dei bambini somali; altri verranno separati dalle loro famiglie, resi orfani e esposti al rischio di abusi e abbandono". La scuola è la chiave per il recupero dei bambini somali. Ma con oltre 65-70 mila sfollati a causa dei combattimenti in corso e della persistente insicurezza, anche la frequenza scolastica è in grave calo.

2. IRAQ: LA GUERRA HA DISTRUTTO IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
(da Dwpress - Numero 2 del 9 gennaio 2007) Washington - A tre anni dell'invasione statunitense dell'Iraq, la guerra colpisce seriamente la vita delle donne e di coloro che stanno per nascere, in quanto ha disarticolato il vecchio ma un tempo funzionante sistema sanitario nazionale. L'infrastruttura dei nosocomi è stata distrutta dai bombardamenti, mentre dei 34.000 medici che prestavano servizio nel paese, 12.000 hanno abbandonato il loro lavoro e 2.500 sono stati rapiti o uccisi. Con questa situazione si è registrato un deciso aumento delle morti materne e infantile e una carenza assoluta dei servizi ospedalieri per gestanti.
A Baghdad, i costanti attacchi, gli attentati, le sparatorie inaspettate, le chiusure improvvise di strade e luoghi di accoglienza, rendono difficile il trasporto nei nosocomi ancora funzionanti delle donne in procinto di partorire. Particolarmente difficile appare la situazione nelle ore notturne, quando è quasi impossibile trovare servizi di medicina materno-infantile e mezzi di pronto soccorso. Il Washington Post informa che le donne che devono essere ricoverate, spesso sono costrette a chiedere un intervento di polizia notturna nella speranza di trovare ginecologi e medici in servizio. Per questa ragione molte irachene hanno cominciato a programmare in anticipo i parti cesarei affinché l'intervento possa avvenire di giorno, evitando i pericoli in cui si incorre a partire dal tramonto. In Iraq, l'oscurità non consente di partorire e l'attenzione neonatale viene completamente meno con conseguente complicazione per la salute del nascituro.
Altre opzioni a cui ricorrono le donne irachene è quella di scegliere una levatrice che assista la partoriente e il nascituro in casa, così come capita alle donne di moltissimi paesi del terzo mondo. La guerra minaccia giornalmente le irachene, mutandone la condizione di gestanti e di future madri, complicando non poco la loro vita e determinando condizioni di insicurezza fisica e psicologica.

3. AFGHANISTAN: I POVERI COSTRETTI A VENDERE LE FIGLIE
(da Dwpress - Numero 1 dell'8 gennaio 2007) Londra - La devastante siccità e la carestia che ha colpito l'Afghanistan, ha costretto numerose famiglie povere a vendere le figlie anche di otto anni come spose, in modo che i familiari possono comprarsi del cibo. Una sposa bimba costa circa 3000 euro. La denuncia è partita dall'ong Christian Aid e riportata sull'Observer, che ha raccontato la storia di Azizgul, 10 anni, la cui famiglia, non riuscendo ad avere un raccolto, è stata costretta a vendere la figlia alla famiglia di un ragazzo, 13 anni, che diventerà presto suo marito.

CULTURA E CONCORSI

1. REGGIO EMILIA RICORDA LEDA RAFANELLI,
FEMMINISTA E SCRITTRICE DEL '900

Il 27 gennaio 2007 Reggio Emilia ricorda Leda Rafanelli (1880/1971) con una giornata di studi nel Palazzo del Capitano del Popolo, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Emilia, dalla Biblioteca Panizzi e dall'Archivio della Famiglia Berneri-Aurelio Chessa. Si tratta di un personaggio eccentrico, suggestiva commistione di anarchismo e islamismo, femminista ante litteram, amata da Mussolini e Carrà, scrittrice, giornalista ed editrice. L'Archivio della Famiglia Berneri-Aurelio Chessa custodisce due fondi di Leda Rafanelli, e costituisce quindi il punto di partenza per la sua riscoperta e l'avvio di una riflessione sulla sua personalità versatile ed eclettica: autrice estremamente attiva, e ancora in buona parte inedita, Leda fu una donna che coltivò con coraggio le sue passioni, scandalizzando i benpensanti ma rimanendo sempre fedele a sé stessa.
Di famiglia piccolo borghese, durante un breve soggiorno ad Alessandria d'Egitto, a vent'anni si convertì all'islamismo. Rientrata in Italia, fu una attivissima militante anarchico-individualista. Impegnata in un'intensa attività pubblicistica, si affermò come scrittrice ed editore. In coppia con Giuseppe Monanni, suo compagno fino al 1934, diede vita alla Casa Editrice Sociale, la più importante iniziativa editoriale degli anarchici dell'epoca, che tradusse Stirner, London, Gorki, e pubblicò per la prima volta in Italia l'opera completa di Nietzsche. Leda Rafanelli frequentò intellettuali e scrittori del suo tempo, come Papini, Prezzolini, Palazzeschi, e rappresentanti del futurismo come Russolo, Boccioni, Marinetti. Con Carrà stabilì un proficuo rapporto di lavoro che sfociò in una storia d'amore a cui fece seguito, poco dopo, una relazione con Benito Mussolini. La sua attività antimilitarista, anticlericale e anticoloniale proseguì per tutta la vita al pari di quella di scrittrice: scrisse di politica ma anche narrativa, romanzi, racconti, poesie, prose ritmiche e fiabe. Negli ultimi anni della sua esistenza si guadagnò da vivere come insegnante di lingua araba, dipingendo calligrafie islamiche e scrivendo articoli per la rivista anarchica "Umanità Nova". (gennaio 2007)

2. CONCORSO GIORNALISTICO "ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN"
Il Festival del Giornalismo di Perugia, in collaborazione con l'Associazione Ilaria Alpi, bandisce il 1° concorso giornalistico "Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Una storia ancora da raccontare", per ricordare e tenere viva la memoria sul mistero della morte della giornalista di Rai3 Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, avvenuta il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Saranno premiati gli elaborati (articoli e video) che più si saranno distinti per contenuto e immagini, e che meglio avranno illustrato la storia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il concorso è riservato agli studenti delle scuole secondarie superiori, agli studenti iscritti alle facoltà di Scienze della Comunicazione, agli studenti delle scuole di giornalismo e gli allievi dei master in giornalismo di tutto il territorio nazionale. Gli elaborati dovranno essere inediti: non verranno presi in considerazione lavori apparsi su quotidiani, riviste e tv sia nazionali che locali. I lavori potranno essere frutto di un'attività individuale o di gruppo. Il concorso si articola in due sezioni.
Sezione a: carta stampata, articolo di due cartelle. Gli articoli non dovranno superare le due cartelle (6.000 battute spazi inclusi) e dovranno essere prodotti in due copie. Il vincitore (singolo o gruppo) riceverà un premio da 1000 euro.
Sezione b: video giornalismo, racconta la storia in 6 minuti. I filmati dovranno essere prodotti in due esemplari in supporto dvd o in VHS. In capo all'elaborato si dovrà specificare la sezione per la quale si concorre. Il vincitore (singolo o gruppo) riceverà un premio da 1000 euro. Il vincitore (singolo o gruppo) riceverà un premio da 1000 euro. Il premio della sezione videogiornalismo sarà messo in palio dall'Associazione Ilaria Alpi.
Ogni candidatura dovrà essere accompagnata da una scheda con le generalità dell'autore o degli autori (cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo, telefono, cellulare, indirizzo di posta elettronica, liberatoria per il trattamento dei dati personali ai sensi della legge 196/03). Tutti gli elaborati, per essere ammessi al concorso, devono pervenire entro il 28 febbraio 2007 a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:
Il Filo di Arianna - Segreteria organizzativa Festival del Giornalismo
via Cortonese 82/A - 06127 Perugia
Entro il 15 marzo 2007 la Giuria, a proprio insindacabile giudizio, selezionerà per ciascuna sezione i tre servizi migliori, rispondenti alle ragioni e allo spirito del concorso. Ne sarà data comunicazione a tutti i partecipanti tramite posta ed e-mail. Gli elaborati migliori verranno pubblicati sul sito dell'associazione Ilaria Alpi www.ilariaalpi.it. Tutti i partecipanti dovranno rispettare rigorosamente le modalità suddette, pena l'esclusione dal Concorso. La partecipazione è gratuita. Gli elaborati non verranno restituiti e potranno essere utilizzati dagli organizzatori, senza nulla a pretendere da parte dei partecipanti. Non è ammessa assegnazione ex-aequo del premio. La manifestazione finale di premiazione si svolgerà a Perugia nella giornata conclusiva del Festival del Giornalismo (domenica 25 marzo 2007).
Il premio dovrà essere ritirato personalmente dal vincitore o da un responsabile della scuola di provenienza. La Giuria si riserva di assegnare menzioni straordinarie, qualora si riscontrino servizi meritevoli oltre quelli rientranti nei premi stabiliti. La Giuria della Prima Edizione sarà composta da rappresentanti di Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Ordine Regionale dei Giornalisti dell'Umbria, Associazione Ilaria Alpi, da Mariangela Gritta Grainerconsulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e della Miran Hrovatin, e da Roberto Scardova, giornalista RAI.
Info: Il Filo di Arianna - tel. 075.5055807 - fax 075.5017894 - info@ilfilodiarianna.biz www.festivaldelgiornalismo.com - info@festivaldelgiornalismo.com

3. CONCORSO FOTOGRAFICO "L'EUROPA CON LO SGUARDO DELLE DONNE"
La Cooperativa sociale Ecoroma, in occasione dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti e nell'ambito del proprio programma di iniziative, volte a valorizzare l'arte e la cultura, con particolare attenzione ai giovani artisti, promuove la prima edizione di un concorso fotografico che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui vantaggi di una società giusta e solidale: "L'Europa con lo sguardo delle donne" vuole rappresentare le donne di oggi nei diversi paesi dell'Unione Europa e i loro vari contesti di vita quotidiana, dal lavoro allo sport, dal tempo libero alla cura della famiglia, nei luoghi delle relazioni sociali ma anche negli aspetti di solitudine e discriminazione sessuale. La partecipazione al concorso è gratuita e riservata a giovani autori, uomini e donne, non professionisti, di età compresa tra i 18 e i 39 anni (trentanovesimo anno di età non compiuto). La scadenza è per il 31 marzo 2007 ore 14. Bando integrale del concorso è pubblicato sul sito internet (sezione concorso) www.ecoroma.com . I migliori lavori saranno premiati con: l'esposizione all'interno di una mostra fotografica nella città di Roma, allestita presso uno spazio espositivo idoneo e coerente con le finalità del concorso; la pubblicazione dei lavori in un apposito catalogo. All'autore o autrice più meritevole andrà anche con una macchina fotografica.
Info: Ecoroma - Via Pieve Fosciana, 69 - 00146 Roma - ecoroma@gmail.com

4. CONCORSO PER RACCONTI "VOCI DI DONNE 2007"
La Circoscrizione di Piangipane (Ravenna) invita a partecipare al concorso "Voci di Donne" con un racconto di sole 20 righe che racconti una storia di donne. L'iniziativa, aperta a tutti, prevede la realizzazione di racconti brevi di non più di 20 righe (di settanta caratteri ciascuna circa) aventi come argomento esperienze di vita quotidiana al femminile, del presente o del passato. Il testo non deve essere firmato né riportare segni di riconoscimento, e deve essere redatto in forma dattiloscritta oppure manoscritto in carattere stampatello maiuscolo. Il plico utilizzato per la consegna degli elaborati deve risultare anonimo e contenere un solo racconto. Dentro una busta anonima a parte (inserita nello stesso plico contenente il racconto) devono essere indicati il nome, il cognome, l'indirizzo e il recapito telefonico. Il plico può essere consegnato direttamente presso la Biblioteca di Piangipane negli orari di apertura oppure spedito tramite posta a:
Il racconto in 20 righe
c/o Biblioteca di Piangipane - piazza XXII Giugno 6
48020 Piangipane (Ravenna)
I racconti devono pervenire alla Biblioteca di Piangipane entro e non oltre il 16 febbraio 2007 (non fa fede il timbro postale). Le opere saranno valutate da un gruppo di esperti lettori della Biblioteca. Verranno assegnati riconoscimenti ai partecipanti e alcuni racconti selezionati verranno letti durante una serata dedicata alle donne che si terrà presso la Circoscrizione Piangipane nei primi giorni del mese di marzo 2007.
Info: Biblioteca di Piangipane - tel. 0544.418853 - ravpg@sbn.provincia.ra.it

5. CONCORSO TEATRALE FEMMINILE "LA PAROLA E IL GESTO"
L'Assessorato alla Cultura del Comune di Imola e l'Associazione Culturale I Portici comunicano che sono aperte le iscrizioni alla XII edizione del Concorso Teatrale Femminile "La parola e il gesto - Premio Fondazione Cassa di Risparmio di Imola". Il termine ultimo per presentare la domanda è il 21 aprile 2007. Possono partecipare le attrici o aspiranti attrici con età compresa fra i 20 e i 32 anni. Il concorso si svolgerà ad Imola dall'1 giugno al 13 luglio 2007. Si può scaricare il bando contenete tutte le informazioni e le modalità di iscrizione dalla pagina http://www.associazioneiportici.it/Come_partecipare.html oppure richiederlo a
Associazione I Portici
via F.lli Cairoli 7 - Imola (Bologna)
Sono previsti i seguenti riconoscimenti:
- premi e rimborsi in denaro per un totale di € 5.200;
- premi artistici: tre chiavi in argento che rappresentano rispettivamente il successo, la fortuna e la passione;
- tournée per le finaliste del concorso da effettuarsi a fine luglio-inizio agosto in alcuni comuni delle province di Bologna, Ravenna, Forlì/Cesena e Firenze.
Un altro aspetto particolarmente coinvolgente per le partecipanti è la presenza del pubblico, chiamato a segnalare la propria preferenza, unitamente ad una giuria di giovani, coetanei delle concorrenti, impegnata a valutare tutte le prove e a proporre ogni sera una vincitrice (singola o gruppo). Il "Premio del Pubblico" e il "Premio C.E.S.I. Giuria dei Giovani" rappresentano un'ulteriore idea vincente di questo Concorso.
Info: I Portici tel. 0542.27531 - fax 0542.32732 - info@associazioneiportici.it

6. PREMIO "ALESSANDRO TASSONI"
L'associazione culturale "Le Avanguardie" e la rivista "Bollettario", diretta da Nadia Cavalera, in collaborazione con il Comune di Modena e la Biblioteca Estense, con il patrocinio della Provincia di Modena, della Regione Emilia Romagna e dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, bandiscono la terza edizione del Premio Alessandro Tassoni per opere di narrativa, poesia, teatro e saggistica. Alessandro Tassoni (Modena, 28 settembre 1565 - 25 aprile 1635) fu scrittore e poeta. La sua opera più famosa è "La secchia rapita", poema burlesco ambientato nel medioevo, in cui si narra di una guerra tra Modenesi e Bolognesi scatenata dalla contesa di una secchia da pozzo "rapita" - appunto - dai modenesi ai bolgnesi. Alessandro Tassoni dal 1597 fu segretario del cardinale Ascanio Colonna, che seguì in Spagna tra il 1600 al 1603. Nel 1618 divenne segretario di Carlo Emanuele I di Savoia presso l'ambasciata di Roma. Dopo aver soggiornato a Torino presso i Savoia tra il 1620 e 1621 si ritirò, ammareggiato dalla politica, a vita privata. Passò prima al servizio del cardinal Ludovisi e, fino alla sua morte, del duca Francesco I d'Este.
Il montepremi totale ammonta a 5.000 euro, così suddiviso: 2.000 euro per la sezione A, 2.500 euro per la sezione B, 500 euro per la sezione C. La sezione A prevede due premi, di 1.000 euro ciascuno, assegnati ad un'autrice e/o autore (italiani o stranieri) per un'opera di poesia, narrativa, teatro o saggistica che, in omaggio ideale al Tassoni, risulti innovativa, libertaria, pacifista, impegnata civilmente per la costruzione di un mondo più giusto e democratico. Saranno considerate solo le opere pubblicate dal giugno 2006 al marzo 2007. In mancanza dei requisiti richiesti, i premi potranno non essere assegnati. La sezione B prevede un unico premio di 2.500 euro ad un'autrice o autore, honoris causa. La sezione C prevede due premi, di 250 euro ciascuno, per una tesi di laurea che sottolinei l'attualità del Tassoni, in rapporto ad autori contemporanei. L'autore premiato per la sezione B entrerà a far parte della Giuria, per l'edizione successiva.
La partecipazione al Premio è gratuita. La Giuria del Premio è composta da: Gianni Cascone (via Fratelli Musi 3, 40129 Bologna); Nadia Cavalera (corso Canalchiaro 26, 41100 Modena); Mario Lugli (Assessorato alla Cultura del Comune, via Galaverna 8, 41100 Modena); Francesco Muzzioli (via G. Piazza 8, 00161 Roma); Mario Lunetta (via Accademia Platonica 12, 00147 Roma), vincitore della sez. B nel 2006. Presidenza onoraria: Giorgio Bàrberi Squarotti e Lea Vergine. Le case editrici, gli autori interessati e i neolaureati dovranno far pervenire le loro opere (su cui va messa la dicitura "Per il Premio Alessandro Tassoni 2007") direttamente a ciascun componente della Giuria entro il 31 marzo (farà fede il timbro postale). Solo nell'invio a Nadia Cavalera va acclusa la lettera di partecipazione con l'autorizzazione al trattamento dei dati personali. Una copia dell'opera concorrente, inoltre, va inviata anche al "Fondo Premio Alessandro Tassoni", c/o la Biblioteca Estense - largo s. Agostino, 337 - 41100 Modena.
I vincitori dovranno presenziare alla cerimonia di assegnazione che si terrà a Modena in data e luogo che saranno tempestivamente comunicati. In caso di assenza, dopo accettazione scritta, avranno diritto al titolo del Premio, ma non al corrispettivo in denaro. Il giudizio della Giuria, che sarà reso pubblico entro il giugno 2007, è insindacabile e le opere presentate non verranno restituite. La partecipazione al Premio comporta la totale accettazione del presente regolamento, disponibile online sul sito della rivista "Bollettario" www.bollettario.it
Info
: 339.3473493 - premioalessandrotassoni@bollettario.it - nadiacavalera@bollettario.it

7. "A CORTO DI DONNE", APERTE LE ISCRIZIONI
(da DWpress - Numero 14 del 23 gennaio 2007) Pozzuoli (Napoli) - Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione di "A Corto di Donne", rassegna di cortometraggi al femminile, in programma nei giorni 8, 9 e 10 giugno 2007 a Pozzuoli (NA). La manifestazione, promossa dall'associazione culturale "Quicampiflegrei" e dal "Coordinamento Donne Area Flegrea", si rivolge alle registe di opere audiovisive in formato breve - lunghezza massima 20 minuti - lasciando ampia libertà di scelta sia riguardo alle tematiche che al genere: fiction, documentario, animazione, videoarte ecc. I cortometraggi, inediti o meno, dovranno pervenire agli organizzatori in formato DVD, entro il termine del 31 marzo 2007, al seguente indirizzo: "A Corto di Donne" - c/o Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo - Via Campi Flegrei, 3 - 80078 Pozzuoli (NA). Attraverso il sito internet ufficiale - www.acortodidonne.it  - è possibile scaricare il regolamento integrale e la scheda di iscrizione alla rassegna. Ulteriori informazioni possono essere richieste inviando una e-mail a info@acortodidonne.it  oppure telefonando al numero 347.6675.785. La rassegna, volutamente non competitiva, si propone quale luogo di incontro per le autrici che attraverso il cinema breve esprimono uno sguardo femminile sul mondo. Accanto alla visione dei corti, sono previsti dibattiti, workshop e l'intervento di ospiti. Per favorire il confronto e la partecipazione, le registe dei cortometraggi selezionati, e un eventuale accompagnatore, saranno ospitati dall'organizzazione del festival per l'intera durata della manifestazione. Promossa sull'intero territorio nazionale, "A Corto di Donne" è pronta a ospitare anche opere provenienti dall'estero, purché sottotitolate in italiano o prive di dialoghi. L'iniziativa si svolge sotto il patrocinio di: Regione Campania; Provincia di Napoli; Comune di Pozzuoli; Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli; Ente Parco Regionale Campi Flegrei; Campania Film Commission; Agis Campania.
Info
: info@acortodidonne.it

8. XIII PREMIO GIORNALISTICO TELEVISIVO "ILARIA ALPI"
Giustizia, verità, non violenza, diritti umani. Dovranno trattare questi temi i servizi giornalistici d'inchiesta che intendono partecipare alla XIII edizione del Premio Ilaria Alpi, dedicato alla giornalista Rai uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 e al cineoperatore Miran Hrovatin, morto nello stesso agguato. Il Premio è dedicato quest'anno alla memoria della giornalista russa Anna Politkovskajia, assassinata nell'ottobre scorso. Ai temi classici del concorso, si affianca anche quest'anno quello del lavoro. E' al suo secondo anno di vita, infatti, la sezione "Il lavoro che non si vede", promossa da Nidil (il sindacato dei lavoratori atipici aderenti alla Cgil), Arci, Articolo 21 e dalla Regione Lazio, dedicata ai video che approfondiranno le tematiche legate al lavoro.
Nell'ottica del crescente impegno del Premio Ilaria Alpi nel settore della produzione di reportage giornalistici, una parte importante del concorso verrà riservata anche quest'anno ai filmati inediti. I servizi mai andati in onda nelle televisioni nazionali potranno concorrere per aggiudicarsi il "Premio Produzione", che consisterà in una somma di 10.000 euro e nella messa in onda del reportage da parte di Rai Tre e di Rai News 24. Riconfermate anche le sezioni "storiche" del Premio: la sezione A vedrà in concorso i servizi andati in onda nei telegiornali nazionali, mentre concorreranno per la sezione B i servizi televisivi che superano i quattro minuti e che vanno in onda nei contenitori informativi. Ai reportage e alle inchieste che superano i 15 minuti di durata è riservata la sezione C. Ai prodotti informativi delle Tv locali e regionali è invece dedicata la sezione D.
Continua l'attenzione alle produzioni televisive europee: ai servizi giornalistici prodotti dagli operatori dell' informazione europei è dedicato il "Premio Europa". I giornalisti e le redazioni delle emittenti europee potranno partecipare inviando fino a tre reportage giornalistici che trattino tematiche sociali. Riservato ai telecineoperatori sia italiani che europei il "Premio Miran Hrovatin": i contributi video ammessi al concorso verranno giudicati in base alle immagini proposte, da Italo Moretti, Luca Ajroldi e dai cineoperatori Stefano Paolillo, Gianfranco Rados e Claudio Speranza.
E' invece rivolto ai giovani il "Premio Giovane" cui parteciperanno automaticamente tutti i giornalisti in concorso che non hanno ancora compiuto i 32 anni. I loro lavori verranno giudicati da una giuria ad hoc, composta dagli studenti del corso di Comunicazione Giornalistica, del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, della Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. Torna, inoltre, il "Premio della Critica", riservato ai servizi andati in onda nelle televisioni nazionali e segnalati da una giuria di critici televisivi, composta da Alessandra Comazzi (La Stampa), Anronio Dipollina (Repubblica), Roberto Levi (Il Giornale), Mirella Poggialini (Avvenire), Norma Rangeri (Il Manifesto), Maurizio Turrioni (Famiglia Cristiana),Giovanni Volpi (Tv Sorrisi e Canzoni). Per la prima volta, i partecipanti, tranne coloro che si iscrivono al Premio Europa, potranno inviare un solo servizio a testa.
Tutti i servizi, esclusi quelli del Premio Giovane, saranno valutati dalla giuria presieduta da Italo Moretti e composta da Ettore Mo (inviato del Corriere della Sera), dai giornalisti Luca Ajroldi e Alessandro Banfi (autore di Matrix), da Gerardo Bombonato (Presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna), Claudio Brachino (vicedirettore di Studio Aperto), Angela Buttiglione (direttore del TgR Rai), Emilio Carelli (direttore di Sky Tg 24), Antonio di Bella (direttore del Tg3), Emilio Fede (direttore del Tg4), Giovanna Lio (caporedattrice di Sky Tg 24), Mauro Mazza (direttore del Tg2), Paolo Meucci (consulente di Tg2 Dossier), Corradino Mineo (direttore di RaiNews24), dal giornalista Roberto Morrione, da Paola Palombaro (caporedattrice del Tg La7), Sandro Provvisionato (autore di Terra! - Tg5),  Antonello Piroso (direttore del Tg La7), Gianni Riotta (direttore del Tg1), Roberto Scardova (Tg3), dal giornalista Romano Tamberlich e da Andrea Vianello (conduttore di "Mi manda Rai Tre").
Il Premio Ilaria Alpi, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Riccione e dalla Provincia di Rimini, è organizzato dall'Associazione Ilaria Alpi/Comunità Aperta, in collaborazione con Rai, Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna, Federazione Nazionale della Stampa e Usigrai. Anche per la tredicesima edizione il Premio ha ricevuto l´Alto patronato del Presidente della Repubblica e i patrocini della Presidenza della Camera dei Deputati, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, dell´Ordine dei Giornalisti Nazionale, della Commissione Nazionale Italiana per l´Unesco e del Segretariato Sociale della Rai. Per la prima volta il Premio ha ottenuto anche il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni. La premiazione si svolgerà a Riccione dal 7 al 9 giugno 2007. Il bando di concorso scade il 14 aprile 2007 (ore 12) e si trova on line sul sito www.ilariaalpi.it/premio
Info: PREMIO GIORNALISTICO TELEVISIVO "ILARIA ALPI" - c/o Villa Lodi Fè - Viale delle Magnolie 2 - 47838 RICCIONE (Rimini) - tel 0541.691640 - fax 0541.475803 - mobile 335.1386454 - info@ilariaalpi.it  - produzione@ilariaalpi.it

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CHI SONO E COSA FANNO LE CONSIGLIERE DI PARITA'
    Le Consigliere di Parità della Provincia di Arezzo sono: 
    - Marilena Pietri, effettiva
    - Giuseppina Ciullo, supplente

    L'Ufficio delle Consigliere è presso il
    Centro Pari Opportunità della Provincia di Arezzo
    Piazzetta delle Logge del grano - 52100 Arezzo
    telefono 0575.3018 - fax 0575.324803
    e-mail Marilena Pietri: consigliera_parita@provincia.arezzo.it
    e-mail Giuseppina Ciullo: consparita@provincia.arezzo.it
    Le Consigliere ricevono su appuntamento

    Per le funzioni di segreteria, collaboratrice delle  Consigliere
    è Monica Dragoni mdragoni@provincia.arezzo.it
    Per le funzioni di comunicazione e ufficio stampa, collaboratrice delle Consigliere
    è Silvia Tessitore  sitessi@tin.it

La Legge 125/91 istituisce la figura delle Consigliere di Parità come organi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la doppia funzione di promuovere politiche di pari opportunità tra uomini e donne nel lavoro e di agire in giudizio per far accertare l'esistenza di situazioni discriminatorie. Nell'esercizio delle loro funzioni, le Consigliere di Parità sono pubblici ufficiali. Le Consigliere di Parità sono menzionate dal D.L. 469/97 quali componenti di diritto nelle commissioni tripartite di concertazione per le nuove funzioni di collocamento e di politica attiva del lavoro trasferite dallo Stato alle Autonomie Locali. Il D.L. 196/2000 regolamenta la nomina delle Consigliere, ne definisce i requisiti soggettivi e il ruolo, istituisce un fondo per il funzionamento dell'ufficio e per le attività.

CHI E PERCHE' PUO' RIVOLGERSI ALLE CONSIGLIERE DI PARITA'
persone
> Hai subito una discriminazione
        > nell'accesso al lavoro
        > nell'accesso a corsi di formazione
        > nello sviluppo della carriera
        > nel livello di retribuzione
> Hai avuto difficoltà a vivere serenamente la tua maternità/paternità e il lavoro
> Il fatto di essere donna/uomo è stato causa di licenziamento
aziende
> Vuoi valorizzare la presenza femminile nella tua azienda
> Vuoi accedere ai finanziamenti previsti dalla L. 125/91 e dal D.L. 151/2001
> Vuoi presentare progetti sulla riorganizzazione aziendale 
   e sulla flessibilità in base alla L. 53 e al D.L. 151/2001
enti
> Devi costituire il comitato Pari Opportunità dell'Ente
> Devi presentare il piano di Azioni Positive in base all'art. 3 del D.L. 196/2000
sindacati
> Per collaborare alle azioni previste dalla legge

Attraverso il servizio
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le Consigliere rispondono direttamente ai vostri questi
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